SpaceShipp: la collaborazione ambient e drone di Jason Spaceman Pierce e Matthew Shipp

SpaceShipp: la collaborazione ambient e drone di Jason Spaceman Pierce e Matthew Shipp

A due anni dalla pubblicazione del primo album da solista, Jason Spaceman Pierce dà alle stampe il suo secondo lavoro di ricerca per la casa discografica Treader di John Coxon e Ashley Walesper. Se l'esordio di J. Spaceman sfoggia sulla copertina un uccellino su campo rosso, in questo caso una medusa si staglia su uno sfondo azzurro. SpaceShipp però non è un progetto individuale ma una collaborazione tra il leader degli Spiritualized e il musicista free jazz Matthew Shipp, registrata un anno esatto dopo l'incisione di Guitar Loops. Il termine "SpaceShipp" rappresenta la fusione del soprannome di Jason e del cognome di Matthew ma rimanda anche all'immagine di una navicella spaziale, tema caro all'ex Spacemen 3SpaceShipp riporta alla mente la sigla Jefferson Starship, l'equipaggio degli Hawkwind e l'attrezzatura dei Pink Floyd ma dimostra ancora una volta la vicinanza tra la psichedelia e l'avanguardia. 

I due musicisti si sono conosciuti collaborando nel 2002 all'album Amassed degli Spring Heel Jack, il progetto artistico della coppia di discografici della Treader, Coxon e Walesper. Con i colleghi partecipano al tour successivo e al relativo album live. Nel 2005 Pierce e Shipp suonano dal vivo con Patti Smith al Meltdown Festival al South Bank di Londra in onore di William Burroughs, lo scrittore della beat generation, inventore del cut-up con Brion Gysin. Pochi giorni dopo il concerto, Pierce incide Guitar Loops in solitaria e successivamente viene ricoverato per una grave polmonite, causa di due arresti cardiaci e di una lunga degenza ospedaliera. Ristabilita la forma fisica, dopo un anno di cure, Pierce e Shipp tornano a collaborare nel 2006, questa volta in studio. La strana coppia dà vita al progetto SpaceShipp, pubblicato due anni dopo, nel 2008, nel periodo di lavorazione di Songs in A&E degli Spiritualized, l'album dedicato alla tragedia sfiorata. 

Si tratta di un'opera di musica ambient e drone, realizzata da Shipp alla celesta e all'harmonium Golden Voice, e da Pierce alla chitarra Vox Starstreamer. L'opera si divide in due tracce: la più lunga "Inner" e la più breve "Outer", due strumentali caratterizzati da diverse sonorità e differenti architetture. In "Inner" la matrice free jazz di Shipp e la vocazione al pop di Pierce, sono egualmente archiviate in favore di un'essenziale proposta sperimentale figlia del minimalismo americano di La Monte Young quanto della musica discreta di Brian Eno. Gli accordi ripetitivi generati con chitarra e tastiera creano un'atmosfera fascinosa ma non così originale, con piccoli cambiamenti progressivi e impercettibili, secondo la classica e tradizionale prassi del genere: come Dream House e Discreet Music potrebbe procedere all'infinito. "Outer", con la celesta al centro della scena e il rumorismo chitarristico sullo sfondo, invece è un episodio più curioso e melodico. 

Il pezzo più lungo e più determinante dell'album sembra riportare alla memoria un disco datato 1990 del primo gruppo di Jason Pierce: gli Spacemen 3. Dreamweapon: An Evening of Contemporary Sitar Music è un'opera registrata in parte dal vivo dalla band al completo nel 1988 e in parte in studio dal solo Peter Sonic Boom Kember nel 1987. La lunga traccia che dà il sottotitolo all'album, come esplicitato nelle note di copertina, è fortemente ispirata all'opera di La Monte Young e al suo minimalismo dronico. Il titolo del disco è un omaggio ad Angus MacLise, percussionista dell'ensemble Theatre of Eternal Music/Dream Syndicate e batterista della prima formazione dei Velvet Underground. Se gli Spacemen 3 riescono a riattualizzare la vecchia idea nell'ottica della generale reinterpretazione della psichedelia, Pierce e Shipp sono autori di un disco meno evocativo e importante ma strutturato sul medesimo modello, con la stessa devozione. 

 

 

 

SpaceShipp pubblicato a nome J. Spaceman e Matthew Shipp viene inciso nel 2006 e pubblicato nel 2008.

 

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