Sympathy for Aleister Crowley: i Rolling Stones e sua maestà il diavolo

Sympathy for Aleister Crowley: i Rolling Stones e sua maestà il diavolo

Nel corso della breve stagione del flower power, Brian Jones dei Rolling Stones, pur aderendo in larga misura alla controcultura nonviolenta degli hippie, inizia a interessarsi con dedizione agli scritti esoterici di Aleister Crowley e ad attirare l’attenzione del regista occultista Kenneth Anger. Sotto l’impulso di Jones, i Rolling Stones danno un seguito inaspettato alla loro fama di “brutti, sporchi e cattivi” e pubblicano nel 1967 un intero album dedicato a sua maestà il diavolo: Their Satanic Majesties Request. Sulla copertina del disco, nonostante le vesti sgargianti e la scenografia coloratissima, gli Stones sembrano maghi malefici e incarnano alla perfezione l’ala lugubre e macabra della psichedelia. Brian Jones, sorta di Piccolo Principe lisergico e luciferino, è l’unico componente della band davvero a suo agio in quel contesto e si occupa tanto degli arrangiamenti esotici ed elettronici dei brani quanto della realizzazione grafica dell’album. Nella parte interna del disco, accanto a un collage di dipinti d’arte classica, figure orientaleggianti e immagini futuribili si staglia un labirinto ottagonale. Peraltro, nelle foto del periodo, è si può osservare Jones con un cappello con un terzo occhio o con una maschera del diavolo.

Da quel momento in poi la tematica demoniaca rimane nel lessico della band e resta nell’immaginario comune lo stretto rapporto tra gli Stones e il satanismo. A confermare questa relazione pericolosa, sulla copertina del primo singolo del 1968, “Jumpin’ Jack Flash”, Jones appare sogghignante con un piccolo tridente in mano e nella canzone “Child of the Moon”, il chitarrista viene definito “figlio della Luna”. La scelta, non condivisa da Jones, di porre “Jumpin’ Jack Flash” sul lato A e di relegare “Child of the Moon” al lato B, archivia senza appello la fase psichdelica della band. Mick Jagger e Keith Richards vogliono tornare al blues e approcciare al country sulla scorta di Bob Dylan e Byrds, mentre Jones, senza voler imprimere una svolta squisitamente sperimentale, vorrebbe percorrere a ritroso il viaggio verso le origini della black music. E così il chitarrista, già abituale frequentatore del Marocco, si reca, grazie allo scrittore Brion Gysin e al pittore Mohamed Hamri, a Joujouka, sui monti Atlas, per assistere a una cerimonia della tribù berbera locale. Nel villaggio incide, insieme al tecnico George Chkiantz, i brani devozionali, sperando di poter usare i nastri nel successivo lavoro degli Stones.

Il rituale consiste in una rielaborazione del mito di Pan, ribattezzato Bou Jeloud, frutto dell’antica presenza romana nella zona: un membro della comunità impersona la divinità caprina, coprendosi di pelli e agitando frasche. Il Goat-God assalta così gli abitanti del villaggio ma, accolto dall’esecuzione di una serie di musiche della tradizione millenaria, trasforma l’incursione in una danza. Agli occhi dell’occidentale la figura del Dio-Capra non rimanda soltanto alla divinità della religione greca ma anche al diavolo dell’iconografia cristiana, il cui aspetto è ricalcato sul profilo delle divinità munite di corna e zoccoli dei pantheon politeisti. Nel corso dei secoli le caratteristiche di Pan sono state assimilate nelle descrizioni del Bafometto, idolo pagano venerato dai Templari secondo le accuse dell’Inquisizione, e nelle rappresentazioni di Satana stesso. La cultura giudaico-cristiana ha così di fatto assegnato a Pan il ruolo diabolico, investendo la figura mitica di attributi eminentemente negativi e sottraendo al Dio greco la componente benigna. Jones, affascinato dalla polisemia dell’antico culto, propone di incorporare la trance joujoukese nella musica degli Stones ma Mick Jagger e Keith Richards respingono l’ipotesi.

Beggars Banquet si apre con “Sympathy For the Devil”, una canzone ispirata a Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov: nel pezzo è il diavolo a raccontare in prima persona brevi episodi della storia dell’umanità dalla sua prospettiva. Si tratta quindi di un espediente letterario più che di una dichiarazione di fede ma come nessun altra composizione riveste da allora il ruolo di inno luciferino. Ben di altro taglio è la collaborazione di Jagger dell’anno successivo: recita nel cortometraggio a sfondo satanico Invocation of My Demon Brother di Kenneth Anger e ne compone la colonna sonora al Moog. Sempre nel 1969 Jones, costretto ad abbandonare gli Stones, decide di fondare una nuova band: vuole mischiare lo swamp rock dei Creedence Clearwater Revival, l’hot jazz di Sidney Bechet e il gospel di James Cleveland con la musica di Joujouka ma il progetto si limita alle prime prove nello studio casalingo e svanisce con la sua morte. Jones affoga nella piscina della sua villa a Cotchford Farm in circostanze misteriose, non riuscendo a vedere pubblicata l’incisione effettuata a Joujouka e rielaborata a Londra e a portare a termine la contaminazione tra black music e musica marocchina, con un nuovo gruppo tutto suo.

La morte di Jones, l’omicidio dello spettatore Meredith Hunter al concerto di Altamont per mano degli Hells Angels e l’aborto spontaneo incorso alla corista Merry Clayton, a seguito dell’esecuzione in studio di “Gimme Shelter” aumentano la cattiva fama e l’alone diabolico della band. Sempre nel 1969, gli Stones danno alle stampe l’antologia Through the Past, Darkly (Big Hits Vol. 2): il disco è di forma ottagonale e al suo interno riporta una foto dei componenti della band disposti a terra a formare una stella a cinque punte. La raccolta è dedicata alla memoria di Jones e non a caso, per ricordare il caro estinto, la forma scelta per la copertina è la stessa del labirinto della grafica di Their Satanic Majesties Request e il simbolo a cui si allude è l’emblema della scienza occulta: la citazione diretta è all’operato di Crowley ma il riferimento implicito è alla numerologia di Pitagora. Si può leggere poi uno strano epitaffio per Jones: "Quando vedrai questo, ricordami”. Ad ulteriore tributo del collega nel 1971 viene finalmente dato alle stampe Brian Jones Presents the Pipes of Pan at Joujouka, con la registrazione del cerimoniale del 1968, in parte documentazione fedele del rito, in parte frutto di un trattamento elettronico.

Dalla fine degli anni ‘60 la passione per l’occultismo magico degli Stones dilaga nel mondo della musica e contagia Doors e David Bowie, Led Zeppelin e Black Sabbath. Nello stesso periodo si fanno strada personaggi dalle caratteristiche sciamaniche come Dr. John e Screaming Lord Sutch, Artur Brown e Alice Cooper ispirati all’r’n’b orrorifico di Screamin’ Jay Hawkins. Il rapporto con l’elemento diabolico affonda però nella biografia leggendaria di Robert Johnson, il musicista che avrebbe venduto al diavolo la sua anima in cambio del talento. Gli Stones, nella fase del declino di Jones, incidono “Love in Vain” dell’infedele Johnson e “Prodigal Son” del reverendo Robert Wilkins, e nella fase successiva registrano il funk "Dancing With Mr. D." in onore del diavolo e il gospel “Shine a Light” in memoria del collega. Il mito del patto con il demonio si accosta all’anelito di redenzione: si replica quindi, nel percorso degli Stones, la dualità archetipale del bene e del male. Lo stesso Jones, nel suo progetto solista interrotto sul nascere, avrebbe voluto coniugare la ritualità pagana di Joujouka con il gospel del predicatore cristiano James Cleveland, a riprova dell’indissolubilità degli opposti e della complessità dell’animo umano.

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