Le finte teste di Modigliani

Le finte teste di Modigliani

Lo scherzo più bello di sempre rimane, ad oggi, quello della beffa delle finte teste di Amedeo Modigliani. A Livorno si diceva che Modigliani, nel 1909, avesse buttato, nel canale alcune teste scolpite di cui non era soddisfatto. Il Comune, nel centenario della nascita dell'artista, decide di dragare il canale nel tentativo i trovare i busti. Siamo nel 1984. Una compagnia di simpatici burloni realizza delle finte sculture di Modigliani e le getta nel canale nottetempo. Inizialmente lo scavatore non recupera altro che carretti, biciclette e spazzatura. Ma nel giro di qualche giorno vengono rinvenute prima due teste, il 24 luglio e l'8 agosto una terza. I maggiori critici d'arte italiani non tardano a considerare le opere autentiche, attribuendole senza alcun dubbio a Modigliani. Posti i volti di pietra in mostra nel museo d'arte di Livorno si manda in stampa il catalogo.

La critica in realtà si è divisa: Giulio Carlo Argan si schiera dalla parte dell'autenticità delle opere e Federico Zeri dalla parte opposta. Il punto è che Argan, in evidente errore, è attorniato da moltissimi colleghi tra i quali Cesare Brandi e Carlo Ludovico Ragghianti, mentre Federico Zeri, unico nome di peso ad aver azzeccato la valutazione, è praticamente solo.

Solo dopo alcuni mesi i tre bischeri vengono alla scoperta e non senza difficoltà dimostrano di essere gli autori dei finti-modigliani. Prima mostrano una foto che li ritrae con una testa appena scolpita. Poi vanno in tv, ad uno speciale del Tg1, a replicare in diretta e davanti al pubblico italiano la performance creativa. Neanche queste due prove convincono i più accaniti sostenitori dell'autenticità dei tre ritrovamenti. Poi però l'evidenza dei fatti spazza via ogni illusione e i tre bischeri vengono unanimemente riconosciuti come autori della seconda testa. Eh sì. Infatti i ragazzacci rivendicano la paternità di solo una delle tre sculture ritrovate.  

Oltre ai tre burloni, anche ad un artista livornese era venuta la stessa idea. Due delle teste ritrovate nel canale erano infatti del pittore e scultore Angelo Froglia. L'arista aveva un progetto più complesso. Non voleva fare un semplice scherzo ma, con più consapevolezza, desiderava testare il valore della critica italiana. E in questo frangente solo Federico Zeri ha passato l'esame. Angelo Froglia viene allo scoperto proprio dopo l'ennesimo invito del critico d'arte romano a farsi avanti. 

Il catalogo ufficiale con le finte teste di Modigliani è oggi una rarità libraria. Ritirato dal commercio, scoperta la figuraccia, oggi ogni suo esemplare raggiunge cifre stellari. I tre ragazzi diedero in beneficenza gli incassi guadagnati con la vendita della scultura realizzata in TV e si prestarono come testimonial per una pubblicità di un trapano elettrico. L'artista Froglia realizzò un film sulla sua beffa e lo presentò con successo al Festival di Venezia. 

Questa storia in effetti non fa solo ridere, fa anche riflettere. Fa pensare su cosa sia arte e cosa no, su quanto valga la firma e su che ruolo abbia la critica. Eppure in mezzo a tutte queste domande resta la risata vigorosa dei tre ragazzacci.

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