La perdita dell'innocenza della società americana: il serial killer Zodiac uccide il surf

La perdita dell'innocenza della società americana: il serial killer Zodiac uccide il surf

La supposta perdita di innocenza della società americana viene solitamente associata alla strage compiuta nel 1969 a Los Angeles dalla Family di Charles Manson ai danni di Sharon Tate e dei suoi ospiti. Le uccisioni dell'anno precedente dell’attivista per i diritti civili Martin Luther King e del candidato democratico Bob Kennedy sono i pesanti precedenti diretti nel mondo della politica. L'omicidio di uno spettatore di colore durante il concerto di Altamont dei Rolling Stones a fine '69 è invece un ulteriore crimine nell'ambiente dello spettacolo. Ma è il sanguinoso eccidio di Cielo Drive a ricoprire il ruolo di episodio simbolo del mutamento dei tempi. Nel 1969, dopo l’estate dell’amore del ’67 e la primavera di rivoluzione del ’68, la controcultura americana si rende conto di essere una minoranza rumorosa, sconfitta dalla maggioranza silenziosa di reazionari e patrioti. Ad inizio anno, Richard Nixon vince le elezioni e il sogno di fermare la guerra in Vietnam, già fuori controllo sotto la presidenza di Lyndon Johnson, è perlomeno rinviato. La nonviolenza hippy e la riottosità dei rivoltosi animano prima resistenze in arretramento e poi piccole risacche di reduci. L’utopia pacifista e l’ambizione rivoluzionaria, conciliabili solo in parte, tramontano in pochi anni e al giro di boa di fine decennio sembrano un’occasione mancata. 

Dall'entusiasmo dei tumulti sessantottini alle università di Berkeley in California e Columbia a New York celebrato nel film Fragole e sangue, si passa nel ’70 alla strage dell’università di Kent, con i quattro studenti uccisi cantati da Neil Young in “Ohio”. Il finale drammatico e pessimista di Easy Rider è figlio dei drammi del periodo e della perdita di fiducia: due redneck prendono a fucilate i due centauri e uccidono con i biker gli stessi anni ’60. E così vincono i bifolchi e perdono i figli dei fiori: il desiderio di veder fatto a pezzi il sogno americano resta la fantasticheria ad occhi aperti dell’ultima scena di Zabrinskie Point, con l’esplosione immaginaria di una villa. Il festival di Woodstock idealizzato al momento come l’inizio di una nuova era, quella dell’Acquario, rappresenta, a posteriori, il canto del cigno di una generazione gioiosamente illusa. Tra la fine degli anni ’60 e l'inizio degli anni '70 i leader delle Pantere Nere e delle Pantere Bianche, Angela Davis e John Sinclair, finiscono in carcere e negli anni successivi gli attivisti del movimento di rivolta o si danno alla latitanza come Abbie Hoffman o si convertono all'imprenditoria come Jerry Rubin. Anche l'artista più vicino alla causa ribelle, John Lennon, passa dal comporre inni pacifisti e canzoni sociali a ripiegarsi artisticamente su giochi mentali e problemi personali, prima di ritirarsi a vita privata.

Eppure secondo alcuni la società americana non avrebbe perso l’innocenza nel biennio ’68-’69 perché innocente non lo sarebbe stata mai. Tra la fine della seconda guerra mondiale e l'inizio della guerra in Vietnam, gli U.S.A. compiono alcuni interventi militari in giro per il mondo ma si rendono protagonisti soprattutto della guerra di Corea, tra il 1950 e il 1953. Il conflitto viene etichettato come "la guerra sconosciuta" per la sua scarsa visibilità mediatica rispetto agli episodi bellici precedenti e successivi. Momento di forte surriscaldamento della guerra fredda con l'U.R.S.S., il Korean Conflict incarna una sorta di anticipazione della Vietnam War e viene accompagnata in patria dalla caccia ai comunisti del maccartismo. L'esiguità di immagini e filmati, reportage e articoli sugli aspetti più drammatici e aberranti dello scontro determina la mancanza di un movimento di protesta in risposta alla strategia governativa. Intanto, con il passare degli anni, si consolida sempre di più il mito dell'american dream, l'idea che grazie all'impegno personale, a prescindere dalla situazione economica e sociale di partenza, si possa raggiungere qualsiasi obiettivo carrieristico. Un certo conservatorismo bigotto in ambito morale si sposa quindi ad una visione liberista in campo finanziario, trovando casa in edifici prefabbricati forniti di elettrodomestici. 

Nel corso degli anni '50 i modelli alternativi all'american way of life sono ribelli più che rivoluzionari: James Dean e Marlon Brando sullo schermo e Jack Kerouac e Neal Cassady in letteratura oppongo al conformismo dominante una vita vagabonda e frenetica, caratterizzata da libertà sessuale e utilizzo di stupefacenti. A bordo di moto e automobili, gli esponenti della beat generation viaggiano in lungo e in largo per tutto il continente americano, anticipando sotto vari aspetti le coordinate etiche ed estetiche della generazione degli hippy. La rivolta contro i benpensanti non si trasforma però in presa di coscienza politica ma resta un atto d'accusa spontaneo e adolescenziale. La gioventù bruciata di ribelli senza una causa si trova quindi a vivere sulla strada, arrivando a rappresentare un pur minoritario fenomeno di alterità al modello vigente. Se nelle prime ore i ragazzi ascoltano il be bop più indiavolato, presto passano al nascente rock'n'roll. Chuck Berry e gli altri rocker degli albori si inseriscono perfettamente nel clima di dissenso istintivo verso gli schemi del passato e causano un vero e proprio tornado nel mondo della musica come nell'intera società. Il nuovo genere non comporta infatti solo un notevole cambiamento di sonorità ma una considerevole trasformazione dei costumi e un'ulteriore attacco alla tradizione. 

Innanzi tutto le radici blues del rock'n'roll generano per la prima volta una contaminazione tra il pubblico bianco e quello nero. Fino a quel momento il mercato e la fruizione della musica in America vive in una specie di contraltare artistico della segregazione razziale, con dischi e spettacoli riservati ai bianchi e dischi e spettacoli riservati ai neri. Ma la compresenza di artisti di colore come Bo Diddley e musicisti bianchi come Gene Vincent fanno cadere le barriere dei race records e provocano un notevole balzo in avanti sulla strada dell'emancipazione degli afroamericani. In questo modo con l'avvento del rock'n'roll come fenomeno di massa, folte schiere di ragazzi neri e di ragazzi bianchi iniziano a comprare gli stessi dischi e a partecipare ai medesimi concerti. Se nella beat generation non si fa mistero della propensione al libertinaggio e allo sballo e nella black music vige più libertà espressiva, i rocker W.A.S.P. cercano di stemperare il loro carattere trasgressivo con segnali rassicuranti. E così l'ancheggiamento sensuale di Elvis Presley e l'aggressività chitarristica di Buddy Holly non compromettono la loro immagine da bravi ragazzi. Dietro il sorriso di Presley e gli occhialetti di Holly si celano invece inquietudini e perversioni, tenute accuratamente nascoste per non incrinare il mito patinato e oleografico da rotocalchi. 

Verso la fine del decennio però, le turbe sopite vengono a galla sancendo la fase discendente del nuovo genere musicale. Tra gli sgoccioli degli anni '50 e gli albori dei '60, Little Richard diventa reverendo a seguito di un pentimento per la sua vita dissoluta ed Elvis Presley parte per il militare tornando artisticamente normalizzato, Jerry Lee Lewis è costretto ad uscire di scena per la polemica giornalistica correlata alle sue nozze con una ragazza minorenne e Chuck Berry viene arrestato per aver avuto rapporti sessuali con una partner troppo giovane, Buddy Holly muore in un incidente aereo ed Eddie Cochran in un incidente automobilistico. Nel giro di pochi anni la maggior parte dei principali nomi del rock'n'roll è fuori dai giochi, momentaneamente o per sempre, ma né gli scandali mediatici né le morti premature mostrano realmente al pubblico americano i vizi privati dei miti generazionali. Si percepisce un'angoscia ribellistica simile a quella di James Dean o Jack Kerouac ma non si comprende appieno la sfrenatezza vorace e l'istinto autodistruttivo. Per fare luce sulla vita da rocker occorre attendere la fine del decennio successivo, con i tragici decessi in serie di Brian Jones e Jimi Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin, vicini cronologicamente alla strage di Cielo Drive e al tramonto dell'utopia hippy. 

Con l'uscita di scena dei principali eroi del rock'n'roll americano, il rock strumentale di Link Wray e Duane Eddy, due dei pochi artisti a piede libero, si trasforma, nel giro di qualche anno, da genere minoritario a forma espressiva maggiore. Dalla fine della prima fase del rock'n'roll intorno al 1960, all'esplosione della beatlemania nel 1963, gli strumentali, in effetti, hanno dapprima affiancato le classiche canzoni per poi ritagliarsi uno spazio crescente e una pari dignità. Negli anni della progressiva capitolazione dei rocker dell'epoca d'oro, Link Wray e Duane Eddy pubblicano una serie di brani senza cantato ma particolarmente riusciti. Dick Dale, i Ventures e tutta una generazione di giovani musicisti traggono ispirazione dai due maestri e codificano un nuovo standard, il surf strumentale, coniugando la pratica dello sport acquatico, il culto delle macchine hot rod e la passione per le feste in spiaggia. Dall'altra parte dell'oceano, prima dell'avvento di Beatles e Stones, l'Inghilterra risponde ai rocker con cantanti come Cliff Richard e ai gruppi strumentali con band come gli Shadows. Tra il 1963 e il 1964, la scalata dei Beatles e degli Stones in patria e in America produce un vistoso cambio di paradigma: la fine del genere strumentale, grazie alle cristalline armonie vocali e alle accattivanti voci soliste ma anche ai testi immediati. 

Tendendo conto del carattere guerrafondaio in politica estera e ipocrita in materia etica dell'americanismo, il sogno di plastica di un'intera nazione è ben lontano dalla purezza ideale e molto più prossimo alla marcescenza terrena. Per questa ragione, la cosiddetta perdita dell'innocenza della società americana, associata solitamente al folle piano criminale di Charles Manson, può essere considerata un concetto fittizio, del tutto privo di fondamento. Ma se si volesse impiegare a tutti i costi questa definizione si dovrebbe probabilmente retrodatarla dal 1969 al 1963. Se dal 1945 in poi l'ambiguità americana può ingannare masse di ingenui, in buona fede, l'omicidio dell'attivista dei diritti civili Medgar Evers e del presidente degli Stati Uniti in carica John Kennedy rappresentano un punto di non ritorno nella storia del paese. Un lustro prima dell'assassinio di Martin Luther King e di Bob Kennedy, due rappresentanti della cultura antirazzista e democratica vengono barbaramente eliminati. La figura di John Kennedy racchiude di per sé la doppiezza dell'intera nazione: la bellezza estetica e la capacità retorica patiscono come contrappeso una malattia invalidante e una condotta opinabile. La figura da attore di Hollywood è infatti l'affascinante biglietto da visita di un uomo legato alla mafia, dipendente dal sesso e prostrato nel fisico.

La scarsa fortuna pubblicistica di Medgar Evers, oscurato non solo dall'ombra di Martin Luther King ma anche dallo spettro di Malcolm X, e il carattere bifronte di John Kennedy, autore di memorabili discorsi ma di esigui provvedimenti, concorrono a considerare i due omicidi come un macabro antipasto dei fatti ben più nitidi di fine decennio. Eppure il 1963 è stato un anno importante per l'emancipazione degli afroamericani: dapprima John Kennedy permette l'ingresso di due studenti di colore all'università della segregazionista Alabama a Tuscaloosa, poi Martin Luther King capeggia la marcia su Washington per i diritti civili, il tutto con la colonna sonora del musicista dell'anno: Bob Dylan. La teoria della "Nuova Frontiera" di Kennedy e la profezia di "I Have a Dream" di King si contrappongono quindi al ventre molle dell'America profonda, popolata dia gruppi violenti del Ku Klux Klan. I razzisti incappucciati compiono nello stesso anno un attentato in una Chiesa Battista di Birmingham sempre in Alabama e uccidono l'anno successivo tre attivisti per i diritti civili in Mississippi. Nel 1964 si verifica un altro fatto considerato comunemente un'anticipazione del '68: divampa nell'università di Berkeley in California il primo focolaio di proteste, quattro anni prima della più massiccia rivolta del movimento studentesco. 

Intanto tra la fine del 1963 e l'inizio del 1964 esplode in Inghilterra la beatlemania e viene esportata negli Stati Uniti grazie alla british invasion. I Beatles conquistano così prima il Regno Unito e poi il continente americano, sbaragliando i generi precedenti e influenzando le nuove generazioni. Al seguito dei Beatles, anche i Rolling Stones sbarcano in America ed esercitano altrettanta ascendenza: se John Lennon e Paul McCartney sono il punto di riferimento delle band più pop e propense alle armonie vocali, Mick Jagger e Keith Richards sono il modello principale per i gruppi più rock e dediti ai riff granitici. Il folk rock e il garage prendono così il volo coniugando le salde radici americane alle fresche sonorità inglesi e spazzando via il surf e il rock'n'roll strumentali ancora vivi prima dell'esplosione del beat d'oltreoceano. Se l'uccisione di Medgar Evers e John Kennedy producono il primo stop all'avanzata della società americana in senso progressista, la conquista dell'America da parte delle band britanniche determina un forte cambio di paradigma e un'inattesa inversione dei ruoli. Dalla nascita del rock'n'roll fino a quell'anno la trazione della scena internazionale è targata U.S.A. ora un intero continente è artisticamente a rimorchio della piccola isola dalla quale è riuscita ad ottenere l'indipendenza due secoli prima. 

Nel 1964 a Brighton in Inghilterra si verifica la famosa rissa sulla spiaggia tra rocker e mod, l'evento più significativo dello scontro tra le due sottoculture. Da una parte i reduci degli anni '50, con giubbotto di pelle, chopper rumoroso e ciuffo imbrillantinato, dall'altra i giovani modernisti degli anni '60, con cappotti lunghi, vespe colorate e frangia al vento. La contesa tra le due fazioni è legata alla musica più che alla moda: i rocker ascoltano soltanto il rockabilly bianco degli anni '50, soprattutto Elvis Presley, Gene Vincent e Eddie Cochran  e non accettano la fine della prima fase del rock'n'roll; i mod, devoti a Who e Small Faces, spaziano in maniera più ampia in tutta la black music, dal blues al soul, dal rocksteady al reggae ma amano su tutti James Brown, Ray Charles e Bo Diddley. A prescindere dal risultato sul campo di battaglia, è palese nei fatti la vittoria dei mod e la sconfitta dei rocker. Le influenze afroamericane e giamaicane relegano in secondo piano la portata del rockabilly americano e dettano l'evoluzione successiva della storia del rock. I mod, aperti alle novità e alle contaminazioni, battono quindi i rocker, chiusi nel tentativo vano di riproporre in modo ortodosso uno stile ormai defunto. Ma gli scontri fisici avvenuti tra il 1963 e il 1965 in Inghilterra dimostrano la tensione strisciante nel mondo giovanile. 

Mentre in Inghilterra i mod sconfiggono culturalmente i rocker, in America Beatles e Stones conquistano la nuova generazione. In entrambe le scene musicali non esce battuto per sempre solo il rockabilly ma pure il surf, eccezion fatta per il caso eccelso e unico dei Beach Boys. Durante l'era della british invasion e della swinging London, a fare le spese della nuova onda è soprattutto il rock strumentale, declassato nel giro di qualche mese da moda del momento a divertissement occasionale. Con il surf, e non con la pischedelia, tramonta l'era dell'innocenza americana, velata d'ipocrisia ma al contempo animata da una certa autenticità. La perdita di egemonia musicale rispetto all'Inghilterra viene controbilanciata negli stessi anni dalla supremazia della pop art americana di Andy Warhol e soci sull'arte europea. Ma sono gli omicidi di Evers e di Kennedy e i crimini del Ku Klux Klan a svelare l'essenza del potere a stelle e strisce e a far naufragare per sempre l'illusione di perfezione. Con quelle morti si mostra il vero volto dell'America e si compromette fin dal 1963 l'autentico cambiamento, vagheggiato in modo vano dagli attivisti della radical left negli anni seguenti. La promulgazione nel 1964 del "Civil Rights Act", pur rappresentando un passo importante nel tortuoso cammino dei diritti civili, non cancella l'inquietante contesto. 

Come nel biennio '68-69, anche cinque anni prima le morti eccellenti del mondo della politica si vedono accostate a omicidi, altrettanto significativi, di persone comuni. Nell'estate di quell'anno, con molta probabilità, entra in azione il serial killer conosciuto con lo pseudonimo Zodiac, responsabile acclarato di cinque omicidi ma sospettato di altri trentadue. Tra le vittime addebitate, in via dubitativa, all'assassino, si annoverano una ragazzo e una ragazza uccisi in spiaggia a Gaviota, in California a metà 1963. Zodiac è un serial killer particolare: aggredisce coppie di giovani ragazzi appartati e recapita alla polizia enigmatici crittogrammi, viene descritto con un travestimento simile al cappuccio del Ku Klux Klan e si firma con una croce celtica. L'assassino, forse di formazione militare, si rende responsabile della maggior parte dei suoi delitti a fine degli anni '60, negli stessi mesi dell'attività delirante della Family di Charles Manson, l'hippy con la svastica sulla fronte a capo di una paradossale comune di figli dei fiori violenti. Eppure quel primo omicidio rappresenta un ulteriore indizio del precoce smarrimento della purezza dell'intera società americana: il crimine sembra un gesto di persecuzione della libertà sessuale, una sorta di estensione dell'oppressione di stampo razzista verso un nuovo terreno di odio e sopraffazione.

Tra gli ancheggiamenti del primo rock'n'roll alle feste in spiaggia del surf, inizia a diffondersi tra le nuove generazioni una certa esigenza di svecchiamento dei costumi. La lotta per la parità di diritti tra bianchi e neri viene quindi accostata timidamente da un meno strutturato contrasto alla tradizionale visione della famiglia. E la ricerca di soddisfazione cantata da Mick Jagger in "Satisfaction" ben incarna l'insubordinazione istintiva nei confronti della morale vigente da parte di intere schiere di ragazzi. L'esigenza di liberazione fisica cova quindi già nei primi anni '60, si accende sotto la cenere a metà decennio per esplodere in modo più ideologizzato nel 1968. Eppure già nel 1963 un uomo, sicuramente disturbato da problemi personali di natura psicologica, prende di mira la prima di una serie di coppie di giovani californiani, uccidendola significativamente mentre si trova appartata in riva all'oceano. A livello simbolico si potrebbe sostenere che sia il barbaro duplice omicidio di Gaviota a porre fine alla parabola della presunta purezza statunitense e con essa alla colonna sonora di quell'epoca d'oro: il surf strumentale. Peraltro Zodiac non rivendica l'azione delittuosa e getta la sfida alla polizia solo a fine decennio, per entrare in silenzio stampa a metà anni '70 e conservare sconosciuta per sempre la sua reale identità. 

Proprio nello stesso periodo della tragedia, i Centurions, di Newport Beach in sud California, danno alle stampe un disco in qualche modo in assonanza con il terrore generato da ZodiacSurfersPajama Party. Lontani dalla fama internazionale dei padri del surf, Dick Dale e Ventures, i Centurions arrivano alla pubblicazione con un certo ritardo e con un formato marginale nel settore. Nonostante la musica surf abbia il suo punto di forza nell'immediatezza dei 45 giri, i Centurions pubblicano un solo LP, senza singoli di contorno. L’unico misterioso lavoro della band contiene sia materiale proprio che brani del repertorio dei Revels. L'immagine di copertina mostra un ballo di giovani e si pone in contrasto da una parte con la natura domestica della festa annunciata nel rassicurante titolo e dall'altra parte con la nera e lugubre cornice grafica. I sorrisi sghignazzanti dei ragazzi in foto sembrano trasfigurarsi in ghigni macabri e Il pigiama party a cui si allude a parole pare un riferimento funebre più che danzereccio. Coerentemente la musica strumentale della band sembra una versione dark e angosciosa dello spensierato e soleggiato surf californiano. Ma la potenziale svolta del genere verso nuovi lidi resta solo un ipotetico sviluppo mancato e viene spazzata via nel giro di qualche mese con tutto il resto della scena. 

 

 

 

 

 

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