Gino De Dominicis viaggia nello spazio

Gino De Dominicis viaggia nello spazio

Nel periodo del famoso video Tentativo di volo, Gino De Dominicis crea un oggetto, oggi, poco conosciuto: Poltrona per un viaggio nello spazio. Si tratta di un classico sedile da barbiere con un'unica modifica: l'applicazione di attacchi simili a quelli da sci sulla pedaliera. Ad una prima analisi l'opera sembra solo una provocazione tanto scanzonata quanto irrealizzabile. Un cartellino apposto all'oggetto riporta però un accenno sul movimento di rotazione e rivoluzione della Terra. Lo spettatore che si accomoda sulla poltrona intraprende quindi un reale viaggio nello spazio, ovvero partecipa al tragitto del pianeta sul suo asse e intorno al Sole. Naturalmente anche lo spettatore che non si siede sul sedile effettua il medesimo percorso ma l'opera serve a ricordarlo ad entrambi.

Come spesso accade nella produzione di De Dominicis, un proclama inizialmente percepito come roboante si rileva, ad una lettura più attenta, una referenziale descrizione della realtà. Ogni persona quotidianamente è partecipe di un viaggio spaziale come membro dell'equipaggio della popolazione terrestre. De Dominicis con il suo sedile da barbiere sembra semplicemente voler riportare alla mente un dato tanto assodato quanto rimosso. Il pensiero corre ad un'altra affermazione lapalissiana della storia dell'arte, la ben più celebre Ceci n'est pas une pipe: nell'opera di René Magritte è evidente che la rappresentazione della pipa non sia una vera e propria pipa. Nonostante la banalità dell'enunciato, spesso l'asserzione pare truffaldina. 

Il viaggio di De Dominicis ha però un paradosso: è un percorso compiuto da fermi e da seduti. Non è solo un iter fisico e impercettibile della Terra sulla sua orbita e intorno a sé stessa ma è anche un viaggio personale e interiore, incentrato sul rapporto tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La poltrona serve quindi a catturare lo spettatore e dirottare la sua attenzione verso un argomento solitamente trascurato. In questo senso, Poltrona per un viaggio nello spazio ha tratti in comune con l'Evidenziatore di Renato Mambor, un apparecchio metallico simile ad un ragno meccanico che, nelle intenzioni dell'autore, trasforma ogni oggetto agguantato in un'opera d'arte. Le due opere sono quindi due differenti ganci che afferrano e trasportano altrove. 

 

 

 

Gino De Dominicis realizza Poltrona per un viaggio nello spazio nel 1969, con una poltrona da barbiere modificata nella pedaliera. 

 

 

 

Paint: la tautologia in Jannis Kounellis

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Il manifesto funebre e pubblicitario di Gino De Dominicis

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