Il profilo facebook delle persone morte

Il profilo facebook delle persone morte

I social network hanno senza dubbio rivoluzionato il modo di comunicare e di relazionarsi. Soprattutto twitter e facebook: ma se il primo è più adatto a brevi cinguettate, ad interventi concentrati in cui brilla chi ha il dono della sintesi, facebook è più arioso e adatto ad ospitare pensieri più estesi. E ai post kilometrici si possono aggiungere foto, video e link di articoli. Insomma la pagina personale di fb è diventata per molti una seconda casa, un’abitazione virtuale dove disporre la propria mercanzia fisica e intellettuale, attenendo il commento dei contatti amici. Fin qui, al netto dell’uso patologico del gioco, tutto bene.

Accade però, dato il numero degli iscritti, che ogni tanto muoia, per davvero e nella vita reale, un utente. Cosa capita? A parte l’amarezza per la scomparsa, la pagina personale non svanisce automaticamente. Rimane lì. Ecco che spunta il primo saluto incredulo. Poi il secondo addolorato. A quel punto parte il tam tam telematico, che la notizia sia vera o fasulla. In pochi minuti la bacheca dello sventurato si ritrova sommersa di messaggi. Sempre che sia stata una bella persona e abbia avuto abbastanza amici. Le condoglianze al parentado si alternano agli appelli al defunto per una corretta vigilanza dall’alto dei cieli.

In questa fase la famiglia, già spossata dal triste accaduto, può operare in tre maniere differenti:

1) nel primo caso sopprime la pagina del caro estinto, cancellando per sempre foto, ricordi e commenti;

2) nel secondo caso mantiene attiva la pagina del parente scomparso, lasciando i suoi amici virtuali liberi di ricordarlo, rimpiangerlo e rievocarlo nei mesi e negli anni successivi;

3) il terzo caso è il più inquietante: il coraggioso familiare del morto non solo tiene aperta la bacheca ma entra con la password nel profilo e la utilizza lanciando messaggi di amore universale e di pace eterna.

Naturalmente in questo modo viene a mutare il rapporto che abbiamo con i defunti. Sì è vero, si è svolto il funerale e la salma è stata tumulata nel cimitero. Ma l’amico è lì, ogni volta che accendi il computer. Ha ancora come immagine del profilo una foto buffa che lo ritrae mentre ride o fa le smorfie. E poi ci sono le sue frasi, i suoi messaggi pubblici e privati. Le foto, infine, non solo lo cristallizzano nelle situazioni più disparate ma hanno in calce i suoi commenti. Insomma da quando esiste facebook non si muore più come un tempo. Tutta la vita virtuale rimane fossilizzata e a disposizione di tutti, o quasi.

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