Farfa canta i tubi

Farfa canta i tubi

In un'ideale galleria di progetti editoriali eccentrici non potrebbe mancare il capolavoro di Farfa, il poeta futurista, triestino di nascita e savonese d'adozione. Tuberie, pubblicato nel 1964, è un'elencazione di tubi di ogni genere, dai significati reali e metaforici. Una lunga fantasmagorica poesia in bilico fra futurismo, surrealismo e patafisica. Il futurismo di Farfa è infatti un futurismo statico e paradossale, che si prende gioco della modernità e della velocità. Per questa ragione la lirica farfaiana travalica i confini del futurismo e lambisce i lidi del dada-surrealismo. I tubi in Farfa non sono solo inermi oggetti metallici ma imbizzarriti contenitori di liquidi, pronti a ribellarsi all'uomo e a tramutarsi in esseri animati. Il volume Tuberie, pubblicato poco prima della morte del poeta, contiene un componimento di molto precedente, nato in seno al movimento di Filippo Tommaso Marinetti ma apprezzato, in ambito internazionale  da André Breton in persona, per il suo carattere surreale se non surrealista. La diffusione a livello internazionale della poesia "Tuberie" è merito invece dell'interessamento di Èdouard Jaguer, che la pubblica su Phases nel 1960. Ma quello che rende unico il libricino edito da Vanni Scheiwiller è la grafica efficacissima, con due semplici tubi a incrociarsi in copertina per formare la "t" maiuscola del titolo. 

 

 

 

All'edizione di Tuberie di Farfa curata da Vanni Scheiwiller (All'insegna del Pesce d'Oro, Milano, 1964) si aggiungono, in coda al componimento, le "sette ricette di cucina futurista", concepite nell'ambito del ripensamento gastronomico della tradizione culinaria italiana effettuato da Marinetti & co. negli anni splendenti del Futurismo. Se il componimento lirico era già apparso nella più importante raccolta poetica di Farfa, Noi miliardario della fantasia (La Prora, Milano, 1933), le sette ricette erano già state editate nel volume collettivo La cucina futurista (Sonzogno, Milano 1932). 

 

John Cage impasta il fango

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Il supplemento all'Enciclopedia di Jacques Carelman

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