Kingsley e Charles Ward e la creazione dei Rockfield Studios

Kingsley e Charles Ward e la creazione dei Rockfield Studios

Tra il 1960 e il 1961 a Monmouth in Galles, i fratelli Kingsley e Charles Ward fondano il Charles Kingsley Combo. Reduci dall’esperienza fallimentare degli Infernos. con gli amici Hayden Jones e Mike Cox, cercano di rilanciare la loro corsa alla celebrità, accantonando la strumentazione dozzinale e comprando un’attrezzatura professionale. Presto si procurano anche un registratore per incidere i primi demo dei brani composti da Charles e ispirati al rock’n’roll americano di Elvis Presley e Little Richard. Nonostante siano il primo gruppo rock’n’roll di una zona dominata da imitatori degli Shadows, la loro conoscenza del genere non è molto accurata: quando scoprono di dover suonare di spalla a Gene Vincent pensano si tratti di una donna. Dimostrano però uno spirito ambizioso e una forte sicurezza in sé stessi: i due propongono con costanza e perseveranza le cassette con le proprie canzoni alle case discografiche londinesi. Prima entrano in contatto con George Martin, futuro produttore dei Beatles e poi incontrano Joe Meek, già padrino dei Tornados. Martin non rimane particolarmente impressionato dal duo ma fissa una seconda audizione per la band. Meek invece li mette sotto contratto al primo provino, probabilmente per eliminare sul nascere una possibile formazione rivale dei Tornados.

Charles e Kingsley nelle esibizioni dal vivo sul suolo britannico passano dalla sigla Charles Kingsley Combo alla ragione sociale Charles Kingsley Creation ma la scelta del nome per la prima uscita discografica della band ricade sulla parola Thunderbolts. In quel periodo, Meek, dopo la pubblicazione nel 1960 del profetico EP I Hear a New World, Part 1, si concentra sulla tematica dello spazio nella produzione di Tornados, Moontrekkers e Thunderbolts. Se i Tornados ottengono un successo internazionale con “Telstar” e i Moontrekkers piazzano una hit in Svezia con “Moondust”, i Charles e Kingsley sono di certo più sfortunati. Nel 1963, Joe Meek produce l’unico 45 giri dei Thunderbolts, “March Of the Spacemen/Lost Planet” per il mercato svedese, dominato in questo genere dalla band surf nazionale: gli Spotnicks. Il singolo, lanciato anche in U.S.A, riecheggia l’atmosfera di “Telstar” e vanta come protagonisti indiscussi le tastiere futuristiche e gli effetti sonori. L’eccentrico produttore, autore nello stesso anno di “The Kennedy March” in onore del presidente che ha rilanciato il programma spaziale americano, in questo caso allude a un pianeta perduto e a una marcia di cosmonauti. Il singolo non ottiene successo né nel mercato americano né in quello svedese e al progetto non viene dato seguito.

Lo scienziato pazzo della musica inglese è responsabile di intuizioni geniali, in anticipo di lustri sul resto della scena musicale, ma spesso spreca i propri sforzi creativi dedicandosi a un materiale mediocre. Non fa eccezione il caso dei Thunderbolts: il pezzo del lato A, firmato dal produttore, e il brano del lato B, scritto dalla band, sono originali per l’epoca ma inconsistenti. I due titolari della ragione sociale, lasciano dopo l’esordio discografico la carriera da musicisti a tempo pieno ma restano nel settore, intraprendendo una nuova avventura come ingegneri del suono. Tra il 1962 e il 1963, Kingsley e Charles Ward si stancano di spostarsi continuamente da Monmouth a Londra per incidere in modo professionale e, invece di trasferirsi nella capitale, decidono di creare una sala d’incisione domestica. Nel 1963, ispirati dall’attività di Meek,e memori della loro esperienza personale, i fratelli Ward fondano lo studio di registrazione Future Sounds Ltd. Installano così un semplice registratore in una sala della fattoria di famiglia, appartenuta in precedenza alla famiglia Rolls proprietaria della Rolls Royce. L’obiettivo è quello di registrare i demo delle band della zona da sottoporre alle case discografiche londinesi. Nel 1965 il Future Sounds Ltd diventa il primo studio al mondo con stanze annesse per l’alloggio dei musicisti.

I fratelli Ward non rinunciano ancora alle velleità artistiche e provano per l’ultima volta a produrre qualcosa in proprio. Sempre nel 1965 sotto la dicitura Charles Kingsley Creation, Kingsley e Charles pubblicano per il mercato americano il singolo “Summer Without Sun/Still In Love With You” ‎con Dale Griffin alla batteria e Joe Meek alla produzione. Il 45 giri, trascurabile come il precedente, non è composto in questo da caso da strumentali ma da due scialbe canzoni pop. Dale Griffin frequenta gli embrionali Rockfield Studios, milita nella Doc Thomas Band e compare in altri due singoli del 1966 “Is It Really What You Want?/Just Like Me” degli Interns e “Black Is the Night/Do Blondes Really Have More Fun” di Yemm and the Yemen. I fratelli Ward producono i due 45 giri e il singolo successivo degli Interns “Ray Of Sunshine/Please Say Something Nice” del 1967. I Rockfield Studios ospitano anche gli Amen Corner di Andy Fairweather Low e la Doc Thomas Band, gruppo che presto si ribattezza Silence. Prima che nel 1968 vengano accresciuti di una sala The Coach House, i Rockfield Studios sono frequentati da band locali e da progetti estemporanei gestiti da Charley e Kingsley. Lo studio vede infine la presenza sempre più assidua di Dave Edmunds leader di Image, Human Beans e Love Sculpture.

Edmunds è attivo nel sud del Galles fin dagli anni ‘50 con una serie di sfortunate band: Edmunds Bros Duo, Stompers, Heartbeats, 99ers, Crick Feather's Hill-Bill's e Raiders. Appassionato di rock’n’roll americano come i fratelli Ward, inizia a frequentare lo studio di Monmouth con gli Image. È proprio Edmunds, nel 1967, a convincere i proprietari a cambiare il nome dell’attività in Rockfield Studios. Charles e Kingsley credono nel potenziale artistico del giovane e registrano alcuni demo della band da sottoporre alle case discografiche. Dopo cinque singoli a nome Image, nel 1967 esce, con la produzione dei fratelli Ward, l’accoppiata pop “Morning Dew (Take Me For A Walk)/It's A Wonder”, l’unico 45 giri degli Human Beans. Edmunds decide quindi di adottare la sigla Love Sculpture: nel 1968 la Parlophone mette sotto contratto la band e dà alle stampe il singolo, “River To Another Day/Brand New Woman”, l’EP Shake Your Hips e l’LP Blues Helping. Il lato A del 45 giri è un brano pop scritto dai fratelli Ward e il lato B un blues canonico di Edmunds, firmato con lo pseudonimo di Crick Feather. È Kingsley, insieme all’altro produttore dell’LP Malcom Jones, a spingere il gruppo verso il blues nel tentativo di seguire la seconda ondata di revival, innescata in Inghilterra da Savoy Brown, Fleetwood Mac e Chicken Shack.

Il primo 33 giri della band si apre e si chiude con un brano strumentale: “Stumble” del 1961 di Freddie King e la composizione originale “Blues Helping”. Nell’affrontare la musica strumentale Edmunds si ricollega, per il momento, più alla tradizione della black music che alle stramberie dell’età del surf. I due strumentali sono semplici standard blues, ottimamente eseguiti ma senza colpi di genio. Blues Helping, fatta eccezione per la presenza del brano jazz “Summertime” di George Gershwin, è principalmente debitore al blues elettrico, omaggiato esplicitamente con cover di Elmore James, B.B. King e Willie Dixon. Il successo viene ottenuto però con il 45 giri successivo “Sabre Dance/Think of Love” grazie al brano classico di Aram Khachaturian riarrangiato per chitarra elettrica da Edmunds. La trovata, che entusiasma il dj John Peel e spopola alla BBC, da una parte viene influenzata dall’idea analoga sviluppata da Keith Emerson con i Nice e dall’altra affonda nell’età d’oro degli strumentali. Risale per esempio all’epoca di eccentricità assoluta, tra il declino del rock’n’roll e l’ascesa del beat, la rilettura chitarristica di “In the Hall of the Mountain King” di Edvard Grieg da parte di Nero & the Gladiators. In questo senso è possibile che eserciti un certo ruolo l’esperienza giovanile dei fratelli Ward con Joe Meek.

Il lato B di “Sabre Dance”, “Think of Love” è invece una canonica canzone di pop psichedelico, precedente diretto alla svolta compiuta in maniera più diffusa nel secondo LP dei Love Sculpure. Forms and Feelings del 1969 si allontana così dal blues e si sposta verso la musica underground, ad eccezione di una cover di “You Can’t Catch Me” di Chuck Berry. Tra i piacevoli brani scritti dai nuovi produttori Mike Finesilver e Pete Ker trovano posto, insieme ad una versione dilatata e meno efficace di “Sabre Dance”, “Farandole” di Georges Bizet e “Mars”, parte della suite The Planets di Gustav Holst. “Farandole”, pur mantenendo la chitarra al centro della scena, pone l’album psichedelico ad un passo dalla sensibilità prog, il genere più ricco di riletture di brani classici. “Mars” invece, lontano da barocchismi e virtuosismi, vanta sonorità spaziali affini a certe produzioni di Joe Meek, estimatore di The Planets e in particolar modo di “Mars”. Dall’era dei Tornados e delle altre band della scuderia di Meek alla all’epoca dei Love Sculpture, non solo le tastiere perdono il ruolo da protagonista ma subentra un’atmosfera macabra e spettrale. Se gli strumentali a tema spaziale di inizio decennio infondono ottimismo, “Mars” dei Love Scolpture è il tetro e inquietante emblema del complessivo mutamento in corso.

In effetti né “Mars” né altri brani di The Planets vengono riesumati in era pre-psichedelica. “Mars” viene incorporato nella canzone “Listen to the Sky” nel 1967 dalla band freakbeat Sands. In ambito prog, lo stesso brano di Holst viene invece riletto dagli Andromeda nella suite cantata "Return to Sanity” del 1969 e dai King Crimson nello strumentale “The Devil's Triangle" del 1970. “Mars”, tra il 1969 e il 1970, almeno in parte, ispira sul côté hard “Black Sabbath" e"Children of the Grave" dei Black Sabbath e “Friends” e la versione live di “Dazed and Confused” dei Led Zeppelin. Il secondo brano più fortunato nel mondo pop-rock tratto dall’opera di Holst è “Jupiter” ripreso da Frank Zappa in "Invocation & Ritual Dance of the Young Pumpkin" del 1967, dagli Yes in "The Prophet" del 1970 e dai Manfred Mann's Earth Band in "Joybringer" del 1973. Al contrario di “Mars” e “Jupiter”, “Sabre Dance”, oggetto di particolare attenzione in Belgio e in Olanda, viene rielaborata sia prima che dopo l’era psichedelica: la interpretano nel 1965 i belgi Jokers in chiave surf e nel 1969 gli olandesi Ekseption in stile prog. Il fatto che l’interesse per questo genere di composizione si diffonda tra gli artisti progressive è abbastanza comprensibile mentre stupisce di più l’influenza esercitata da “Mars” presso i gruppi hard & heavy.

Intanto nel 1969 ai Rockfield Studios i Silence registrano qualche demo: tra i brani incisi si annovera la canzone “If Your Heart Lay with the Rebel (Would You Cheer the Underdog)?" scritta da Charles con Dora e Cyril Ward, delle quali non si conosce il grado di parentela con i due fratelli. La canzone viene rifiutata dalla EMI e il manager Guy Stevens decide di sostituire il cantante Stan Tippins con Ian Hunter e ribattezzare la band Mott the Hoople. Da questo passo falso prende il via la tortuosa storia di uno dei più importanti gruppi rock dell’epoca glam. Sempre nel 1969, lo stesso brano interpretato con insuccesso dai Silence viene inserito, con eguale sfortuna, nel repertorio di una band esordiente che ha appena cambiato il suo nome da Earth a Black Sabbath. Semplificato il titolo in “The Rebel”, il pezzo viene inciso dal gruppo ai Trident Studios durante la prima seduta di registrazione della band, voluta dal loro manager Jim Simpson. “The Rebel”, spesso attribuita erroneamente al collaboratore e tastierista Norman Haines, non viene inclusa in nessuna pubblicazione ufficiale. Ma, a conferma del rapporto tra la band e i due ingegneri del suono, dopo la realizzazione del primo LP omonimo, i Black Sabbath, nel 1970, si spostano ai Rockfield Studiosos per lavorare alla pre-poduzione di Paranoid.

Nel frattempo il rapporto tra Edmunds e i fratelli Ward non si è interrotto. Nel 1970, archiviata l’esperienza con i Love Sculpture, il chitarrista compra casa a Monmouth, si associa ai due ingegneri del suono e incide, quasi in solitaria, il suo primo 45 giri da solista, “I Hear You Knocking/Black Bill”. Per l’ennesima volta Edmunds imprime alla sua carriera un radicale cambio di rotta: torna al rock’n’roll di partenza. Gli studi negli anni successivi ospiteranno Hawkwind e Peter Hammill, Queen e Arthur Brown: spaziando dal prog all’hard, da opere di ricerca a dischi di cantautorato, i fratelli Ward e Edmunds si concentrano presto sul pub rock, un genere che in Galles può vantare una nutrita scena e un buon seguito. L’idea dei produttori è quella di ricreare il suono della Sun Records e il wall of sound di Phil Spector. La ruspante cover rock’n’roll di “I Hear You Knocking” di Smiley Lewis rappresenta un chiaro esempio del tentativo di tornare alle origini: suoni compressi e slap echo sembrano riportare le lancette indietro di vent’anni. Il rock’n’roll strumentale “Black Bill” del lato B conclude degnamente quest’operazione retromane ma in qualche modo anticipatrice della semplicità del punk. “I Hear You Knocking” serve da biglietto da visita per attirare le band pub rock, dai Man agli Ace, dai Dr. Feelgood ai Ducks Deluxe.

In verità, inizialmente Dave Edmunds vorrebbe incidere “Let’s Work Together” di Wilbert Harrison ma i Canned Heat lo battono sul tempo con la loro celebre versione e allora il chitarrista ripiega su “I Hear You Knocking”. La svolta verso la musica degli anni ‘50 nasce durante la lavorazione dell’album A Legend del revivalista rock’n’roll Shakin’ Stevens and the Sunsets di cui Edmunds è produttore e autore di un brano, “Down On the Farm”. In quel periodo il rock basico delle pub band si confronta con la proposta vintage di una serie di rocker, da Alex Harvey a Alvin Stardust. A più di dieci anni dal successo nazionale di Cliff Richard e Tommy Steele, la sensibilità dei revivalisti talvolta sconfina verso il nascente glam rock di Marc Bolan e Gary Glitter. Al contrario Shakin’ Stevens guarda al passato con rigore e Edmunds fa tesoro del confronto con il rocker nostalgico. Confeziona così un 45 giri tanto passatista quanto efficace: il singolo scala la classifica e riceve l’apprezzato di John Lennon in persona. Edmunds prosegue su questa strada, negli anni successivi, senza ottenere nuovamente il trionfo del debutto. Dal 1971 al 1974 realizza altri otto singoli e un LP, Rockpile, nel tentativo di ricreare la spontaneità del rock’n’roll, talvolta con venature country, talvolta con umori blues e talvolta con slanci pop.

A prescindere dal successo in ambito britannico i Rockfield Studios nel 1972 ricevono una visita importante dagli U.S.A.: i californiani Flamin’ Groovies si spostano in Galles, grazie all’invito del manager Andrew Lauder e all’entusiasmo per il singolo “I Hear You Knocking”. Con il progetto di realizzare un LP prodotto da Edmunds, i Groovies incidono sei brani a Rockfield e un settimo ai De Lane Lea Studios di Londra con Cyril Jordan come produttore sotto lo pseudonimo di Flowerboy Venus. Dalle sedute di registrazione vengono selezionati i pezzi per due 45 giri pubblicati quell’anno stesso: “Slow Death/Tallahassee Lassie" e "Married Woman/Get a Shot of Rhythm and Blues”. Se “Slow Death”, canzone incentrata sul tema della droga e presto censurata, è considerata una tappa importante del cosiddetto proto-punk, un pezzo rimasto all’epoca inedito, “Shake Some Action”, segna la svolta verso le sonorità dei Byrds e costituisce il brano di punta dell’omonimo album power pop del 1976. Al contrario il disco del 1972, dal titolo provvisorio A Bucket of Brains in onore di una birra galllese, non viene completato a causa di beghe contrattuali e il materiale vede la luce solo in antologie più recenti. I Groovies abbandonano quindi Monmouth per ritornarci quattro anni dopo e lavorare a Shake Some Action.

Nel 1973 si registra a Rockfield, Journey dei Kingdom Come di Arthur Brown, il primo disco in cui le tastiere elettroniche si confrontano con una drum machine per tutta la durata del lavoro. Brown impiega i sintetizzatori l’EMS VCS 3 e l'ARP 2600, il Mellotron M400 e la drum machine Bentley Rhythm Ace. L’uso intensivo di strumentazione sintetica evoca l’esperienza pionieristica di Meek di dieci anni prima, con il proto-sintetizzatore Clavioline e il prototipo di drum machine Rhythmicon. Fin dal 1972 i Pink Floyd stanno esplorando, con sensibilità differente, i medesimi territori tecnologici di Brown in attesa che nel 1974 Brian Eno compia il vero e proprio balzo in avanti per quanto riguarda la ritmica sintetica. Sempre nel 1973, Tony McPhee, leader dei Groundhogs, pubblica invece il suo debutto da solista The Two Sides Of Tony (T.S.) McPhee per la WWA Records, la casa discografica dei Black Sabbath. Il lavoro si divide in due parti: il primo lato consacrato alla musica blues più tradizionale, il secondo costituito da una suite sperimentale. McPhee si giova del sintetizzatore ARP2600 e della drum machine Bentley Rhythm Ace, ovvero di gran parte dell’armamentario usato lo stesso anno da Brown. Le scelte artistiche dei due musicisti non paiono però correlate ma frutto di percorsi indipendenti.

Kingsley, nei primi anni ‘70, si accredita con strani soprannomi nei dischi registrati a Rockfield, ribattezzandosi di volta in volta Kingsley "Magic Fingers" Ward, Kingsley "The Daps" Ward o Kingsley "Wheres the guitar solo" Ward. Ma è il nomignolo usato nel disco omonimo dei Foghat a colpire l’immaginazione: Kingsley (the nearest thing to a Martian) Ward. L’ex componente dei Thunderbolts, memore della lezione di Meek, svolge in maniera inventiva il ruolo di ingegnere del suono e si merita sul campo l’appellativo di “marziano”. Nel 1973, anno di costruzione della terza sala The Quadrangle Studio, collabora in veste tecnica al disco dei Kingdom Come Journey e all’LP Oobleedooblee Jubilee della John Dummer's Oobleedooblee Band, ennesima reincarnazione del gruppo in cui è transitato Tony McPhee. Nonostante McPhee non partecipi alle incisioni del disco e non si conoscano collegamenti specifici tra il bluesman e l’ingegnere del suono, è curioso notare come Ward, nel corso del 1973, sia in rapporto diretto o indiretto con i due artisti che per primi hanno usato la drum machine nella musica inglese. Probabilmente l’impiego della Bentley Rhythm Ace nei due dischi è nato in modo autonomo ma non si può escludere una possibile influenza sull’ampliamento dell’apparecchiatura da parte del“marziano” allievo di Meek.

Il 45 giri dei Thunderbolts “March Of the Spacemen/Lost Planet” è pubblicato nel 1963 per il mercato svedese, brasiliano e americano. Il 45 giri “Summer Without Sun/Still In Love With You” della Charles Kingsley Creation viene pubblicato per il mercato americano nel 1965. Il 45 giri del 1962 “Fugitive/Feelin' In A Mood” uscito in Inghilterra nel 1962 è da associare ad una band omonima.

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