(): quando i Men citano gli Spacemen 3 che citano gli Mc5

(): quando i Men citano gli Spacemen 3 che citano gli Mc5

Nel loro secondo album, Leave Home, i Men, ancora divisi tra post-hardcore e noise-punk, confezionano una traccia dallo strambo ed enigmatico titolo: "()". Tra le due parentesi, idealmente, è ospitata una citazione incrociata di due canzoni degli Spacemen 3: "Revolution" e "Take Me To the Other Side". Dalla prima i Men scippano il riff chitarristico, ossessivo e marziale, e una piccola parte del testo mentre dalla seconda mutuano il verso che dà il titolo alla canzone e poco più. Eppure il riff e le liriche di "Revolution" sono state, a loro volta, fortemente ispirate a Jason Pierce e Peter Kember, da due pezzi degli Mc5: in particolare dal chitarrismo di "Black to Comm" e da una parte, parlata e dai contenuti politici, del testo di "Ramblin' Rose" in Kick Out the Jams. Men, Spacemen 3 e Mc5 si pongono quindi sulla stessa ideale direttrice.

Questa catena di rimandi intesse una tradizione che dal proto-punk di Stooges e Mc5, giunge fino ai Men tramite gli Spacemen 3 ma anche grazie a Suicide e Sonic Youth, My Bloody Valentine e Dinosaur Jr.. Successivamente a Leave Home i Men progressivamente si normalizzano, non senza ricadute, placando i bollenti spiriti con gusto e classe e riappacificandosi con modelli più classici come Rolling Stones e Neil Young. Approdano quindi ad un garage-punk e ad un indie-rock più generici, con tanto di sconfinamenti pop e southern, e giungono così ad una ricetta non molto dissimile da quella proposta, con qualche anno di anticipo, dalla premiata ditta Wilco. I riff granitici e la distorsione selvaggia, i ritmi forsennati e la voce sciamannata, vengono quindi ricondotti alla pacatezza composta della fase più matura e qualitativamente sorprendente. 

Nella prima parte di produzione, a parte gli ascolti più settoriali ed estremi, sono sicuramente Spacemen 3 e Mudhoney due dei gruppi di riferimento dei Men. E proprio Mudhoney e Spacemen 3 sono autori di un 45 giri, di sicura influenza sulla parabola della band. Nello split del 1990 ognuno dei due gruppi interpreta un brano dell'altra formazione: gli scozzesi incidono "When Tomorrow Hits" e gli americani realizzano la loro versione di "Revolution". In fondo l'operazione è tanto un omaggio vicendevole, in segno di reciproca stima, quanto un tributo amoroso alla passione comune: gli Stooges. "Revolution", infatti, oltre a vantare due citazioni degli Mc5, vede all'inizio Kember intento in un'invocazione analoga a quella di Iggy Pop in "Loose". Per quanto riguarda poi "When Tomorrow Hits" si tratta di una riscrittura stravolta di "I Wanna Be Your Dog".

Il singolo "Revolution/When Tomorrow Hits" è un passaggio importante nella carriera dei due gruppi. I Mudhoney rendono chiara, con questa interpretazione, l'ascendenza neopsichedelica del loro garage-punk e gli Spacemen 3 collocano, simbolicamente, la cover dei colleghi nel centro preciso del loro ultimo album, Recurring, tra il primo lato composto e suonato da Kember e il secondo, composto e suonato da Pierce. In mezzo "When Tomorrow Hits" rappresenta l'ultima incisione effettuata assieme dai due membri fondatori della band prima che le divergenze stilistiche e umane degenerino in un distacco definitivo. Ma il singolo è anche causa di lite tra le due band: secondo Kember, Mark Arm avrebbe interpretato "Revolution" in modo parodistico dirottando il senso politico del testo verso una pantomima sull'utilizzo di stupefacenti. 

Per quanto riguarda i Men invece, non solo viene citata "Revolution" nel brano "()", ma si allude al pezzo dei Mudhoney nel titolo di uno dei dischi più significativi della loro fase matura: Tomorrow's Hits. Le canzoni si scrivono e si incidono per diventare hit in futuro, sembrano profetizzare i Men con una certa dose di ironia. Se da una parte i due modelli archetipici, Stooges e Mc5, hanno in effetti guadagnato fama e popolarità con il passare dei decenni, l'espressione potrebbe far riferimento alla reinterpretazione cannibalica e creativa delle canzoni preferite dei loro miti da parte di Mudhoney, Spacemen 3 e Men stessi. Medesima sorte, quindi, potrebbe toccare un domani ai pezzi di Tomorrow's Hits, con buona pace di Simon Reynolds, il critico più preoccupato al mondo per la deriva citazionista e retromane della scena rock attuale. 

Spacemen 3 e Mudhoney in più occasioni hanno effettuato cover o riscritture di brani storici. Per restare agli esempi maggiori di Stooges e Mc5Kember e Pierce hanno realizzato una loro versione di "Little Doll" e di "Starship" e alludono a "1969" in "Suicide". Mark Arm e soci citano sempre "I Wanna Be Your Dog" nella cover di "Halloween" dei Sonic Youth e dichiarano il debito verso "'I'm Sick of You" nella canzone manifesto "Touch Me I'm Sick". Gli Spacemen 3, in maniera più diffusa e programmatica, e i Mudhoney, in modo più sporadico e puntuale, riutilizzano quindi, in modo originale, porzioni di pezzi del passato, spesso della scena proto-punk di Detroit. E i Men, responsabili di una riscrittura di "Loose" in "Supermoon" ma nel complesso meno avvezzi al processo puramente ricreativo, alludono in "()" a questa pratica, celebrando gli Spacemen 3.

 

 

 

I Men pubblicano "()" su Leave Home nel 2011. Il singolo "Revolution/When Tomorrow Hits" viene pubblicato da Mudhoney e Spacemen 3 nel 1990. I primi pubblicano "When Tomorrow Hits" nell'album Mudhoney del 1989 e i secondi pubblicano "Revolution" nel disco Playing with Fire dello stesso anno. 

 

 

Dark Was the Night: un piccolo percorso nel "blues ambientale"

Dark Was the Night: un piccolo percorso nel "blues ambientale"

Come Gino De Dominicis vede un tavolo

Come Gino De Dominicis vede un tavolo