James Tenney e i collage di brani musicali altrui

James Tenney e i collage di brani musicali altrui

James Tenney è stato un musicista davvero poliedrico: ha spaziato dalla musica microtonale a quella algoritmica, dalla musica spettrale a quella concreta, dalla musica elettronica a quella stocastica. Partendo dalle esperienze di John Cage, Edgard Varèse e Harry Partch si dedica con successo e in maniera pionieristica, all'impiego del computer nella creazione musicale. Ma i suoi meriti non si limitano alle prime sperimentazioni digitali. Anche in campo analogico Tenney è autore di almeno un paio di opere importanti e seminali ispirate a "Williams Mix" di John Cage: "Collage No. 1" e "Collage No. 2". 

"Collage No. 1" conosciuto anche come ”Blue Suede” è realizzato da James Tenney ad inizio anni '60,  grazie alla rielaborazione del brano "Blue Suede Shoes" nella versione di Elvis. Si tratta della prima ricreazione di una canzone altrui attraverso l'operazione del "taglia e cuci". "Blue Suede Shoes", nell'incisione originale di Carl Perkins, era stata impiegata, un lustro prima, da Bill Buchanan e Dickie Goodman, in "The Flying Saucer", il primo collage sonoro di diversi brani editi da altri musicisti. Per qualche ragione, lo stesso pezzo r'n'r ha attirato l'attenzione di alcuni tra i maggiori pionieri del sampling e del collage.

Nelle mani di Tenney, "Blues Suede Shoes" viene scomposta e ricomposta, alterata e manipolata: le parti utilizzate non sono solo tagliate e incollate con spirito dada ma variate di velocità ed effettate, soprattutto con l'echo. Con quest'opera, della durata di circa tre minuti, Tenney apre la strada al campionamento di materiale inciso da altri musicisti e allo stesso tempo abbatte la barriera tra avanguardia e pop: l'omaggio a Elvis da parte di un compositore "colto" è abbastanza sorprendente per l'epoca. Il musicista d'avanguardia si appropria quindi dei frammenti di una canzone già edita come Marcel Duchamp aveva fatto con gli oggetti. Il brandello di un brano diventa quindi un ready-made, un "oggetto sonoro" da prelevare e riutilizzare a proprio nome. 

Quasi coevi all'esperimento di Tenney, sono i primi tentativi analoghi di Terry Riley e Daevid Allen, sulla scorta della pratica del cut-up inventata da William Burroughs e Brion Gysin. Soprattutto Riley lavorerà, nel corso degli anni '60, al reimpiego creativo di materiale sonoro jazz e soul inciso da colleghi. Tenney, a differenza di Riley, non usa loop né, tantomeno, la tecnica del phasing. Le porzioni di "Blues Suede Shoes" sono poste a contatto, come i brandelli di immagini nei collage dada, in maniera reiterata ma senza essere riproposte ciclicamente ad anello. Quest'operazione anticipa di quasi quindici anni il contributo al settore apportato da Richard Trythall che a metà anni '70, realizza un collage con varie esibizioni di "Whole Lotta' Shakin' Goin' On": "Omaggio a Jerry Lee Lewis". 

"Collage No. 2", conosciuto anche come "Viet Flakes",  è realizzato da James Tenney a metà anni '60, giustapponendo una serie di canzoni pop del periodo, brani di musica classica occidentale, soprattutto di Bach, e di musica tradizionale orientale, in special modo vietnamita. Nell'ambito ristretto dei collage di frammenti sonori di varia provenienza è secondo solo al già citato "The Flying Saucer".  "Viet Flakes", della durata di circa dieci minuti, è inoltre la colonna sonora di un film sul dramma della guerra in Vietnam creato, con spezzoni del conflitto, dalla compagna di TenneyCarolee Schneemann. L'effetto sonoro è simile a quello che si poteva ottenere, all'epoca, girando la manopola della radio sulle varie stazioni: una specie di panoramica di generi diversi, di quel periodo storico e del passato, ottenuta con frammenti incollati gli uni agli altri. A differenza del primo collage, in "Viet Flakes" le canzoni non vengono alterate e manipolate ma solo accostate. Tenney, in chiave post-moderna, miscela in quest'opera oriente e occidente, alto e basso. Tutto è collocato sullo stesso piano. Si tratta, al contempo, di una critica alla società dei consumi, di un'accusa netta alla guerra yankee e di un tributo alla musica pop. "Viet Flakes" anticipa di poco le composizioni dei Beatles, costruite con modalità analoghe, "Carnival of Light" e "Revolution 9": la prima inedita e composta da Paul McCartney, la seconda edita e composta da John Lennon

Il termine tecnico con il quale si possono descrivere "Blue Suede" e "Viet Flakes" è "plunderphonic", secondo la definizione di John Oswalds: la "saccheggiofonia" sarebbe il riutilizzo creativo di materiale musicale già noto al pubblico. Gli esperimenti di Tenney non sembrano però completamente riusciti, dal punto di vista musicale, quanto lo sono da quello strettamente sperimentale. Risultano molto più godibili e meglio strutturati, volendo restare nello stesso territorio, la composizione "You're Nogood" di Terry Riley o l'album di world music "Canaxis 5" di Holger Czukay. Ma "Collage No. 1" e "Collage No. 2", in maniera non dissimile dai due loop di Steve Reich, hanno influenzato o anticipato una miriade di colleghi. Tra questi ricordiamo Richard TrythallJohn Oswald e Christian Marclay. A differenza di "Come Out" e "It's Gonna Rain" di Reich, i due collage di Tenney non vengono pubblicati negli anni '60 ed esercitano la loro ispirazione nel ristretto circuito d'avanguardia. 

 

 

 

John Cage realizza "Williams Mix", antecedente diretto delle due opere di James Tenney, nel 1952. "Collage No. 1" alias "Blue Suede" di James Tenney è un collage sonoro del 1961 del brano "Blue Suede Shoes" di Carl Perkins del 1955 nella versione di Elvis Presley del 1956. Il brano è impiegato nel 1991 dal regista sperimentale Stan Brakhage come commento sonoro per il suo film Christ Mass Sex Dance ed è pubblicato per la prima volta nel 1992 in Selected Works 1961-1969. L'interpretazione originale di "Blues Suede Shoes" di Carl Perkins è stata impiegata nel 1956 in "The Flying Saucer" da Bill Buchanan e Dickie Goodman. "The Flying Saucer" è il primo collage sonoro di musiche altrui realizzato con numerosi estratti di brani di successo di metà anni '50: canzoni rhythm and blues, rock'n'roll e doo-wop. "Collage No. 2" alias "Viet Flakes" di James Tenney è un collage del 1966 di vari brani di musica classica, soul, pop e folk. Tra le canzoni si riconoscono: "Sunny" di Bobby Hebb, "We Can Work lt Out" dei Beatles, "What the World Needs Now is Love" di Jackie DeShannon,"96 Tears" dei Question Mark and the Mysterians e "Don't Mess Up A Good Thing" di Fontella Bass & Bobby McClure. Il brano "Collage NO 2" viene pubblicato per la prima volta nel 1993 nell'antologia collettiva Musicworks 56: Sound/Image. Il film Viet Flakes dell'artista e videomaker fluxus Carolee Schneemann è stato realizzato nel 1965, un anno prima della sonorizzazione. Come Out” del 1966 e “It’s Gonna Rain” del 1965 di Steve Reich sono pubblicati rispettivamente in New Sounds in Electronic Music del 1968 e in Live/Electric Music del 1969. "You're Nogood" di Terry Riley è un brano collagistico del 1967, all'epoca rimasto inedito e pubblicato nel 2000 nell'album omonimo. Per quanto riguarda le composizioni collagistiche dei Beatles, "Carnival of Light" incisa nel 1967 è tuttora inedita mentre "Revolution 9", a firma Lennon/McCartney, è stata pubblicata sul White Album nel 1968. Canaxis 5 di Holger Czukay e Ro Dammers è stato pubblicato nel 1969 a nome Technical Space Composer's Crew. Nel 1975 Richard Trythall, realizza "Omaggio a Jerry Lee Lewis", un collage di varie esibizioni di "Whole Lotta' Shakin' Goin' On" che viene pubblicato nel 1977 sul disco collettivo Players and Tape.

 

 

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