Il ritorno degli Spiritualized: i misteriosi omaggi nel video di I'm Your Man

Il ritorno degli Spiritualized: i misteriosi omaggi nel video di I'm Your Man

A sei anni dal lancio di Sweet Heart Sweet Light, gli Spiritualized tornano con un nuovo disco, disponibile da settembre: And Nothing Hurt. In attesa della pubblicazione del lavoro completo, registrato quasi interamente in solitaria nello studio casalingo di Londra, Jason Pierce diffonde in rete due canzoni. Il virtuale 45 giri è composto da un'entusiasmante accoppiata di ballate, accorate e riuscite, nel classico stile della band: "A Perfect Miracle", perla pop risalente al 2012, e "I'm Your Man", pezzo che non sfigura in confronto ai due ingombranti brani omonimi di Richard Hell e Leonard Cohen. L'evento mediatico è stato accompagnato da un'abile strategia comunicativa. L'album è annunciato, come ultima opera della carriera, in un'intervista del 2016 a Pierce, deciso a ritirarsi dalle scene per l'acuirsi dei problemi di salute e per l'affievolirsi della vena creativa. Il primo giugno del 2018, la pagina ufficiale degli Spiritualized pubblica un minimalista banner arancione, che riporta la semplice ragione sociale. Nei dieci giorni successivi vengono diramati nove video, sempre a sfondo arancione, con messaggi in alfabeto morse. I punti e le linee sono presto decriptati dai fan: si tratta dei titoli delle canzoni del disco prossimo venturo.

Nel sesto video, il messaggio in codice sfarfalla e si dissolve per lasciare posto ad alcuni fotogrammi che ritraggono un paesaggio desertico, con alcune impronte nella sabbia. Nei due filmati successivi, lo sfondo monocromo svanisce nel nulla e si scorge un uomo vestito da astronauta mentre cammina per strada e mentre entra nell'abitacolo di una macchina: si tratta logicamente di Jason Pierce. Nell'ultimo video J Spaceman si mostra senza casco e suona una chitarra acustica, per qualche breve istante. Le quattro sequenze frammentarie anticipano il contenuto del videoclip di "I'm Your Man", pubblicato l'11 giugno. In estrema sintesi, nel corso dell'enigmatico filmato, il protagonista, vestito da astronauta, raccoglie qualche semplice oggetto in casa, compie un viaggio in macchina nel deserto, depone tre rose a terra e alloggia in un motel. La trama criptica è costellata da una serie di riferimenti alla storia del rock, disseminati principalmente grazie ad alcuni oggetti, collocati in una sorta di tabernacolo domestico, riposti in una valigia e sistemati in macchina. L'automobile è una Plymouth Fury III, risposta della Cadillac al modello Ford Galaxie 500, omonimo della band rivale degli Spacemen 3

All'inizio del filmato, in una nicchia votiva di effetti personali, tra gli altri oggetti, sono presenti la copertina di Let It Come Down e una minuscola scultura dorata di una mano che ricorda la grafica di Amazing Grace, uno scatto e un pupazzo di Hank Williams ma anche un accendino con la misteriosa immagine di un uomo non meglio identificato e l'inquietante ritratto di un primate con una tuta spaziale. La foto dell'animale non è un fotomontaggio ma un vero scatto di Albert II, la prima scimmia lanciata nello spazio dalla NASA nel 1949: purtroppo il primate non riesce a sopravvivere al rientro del missile e muore nell'impatto al suolo a causa della mancata apertura del paracadute. Quando Pierce ripone il pupazzo di Hank Williams e una croce in una valigia, sono già stati scelti, dall'altarino casalingo, la foto del musicista country e quella della scimmia astronauta. Sul fondo della borsa, si intravede la toppa di stoffa con il logo della missione Mercury-Redstone 4 compiuta nel 1961 dal pilota Virgil Grissom nella capsula Liberty Bell 7. Si tratta del secondo viaggio nello spazio con equipaggio umano pianificato dalla NASA: un volo suborbitale, conclusosi con l'inabissamento del veicolo spaziale e il salvataggio dell'astronauta. 

Per assurdo, nel florilegio di allusioni musicali, la foto di Albert II è, tra i feticci del video, l'immagine più ricorrente: d'altra parte Pierce sembra voglia rendere un particolare omaggio all'impiego dei primati nelle missioni NASA, pubblicando "I'm Your Man" a 70 anni esatti dal primo tentativo fallito di decollo di un missile con una scimmia a bordo, avvenuto l'11 giugno del 1948. Sul cruscotto invece campeggiano le foto di Link Wray ed Elvis Presley e sono appoggiati il pupazzo di Hank Williams e l'accendino con il volto misterioso ma anche la piccola mano dorata e un sacro cuore in metallo. La chiave nel quadrante invece è attaccata ad un portachiavi con il logo della Sun Records e a ridosso del parabrezza sono sistemati due strani pupazzi. I santini del rock'n'roll sono quindi affiancati da simboli religiosi e ricordi personali ma le citazioni non si limitano all'oggettistica: J Spaceman depone una rosa accanto alla lapide commemorativa di Gram Parsons e pernotta al Joshua Tree Inn, il motel dove il cantante è morto per overdose di eroina nel 1973. Nella camera d'albergo si vede Pierce seduto sul letto portarsi le mani al volto, sempre vestito da astronauta, a fianco di un'altra tuta della NASA adagiata sulle coperte.

Non si conosce il possessore della seconda divisa aerospaziale ma la scena sembra rimandare alla leggenda secondo la quale la stanza 8 del Joshua Tree Inn sia infestata dal fantasma di Gram Parsons. D'altronde il cantante country, tanto legato alla tradizione musicale quanto aperto alla sperimentazione hippy, è passato alla storia con il soprannome di "cosmic cowboy", un'etichetta che calza a pennello anche per Jason Pierce in questo video. La tuta spaziale potrebbe quindi essere l'abito dismesso di Gram Parsons, deposto lì per il suo fantasma. Se Parsons è l'immaginario compagno di spedizione di J Spaceman, Hank Williams è l'ideale copilota dell'automobile. A prescindere dal pupazzo e dalla foto del cantante, Pierce, prima di raggiungere il motel, guida infatti una Cadillac e dorme sul sedile posteriore, ricreando così l'esatta scena della morte di Williams, deceduto in quella posizione su una macchina della stessa casa produttrice nel 1953. Hank Williams, icona del country e anticipatore del rock'n'roll, diventa quindi la figura archetipale del genio rovinato dagli eccessi. Il profilo del capostipite si sovrappone poi alla silhouette del suo allievo spirituale, Gram Parsons, inventore del country rock e altro martire pagano. 

Le morti così simili di due eroi così importanti della musica americana avvengono quasi magicamente a vent'anni di distanza l'una dall'altra e segnano la storia della cultura popolare statunitense. Nel rievocare gli ultimi atti della loro vita, l'autrice del video Juliette Larthe, compagna di Pierce e probabile destinataria della canzone, colloca lattine e bottiglie di alcolici sul comodino della stanza e sul pianale dell'auto, per rendere ancora più chiara e verosimile l'allusione. Nella scena successiva al pernottamento nel motel, quasi a voler continuare la marcia funebre, Pierce si adagia sulla pavimentazione a forma di occhio del Moonfire Ranch a Topanga Canyon. In quel luogo, nella seconda metà degli anni '60, si sono esibiti altri tre miti del rock'n'roll morti a 27 anni a causa del consumo di stupefacenti: Jim Morrison, Janis Joplin e Jimi Hendrix. Oltre all'omaggio alla lapide di Parsons, nel corso del video, Pierce, prima e dopo la visita al Joshua Tree Inn, depone altre due rose nel deserto. Nonostante non sia chiaro a chi siano rivolti i tributi, occorre ricordare come due musicisti dell'epoca d'oro, frequentatori di Topanga Canyon, siano morti in giovane età in California per overdose: Alan Wilson e Danny Whitten.

Nella sequenza presso il Joshua Tree Inn, Pierce viene ripreso, in piscina a pancia in su come fosse morto. La scena potrebbe rimandare al misterioso decesso di Brian Jones, mito sfortunato degli Spacemen 3, affogato nel parco di Cotchford Farm, a Londra, nel 1969. Proprio nello stesso periodo del declino e della scomparsa di Brian JonesKeith Richards stringe amicizia con Gram Parsons e grazie al collega approfondisce la musica country. Un servizio fotografico dell'epoca ritrae Parsons e Richards proprio nel deserto di Joshua Tree e alcune pose di Pierce nel video di "I'm Your Man" ricordano gli scatti in bianco e nero dei due chitarristi. Senza volersi spingere nel campo delle illazioni associando il motel alla morte Sam Cooke o il deserto all'isolamento di Captain Beefheart, sembra chiaro come l'intento del breve filmato sia quello di ripercorrere le tracce del rock americano e di effettuare un tributo ad una generazione di artisti falcidiata dagli eccessi. Pierce, scampato per miracolo alla morte e disintossicatosi dall'eroina, incarna il ruolo di fortunato superstite: rende omaggio ai suoi eroi musicali e riconosce la grazia della sopravvivenza, contrapponendo alla vocazione alla perdizione la possibilità della salvezza.  

La morte, che aleggia per tutta la durata del video, viene sconfitta dalla fede nella musica prima che dalla fiducia nel divino: più che gli interventi di un ente soprannaturale, sono infatti le armonie cristalline e gli accordi corretti ad arginare il male interiore e i pericoli incombenti. La tensione spirituale verso l'infinito, un tempo bilanciata da una eguale e contraria pulsione all'autodistruzione, ora è libera di svilupparsi a pieno e l'interesse per il gospel, presente fin dalla prima parte della sua produzione, riesce oggi a prendere il definitivo sopravvento sul noise dilaniante degli esordi. Pierce ha ormai accantonato i mostri dell'inconscio e ha smesso di combattere la sua guerra contro se stesso. Non ci è dato sapere se il sereno approdo preluda ad un suo semplice ritiro delle scene o all'accettazione dell'imminente fine fisica della sua esistenza. In ogni caso la matura presa di coscienza sembra permettergli di archiviare con tranquillità la discesa dal palcoscenico o l'abbandono del corpo. Dopo anni consacrati all'abuso di stupefacenti, all'epoca degli Spacemen 3 e della prima fase degli SpiritualizedPierce ha subito due arresti cardiaci e per due volte è tornato a vivere ma il fisico ne è uscito irrimediabilmente indebolito. 

Sopravvissuto al rock'n'roll, Jason si trova quindi a vagare per il deserto come un Piccolo Principe in convalescenza e un "cosmic cowboy" in pellegrinaggio. Il suolo del Joshua Tree sembra un paesaggio lunare, luogo perfetto per descrivere la solitudine e l'emarginazione del protagonista. I motti degli Spacemen 3 e dei primi Spiritualized, "Taking Drugs To Make Music To Take Drugs To" e "Drugs Not Jobs" sembrano parole lontane e allo stesso tempo riecheggiano il ricordo dell'euforia iniziale e del disagio successivo. Il travestimento da astronauta ricorda poi in modo esplicito un vecchio servizio fotografico degli Spiritualized, con Pierce nei panni del pilota accanto a Kate Radley. La passione per lo spazio, così comune nel mondo del rock alternativo, da Joe Meek a Syd Barrett, da Jimi Hendrix a David Bowie, assume in Pierce una metafora esistenziale: ribattezzatosi J Spaceman e intrapresa una prima missione negli Spacemen 3, abbandona l'equipaggio per dedicarsi ad una seconda impresa con gli Spiritualized ma subisce una dolorosa defezione. Se è un litigio irrimediabile a compromettere i rapporti con il sodale Peter Kember, è un tradimento inemendabile a sancire la fine della relazione con Kate Radley.

Nell'ultimo periodo con la Radley in formazione, Pierce sempre più isolato e alienato ma allo stesso tempo vittima di un perfezionismo maniacale, porta a compimento il capolavoro a firma Spiritualized, non a caso intitolato Ladies and Gentlemen We Are Floating In Space. J Spaceman si trova quindi da solo a continuare il suo viaggio umano e artistico, senza il suo fratello d'elezione e la sua compagna di vita. La fluttuazione nello spazio sembra un'immagine metaforica perfetta per descrive la condizione di un artista che conduce una vita senza scopo e senza senso, ferito al cuore e ottenebrato dalle droghe. Nel corso degli anni la creazione di una famiglia e l'aspirazione alla beatitudine, lo strappano dalla depressione e colmano il vuoto esistenziale. A seguito della disintossicazione e della riabilitazione, la passione crescente per la musica gospel indica la strada da intraprendere e il dialogo diretto con Dio si fa ancora più fitto: una nuova luce illumina il suo percorso spirituale e il suo tragitto artistico. Il video di "I'm Your Man" rappresenta quindi il primo passo verso la chiusura del cerchio di And Nothing Hurt. Pierce concede così al suo pubblico l'estremo commiato, prima del ritiro dalle scene o del passaggio a miglior vita. 

Jason Pierce, negli anni degli Spacemen 3, avrebbe effettuato, senza dubbio, una chiara dichiarazione d'amore a Velvet Underground, Stooges e Mc5, i veri e propri ispiratori cacofonici e proto-punk della sua prima band. Molto probabilmente avrebbe omaggiato Pink Floyd, 13th Floor Elevators e Red Crayola, stelle polari per la rilettura rumorosa del rock psichedelico, sviluppata dal vivo e su disco con Sonic Boom. Forse avrebbe alluso in modo incrociato a modelli antitetici ma speculari come Bo Diddley e HawkwindSuicide e Cramps, tra hambone africano e beat elettronico, distorsione chitarrista e effetto echo. Ma J Spaceman in questa ultima fase degli Spiritualized è finalmente rasserenato e risolto e si mette alle spalle l'atroce e delirante frastuono del rock'n'roll più turbolento e agitato per concedersi la pace della musica gospel. E così anche le influenze di free jazz e avanguardia minimalista, kraut rock e roots reggae sembrano fortemente ridimensionate rispetto alla porzione più rassicurante della tradizione americana. Nel video di "I'm Your Man", Jason Pierce sembra però confrontarsi con il rocker inglese per eccellenza, il figlio più nobile dello stesso pantheon ristretto degli inquieti Spacemen 3

David Bowie è per antonomasia l'artista poliedrico e multiforme che indossa, nel corso della sua lunga carriera, una serie sbalorditiva di riuscite maschere: Ziggy Stardust e Aladdin SaneHalloween Jack e Thin White Duke. Nascosto nei panni dei suoi personaggi di successo, Bowie sembra un genio artificioso e inautentico, lontano più di ogni altro collega dal concetto di sincerità e onestà nell'arte. Eppure, alla fine del suo sorprendente tragitto estetico, pubblica Blackstar, un'opera incentrata, senza troppi veli, sulla sua morte imminente. Nel video della canzone omonima, primo singolo estratto dall'album, viene mostrato un astronauta morto. Il chiaro riferimento è a "Space Oddity", il primo successo di Bowie. Il pilota Major Tom, protagonista del brano, invece di tornare a terra da una missione spaziale preferisce fluttuare nello spazio. Major Tom è, per l'autore, il simbolo della solitudine e dell'alienazione dell'uomo moderno ma anche del disagio e dell'isolamento del tossicodipendente deluso da un amore finito. In questo senso sembra che Pierce abbia preso ad esempio, in modo quasi letterale, la metafora di Bowie e l'abbia impiegata per raccontare il suo percorso e spiegare la sua condizione, prima dei saluti finali. 

Privo della roboante autoreferenzialità delle immagini di "Blackstar", il video di "I'm Your Man" giustappone alla parabola di J Spaceman la traiettoria generica del musicista maledetto, nel momento più sfortunato per la chitarra elettrica. Se Bowie sembra totalmente concentrato sul suo cammino personale, Pierce parte da se stesso per parlare dell'intera storia del rock. Al netto dei numerosi riferimenti impliciti, occorre infine concentrarsi sui due artisti citati in maniera palese nel filmato, insieme a Williams e Parsons. I santini di Elvis Presley e Link Wray sul cruscotto dell'autovettura rappresentano compiutamente i due punti di riferimento musicale degli Spiritualized per il recupero delle radici gospel attraverso la lente del rock'n'roll. In questo senso gli album di fine '60 e inizio '70 di Elvis e Link sono veri e propri modelli estetici per tessere le lodi a Dio, come i lavori della stessa epoca di Dr. John e Jim Dickinson sono stati in passato fonti d'ispirazione essenziali per flirtare con il demonio. Più che allo swamp rock della Louisiana e ai riti voodoo di New Orleans, Pierce sembra ora interessato al gospel di Staple Singers e Soul Stirrers, ovvero all'altra faccia della musica del diavolo, figlia della compravendita di anime ai crocicchi. 

 

 

 

Gli Spiritualized di Jason Pierce pubblicano in rete "A Perfect Miracle" e "I'm Your Man" nel giugno del 2018 e annunciano, per il settembre del 2018, la pubblicazione del disco And Nothing Hurt.

 

 

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