Link Wray inedito: il seguito di Rumble e l'omaggio ai Led Zeppelin

Link Wray inedito: il seguito di Rumble e l'omaggio ai Led Zeppelin

Link Wray, l'artista venerato da musicisti differenti tra loro come Neil Young e Pete Townshend, Bob Dylan e Jimmpy Page, è stato, nel corso dei decenni, tanto influente quanto dimenticato.Tra il 2017 e il 2018 si compiono una serie di passi importanti nella sacrosanta riscoperta del genio misconosciuto del rock'n'roll strumentale. Prima esce nelle sale cinematografiche il documentario di Catherine Bainbridge e Alfonso Maiorana, sugli indiani d'America nella musica rock, Rumble: the Indians Who Rocked the World. Il chitarrista Shawnee è protagonista della pellicola insieme a Jesse Ed Davis, Robbie Robertson e Jimi Hendrix. Poi Dan Auerbach rileva, almeno in parte, il catalogo di Wray e inizia a sondare l'archivio di famiglia, per selezionare materiale in vista di nuove pubblicazioni. Successivamente il leader dei Black Keys caldeggia l'ingresso di Wray nella Rock and Roll Hall of Fame a fronte del suo ruolo cardine nello sviluppo del genere. A conclusione di questo climax ascendente, Auerbach dà alle stampe, per la sua casa discografica Easy Eye Sound, un singolo a nome Link Wray, contente due inediti di epoche diverse, "Son of Rumble" e "Whole Lotta Talking".

"Son of Rumble" è uno strumentale risalente al 1958/1959, registrato ai Broadway Recording Studio di New York in compagnia del fido Shorty Horton al basso e del frattello Doug Wray alla batteria. Pianificato come il primo seguito a tema del classico "Rumble", rimane inedito per decenni, incorrendo in una sorte simile a quella di "Rumble '65", il terzo tentativo di riscrittura del capolavoro del 1958, dopo l'interlocutoria e trascurabile "Rumble Mambo". Se "Rumble '65" si distingue per l'impiego della fiatistica, "Son of Rumble" si mantiene nell'ambito chitarristico. Il brano, sostenuto dalla classica ritmica lineare e quadrata, veleggia tra sonorità western e tex-mex, grazie all'incrocio di due linee melodiche, una più cavernosa e l'altra più squillante. Lontano dai pionieristici ed esasperati impieghi di distorsione naturale ed effetto tremolo di "Rumble", cita in modo esplicito l'originale e prosegue, in maniera più convenzionale quel percorso, dirottando le intuizioni profetiche dell'episodio maggiore verso lidi più battuti. Pur apprezzabile e godibile, dal punto di vista sperimentale "Son of Rumble" viene ampiamente superato dagli esperimenti di remix di "Rumble '68" e "Rumble '69".

Ben più interessante rispetto al brano di punta, il lato B ospita "Whole Lotta Talking" un'incisione effettuata nel 1970 presso il Fred Foster Studio di Nashville, con i soliti Shorty Horton al basso e Doug Wray alla batteria, insieme all'altro fratello Vernon Wray all'organo e Bobby Howard all'armonica. Wray, con la chitarra elettrica sempre in pugno, si trova in quel periodo della sua vita in una fase artistica di transizione tra l'epoca d'oro degli epici e incendiari strumentali e delle meno fortunate canzoni rock'n'roll e la riuscita svolta degli album Polydor, all'insegna della riscoperta delle radici folk e blues. Tra i due momenti migliori dell'intera carriera, Wray cerca, con insuccesso commerciale ma con modalità sorprendenti, di confrontarsi con i giovani musicisti attivi in ambito power trio e hard-rock. Con Yeserday-Today e alcuni singoli di contorno, l'inventore del power chord tenta, con un piglio punk, di rivaleggiare con Eric Clapton e Jimi Hendrix, cimentandosi, con l'impiego di effettistica, in assoli cacofonici e riff sferraglianti. Purtroppo Wray abbandona presto questo filone e decide di accantonare gli estremismi sonori per ripiegare sulla tradizione americana. 

"Whole Lotta Talking" riecheggia, dal titolo e dal riff, il celebre successo dei Led Zeppelin dell'anno prima: "Whole Lotta Love". Il brano cantato, dalle venature blues, sfoggia un assolo ancora imbevuto di wah sullo stile di Cream ed Experience e ansimi femminili degni di Outrageous di Kim Fowley. Nonostante le assonanze con i lavori di altri artisti, "Whole Lotta Talking" è un'evidente risposta a distanza a Jimmy Page e Robert Plant. Nello stesso 1970 i Brownsville Station realizzano, sul loro LP d'esordio No BS, un'interpolazione strumentale di "Rumble" e "Whola Lotta Love", trovando evidenti punti di contatto tra i due brani. Il pezzo dei Led Zeppelin viene solitamente considerato un plagio o una rielaborazione di "You Need Love" di Muddy Waters ma molto probabilmente consiste in una parziale interpolazione tra il brano del bluesmen e "Rumble". Mentre la melodia e il testo di Willie Dixon vengono inglobati da Plant in maniera chiara ed eclatante, Page rilegge e modifica il riff del rocker, tanto da non rendere palese il procedimento ricreativo. "Whole Lotta Talking" ribadisce, a distanza di decenni, il nesso sotterraneo tra i due celebri brani.  

 

 

 

Il singolo postumo "Son of Rumble/Whole Lotta Talking" è pubblicato nel 2018, dalla Easy Eye Sound, a nome Link Wray.

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