Gli strumentali di Inspiration Information di Shuggie Otis: un chitarrista alle prese con tastiere e drum machine

Gli strumentali di Inspiration Information di Shuggie Otis: un chitarrista alle prese con tastiere e drum machine

Nell’ambito della black music, Sly Stone inizia a impiegare per primo la drum machine dal 1970 nelle produzioni della sua etichetta Stone Flower e dal 1971 nei dischi della sua band. Nonostante Timmy Thomas utilizzi un beat elettronico in Why Can't We Live Together del 1972, sono gli album di Sly & the Family Stone There's a Riot Goin' On del 1971 e Fresh del 1973 a rappresentare gli esempi da seguire per tutta la scena. Nel 1974 molti musicisti di soul e r’n’b, funk e disco, come Stevie Wonder e George McCrae, Parliament e Willie Hutch, Ann Peebles e Little Beaver inseriscono la drum machine nel proprio equipaggiamento. A prescindere dagli esperimenti del 1973 degli Upsetters rimasti inediti, Bob Marley introduce la particolare apparecchiatura nella musica giamaicana, grazie alla pietra miliare del reggae Natty Dread del 1974.

Il giovanissimo Shuggie Otis, figlio del veterano Johnny Otis, si dedica all’incisione del suo disco più memorabile, Inspiration Information, dal 1971 al 1974, ovvero dalla pubblicazione di There's a Riot Goin' On di Sly & the Family Stone all’affermazione dei ritmi sintetici in una buona parte della black music. Lasciatosi alle spalle le importanti collaborazioni con Frank Zappa e Al Kooper, Guitar Slim e Johnny Otis, durante il periodo di lavorazione del nuovo album in proprio, accompagna l’inventore del diddley beat, Bo Diddley, in Where It All Began del 1972. Nello stesso lasso di tempo, rinuncia all’effetto phasing alla batteria, usato in Here Comes Shuggie Otis del 1970 e supera il suono classico delle percussioni di Freedom Flight del 1971 arrivando a mostrare la sua passione per la drum machine nel suo capolavoro del 1974, Inspiration Information.

L’approccio alla chitarra di Otis, debitore della lezione dei maestri del blues elettrico B.B. King e Elmore James ma anche degli esponenti del West Side Buddy Guy e Otis Rush e dei protagonisti della West Coast T-Bone Walker e Lowell Fulson, sembra seguire la traiettoria, dal blues al funk, di Johnny "Guitar" Watson. Otis sovrappone agli stilemi classici la nuova effettistica di derivazione hendrixiana, soprattutto wah e uni-vibe, per poi accostare al suo strumento principale, tastiere elettriche Vox Jaguar e Fender Rhodes, a imitazione dall’esperimento davisiano. A questo armamentario strumentistico, aggiunge infine la drum machine Maestro Rhythm King, ispirandosi alla produzione di Sly Stone. Otis esplora quindi le potenzialità di una sorta di metronomo elettronico, programmabile a varie velocità, e giunge a nuove soluzioni, inimmaginabili ai suoi esordi.

Emancipatosi parzialmente dalle ingombranti radici, Otis mette così a frutto l’influenza della pischedelia di Jimi Hendrix, della fusion di Miles Davis e del funk di Sly Stone. Alla pubblicazione di Inspiration Information, il chitarrista dimostra una maturità compositiva e interpretativa straordinaria ma soprattutto porta a compimento il suo percorso stilistico. Inspiration Information pone al centro della scena la rivoluzione tecnologica delle drum machine ma, a differenza di molti suoi colleghi, Otis impiega il macchinario in modo creativo come solo il suo principale modello di riferimento riesce a fare in quel periodo. Se in qualche misura There's a Riot Goin' On e Fresh incarnano le risposte americane a Tago Mago e Ege Bamyasi dei Can, Inspiration Information rappresenta, almeno in parte, il contraltare funk di Zuckerzeit dei Cluster.

Nel secondo lato del disco, Shuggie Otis piazza una serie di strumentali, in bilico tra jazz e ambient, con le tastiere in primo piano e la drum machine in evidenza. Soprattutto in brani come “Pling” e “XL-30” il chitarrista traccia, più o meno consapevolmente, una strada mediana tra l’Herbie Hancock di Head Hunters del 1973 e gli Harmonia di Musik Von Harmonia del 1974, tra fusion e minimalismo. Ponendo la sua opera accanto a maestri del calibro di Marvin Gaye e Curtis Mayfield, Isaac Hayes e Stevie Wonder, Otis porta avanti il suo tragitto hendrixiano e davisiano, creando una strana filiazione della ricetta di Sly Stone. Nonostante la drum machine venga impiegata anche nei riuscitissimi brani cantati, la manciata di strumentali risulta essere la parte più originale e visionaria dell’intera, seppur esigua, produzione del musicista.

Tra il 1974 e il 1975 David Bowie e Brian Eno, a prescindere dall’interesse per la scena africana e per quella giamaicana, sono convinti che la black music americana e il krautrock tedesco siano i due generi del futuro. E in effetti dall’incontro dei ritmi disco e delle pulsazioni sintetiche nascerà a breve una nuova musica: l’elettronica da ballo. Inspiration Information, diviso tra soul e sperimentazione e composto da canzoni e strumentali, raccoglie sui due lati dell’LP le due tendenze, in maniera raffinata e compiuta. Portando alle estreme conseguenze l’esempio di Sly Stone, Otis riesce a concretizzare l’intuizione astratta di Bowie e Eno e ad anticipare il corso della storia. Nello stesso periodo declina l’offerta dei Rolling Stones e si rifiuta di sostituire Mick Taylor, per ritirarsi dalle scene inseguito da problemi fisici e fantasmi personali.

Shuggie Otis pubblica il disco Inspiration Information nel 1974. Joe Hicks, Little Sister e 6IX sono gli artisti dell’etichetta Stone Flower di Sly Stone.

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