SAVONA PROVINCIA NON PROVINCIALE

 
savona provincia non provinciale

Savona è una città di provincia. Ma in città e nei dintorni sono capitate cose eccezionali nel corso del ‘900. Savona è stata la città futurista di Farfa, poeta, pittore e cartopittore unico e irripetibile. La vicina Albissola ha visto sciabordare, durante gli anni d’oro del Futurismo, una vera e propria fiumana di artisti, spinti dalla voglia di cimentarsi con la ceramica. Il merito dell’operazione va assegnato alla tenacia organizzativa di Tullio Mazzotti, inventore, inoltre, della tecnica di stampa su latta: la “Litolatta”. Dopo la generazione di Fortunato Depero e Filippo Tommaso Marinetti, Tullio riesce a catalizzare anche la neoavanguardia italiana e internazionale del dopoguerra: Piero Manzoni, Asger Jorn, Enrico Baj, Lucio Fontana, Wifredo Lam e tanti altri artisti frequentano quindi Albissola, nei decenni successivi.

Ad Albissola il Movimento Spazialista di Lucio Fontana muove i primi passi e Piero Manzoni, animatore della rivista Azimuth, propone alcune delle sue prime opere ludico-concettuali. Sempre ad Albissola si sviluppa il Movimento per una Bauhaus Immaginista grazie a Asger Jorn e Enrico Baj. I due albissolesi d’adozione, nella vicina Alba, danno vita, insieme a Pinot Galizio e Piero Simondo, al Laboratorio sperimentale di Alba. E’ anche frutto di queste due esperienze la nascita dell’Internazionale Situazionista a Cosio d’Arroscia, ad opera di Guy Debord e di altri membri di Internazionale Lettrista, Cobra e Comitato Psicogeografico di Londra.

Intanto nella vicina Nizza si crea una vera e propria scuola grazie a Nouveau Réalisme e Fluxus, con Yves Klein e Ben Vautier a spadroneggiare. Nascono quindi tra Savona e Nizza, come tra Milano e Parigi, le rivalità a distanza tra Lucio Fontana e Yves Klein, tra Piero Manzoni e Ben Vautier. Sorgono perlopiù in Liguria gli innamoramenti e le separazioni tra i proto-situazionisti, tra chi crede di poter fare un’arte nuova e chi all'arte vuol rinunciare. In questo senso la creazione dei rotoli di “pittura industriale” di Pinot Gallizio e il “superamento dell’arte” di Guy Debord sono i due poli antitetici. Per il movimento Fluxus come per Piero Manzoni, invece, il gioco è quello di superare i limiti estetici e identificare con l’arte la stessa vita.

Se George Maciunas va in visita a Nizza e riconosce la scena cittadina tra le più attive in ambito Fluxus, Guy Debord è attento, dalla Francia e di persona, al fermento ligure in salsa rivoluzionaria. E se Tullio d’Albisola è il grande coordinatore della zona, Farfa è senza dubbio il nume tutelare di molti artisti. Attivo già durante il primo Futurismo, esponente di spicco del “Secondo Futurismo”, ricopre nel dopoguerra il ruolo di padre sgangherato. Amico di Lucio Fontana dall’anteguerra, considerato un maestro da Piero Manzoni, fa letteralmente innamorare Enrico Baj e Asger Jorn. I due pittori lo introducono dapprima, come illuminato precursore, nell'ambito del Laboratorio Sperimentale di Alba alla corte di Pinot Gallizio, per poi farlo eleggere “Trascendente Satrapo” dell’Institutum Pataphysicum Mediolanense, sotto l’egida del saggista e gallerista Arturo Schwarz.

La “scienza delle soluzioni immaginarie” calza a pennello sulle spalle del futurista già incoronato, con un casco di alluminio, “Poeta Record Nazionale” da Marinetti, durante gli anni gloriosi del Futurismo. Mostre collettive e individuali propiziano una rivalutazione del futurista anti-futurista, che viene apprezzato per le sue sfumature immaginifiche persino da André Breton, il papa del Surrealismo. Per tutte queste ragioni Savona non è stata una provincia qualsiasi ma un centro importante costellato da una galassia di avvenimenti determinanti nella storia della cultura novecentesca. Ora la città langue ma questo è un altro discorso.