Willing e Willin': le due versioni della più bella canzone dei Little Feat

Willing e Willin': le due versioni della più bella canzone dei Little Feat

"Willin'" non è solo la composizione più riuscita di Lowell George ma anche una delle più belle canzoni americane di sempre. La sua melodia cristallina e il testo accorato la rendono, fin da subito, un classico della musica made in USA. Il brano ha avuto però una storia lunga e travagliata. Inizialmente George, membro delle Mothers, in qualità di chitarrista ritmico all'epoca di Weasels Ripped My Flesh, la propone a Frank Zappa. Secondo la testimonianza dell'autore, il leader delle Mothers rifiuta il pezzo a causa del piccolo riferimento alla droga presente nel testo e, nonostante la stima nutrita per il musicista, espelle George dalla band perché fuma marijuana. Zappa è infatti totalmente contrario al consumo di stupefacenti e intransigente sulla condotta dei suoi collaboratori. 

Prima di abbandonare la formazione, il batterista Jimmy Carl Black si prende gioco dell'esigua misura plantare di George e proprio l'espressione "little feet" ispira la scelta del nome per la sua nuova band. Storpiata la coppia di parole in Little Feat, in onore dei Beatles, il gruppo debutta nel 1971 con l'album omonimo, grazie ad una raccomandazione di Zappa alla Warner Bros.. L'LP Little Feat è un buon prodotto ascrivibile al genere del country rock di Byrds e Flying Burrito Brothers ma vanta una compostezza formale e una varietà stilistica tali da essere inserito nel filone più lungimirante della roots music di Band e Creedence. Con gli Stones come modello, certi umori southern e boogie iniziano a delineare il futuro marchio di fabbrica, presto screziato da accenti funk e latin.

George si sceglie come compagni di avventura Bill Payne alle tastiere, Roy Estrada al basso e Richard Hayward alla batteria. Con Roy Estrada aveva condiviso l'esperienza nelle Mothers e con Richard Hayward quella nei Factory, autori di due anonimi 45 giri tra il pop e la psichedelia. Dopo la pubblicazione del secondo album, il capolavoro Sailing ShoesRoy Estrada lascerà i Little Feat per entrare nella Magic Band di Captain Beefheart. In Dixie Chicken e Feats Don't Fail Me Now, altri due dischi granitici sulla scia del capitolo maggiore, militeranno nell'organico Kenny Gradney al basso, Paul Barrere alla seconda chitarra e Sam Clayton alle percussioni. Nel primo album, invece, il nucleo originario è coadiuvato da un collaboratore di tutto rispetto: Ry Cooder.  

Ry Cooder, in realtà, suona la chitarra solo in due tracce dell'album: il medley in tributo ad Howlin' Wolf "Forty Four Blues/How Many More Years" e "Willing". L'accoppiata di blues unisce una canzone poco nota, all'epoca appena riscoperta dal Johnny Winter di The Progressive Blues Experiment, e un cavallo di battaglia del lupo ululante. "Willing", già oggetto di cover da parte di altri artisti, fa la sua prima comparsa in un album dei Little Feat nella versione originale, scarna e veloce, con Cooder alla slide a intessere una trama minimalista e ombrosa sugli accordi della ritmica. Nei restanti brani dell'album è George ad occuparsi delle parti di slide, tecnica per la quale primeggia almeno quanto Ry Cooder. Perché allora concedere il privilegio al collega nel pezzo principale del disco?

Pare che durante le sessions del debutto dei Little Feat, Lowell George si sia ferito ad una mano, giocando con un modellino di un aeroplano, prima di incidere la parte con il bootleneck. Per questa ragione avrebbe ceduto il posto alla chitarra solista al sessionman di prestigio. Per la registrazione del secondo album, LP più riuscito e roboante della band, George pensa di dare un'altra chance al brano e di registrarlo nuovamente con un diverso arrangiamento. Con la piccola variazione nel titolo, "Willin'" viene così pubblicato su Sailing Shoes del 1972 in una veste più pop e con un'interpretazione più emozionante, il piano in evidenza e le armonizzazioni vocali a sostegno. Questa versione di "Willin'" resta negli annali ma neppure in questo caso George si fa carico della chitarra solista. 

In questa occasione, il ruolo rivestito da Cooder nella prima versione, viene assegnato a Sneaky Pete Kleinow, già collaboratore dei Little Feat in "I've Been the One" dell'album d'esordio: alla raffinata e parsimoniosa chitarra slide si preferisce quindi, nella seconda incisione, la maestria indiscussa alla pedal steel. L'effetto glissato è simile ma non sovrapponibile e il contributo di Kleinow si adatta a meraviglia al nuovo arrangiamento meno tetro e spartano. In"Texas Rose Café", unico altro brano di Sailing Shoes in cui suona il sessionman, i Little Feat si spostano dal contesto tradizionale ad una piccola divagazione sperimentale, memore dell'esperienza zappiana. In eccentricità del genere risiedono, al netto di "Willin'", i motivi di interesse per una band tradizionale e innovatrice al contempo.

"Willin'" però basterebbe a far passare alla storia i Little Feat, anche se Sailing Shoes e i due capitoli successivi non rappresentassero un'ottima trilogia. L'eccellenza del pezzo più bello di Lowell George colpisce un buon numero di musicisti e la canzone viene interpretata da una prestigiosa serie di cantanti. Johnny Darrell e Jim Ringer ne danno ad esempio la loro versione squisitamente country: "Willin'", ispirata dalla vita on the road del musicista e da un impiego giovanile in una pompa di benzina, narra la storia di un camionista che viaggia dalla California al Messico e rientra alla perfezione nel sottogenere del truck-driving country. In questo senso si collocano anche le cover country rock di Natchez Trace e Commander Cody, meno la rilettura più stramba dei Seatrain.  

Le due interpretazioni maggiori restano quelle di Gene Parsons in Kindling del 1973 e di Linda Rondstadt in Heart Like a Wheel del 1974. L'ex batterista dei Byrds aveva già inciso la canzone, con Roger McGuinn e soci, all'epoca di (Untitled) ma il brano era stato scartato dall'album a differenza di un'altra composizione di George inserita nella scaletta definitiva: "Truck Stop Girl". Parsons allora registra nuovamente "Willin'" per il suo debutto solista, album in cui dà sfoggio delle sue doti di autore, cantante e polistrumentista. Ne dà un'interpretazione convincente e centrata con un arrangiamento folk e discreto sorretto da chitarra acustica, armonica e fisarmonica. Kindling vede, non a caso, la collaborazione di Bill Payne alle tastiere e del produttore del debutto dei Little Feat, Russ Titelman.

La cover di Linda Rondstadt ha invece il merito di portare "Willin'" al grande pubblico, grazie all'ottimo successo dell'LP che contiene il brano. L'ambito è, come per Gene Parsons, quello del country rock ma l'arrangiamento con armonica, chitarra acustica ed elettrica è meno originale e più consueto. Per quanto le reinterpretazioni del pezzo siano piacevoli e azzeccate, le due versioni migliori restano quelle dei Little Feat. Più grezza e spigolosa la prima, più dolce e ammagliante la seconda, "Willin'" rimane la più riuscita canzone del canzoniere di Lowell George e uno dei classici più notevoli di tutta la musica americana. Insieme a questa certezza, permane intatto un paradosso: la mancanza del contributo dell'autore alla slide in entrambe le incisioni in studio.

 

 

 

I Little Feat pubblicano "Willing" in Little Feat del 1971 e incidono nuovamente il brano, con il nome "Willin'", per l'album Sailing Shoes del 1972. Johnny Darrell pubblica "Willing" in California Stop-Over nel 1970, i Seatrain nell'album omonimo del 1970, i Natchez Trace in Last Time Together del 1972, Jim Ringer in Good To Get Home del 1973, Gene Parsons in Kindling del 1973, Linda Rondstadt in Heart Like a Wheel del 1974, i Commander Cody and His Lost Planet Airmen nell'album omonimo del 1975. I Byrds hanno inciso "Willing" nel 1970 nelle sessions dell'ambum (Untitled) ma hanno scartato la canzone, pubblicata solo decenni dopo tra le bonus tracks delle ristampe. I Little Feat realizzano anche una versione dal vivo di "Willin" nell'album live Waiting for Columbus del 1978.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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