Meglio una poltrona bella o una poltrona comoda? Munari risponde

Meglio una poltrona bella o una poltrona comoda? Munari risponde

Il designer è tenuto a creare oggetti funzionali o innovativi, comodi o belli? Questa è la domanda che si pone Bruno Munari nel suo lavoro Ricerca della comodità in una poltrona scomoda, dapprima apparso sulla rivista Domus nel 1944 e poi confluito in un agevole volumetto negli ultimi tempi. Munari viene immortalato, in una serie di 14 scatti fotografici, mentre cerca di sedersi su una poltrona in modi differenti e strampalati, nel vano tentativo di trovare una posizione confortevole. A corredo delle immagini, si possono leggere alcune riflessioni dell’autore sulla mancanza di comodità di certi oggetti di design, stupendi sul piano estetico e originali a livello concettuale ma privi di praticità. Con grande ironia e modernità, Munari ragiona sul senso stesso della progettazione industriale: il caso specifico della poltrona è solo un esempio per mettere in discussione l’intero settore produttivo. La tesi principale sostenuta da Munari in questo lavoro è che il fattore estetico non può costare il sacrificio della funzionalità, per quello che riguarda i sedili come per ogni altro oggetto di design.

L’operaio e l’impiegato, quando alla sera tornano stanchi a casa dopo una giornata di lavoro, non vogliono ammirare in soggiorno un elemento d'arredo bello e innovativo. Il desiderio di ogni lavoratore è avere a disposizione una poltrona comoda e funzionale, sulla quale poter riposare, in modo confortevole, dalle proprie fatiche quotidiane. Secondo Munari i suoi colleghi designer possono continuare a sbizzarrirsi creando nuove forme di sedili morbidi e reclinabili. L'autore, però, sostiene che sarebbe più saggio accantonare le velleità artistiche e concentrarsi, con ingegno artigiano, sui modelli validi già esistenti, per renderli ancora più pratici. Ricerca della comodità in una poltrona scomoda è un lavoro irriverente e intelligente, controcorrente e premonitore. Affrontando di petto la dicotomia tra bellezza e confort, Munari antepone la soddisfazione fisica del cliente rispetto al narcisismo artistoide dell'ideatore. Le mode cambiano, i bisogni dell’uomo e della donna restano gli stessi. E il progettista ha come responsabilità primaria quella di realizzare oggetti di uso comune, facili da impiegare.

 

 

 

Ricerca della comodità in una poltrona scomoda di Bruno Munari è composto da 14 scatti in bianco e nero accompagnati da alcuni testi scritti. Pubblicato per la prima volta sul numero 202 della rivista Domus nel 1944 e ristampato su volume nel 2004, a Milano, grazie all'editore Corraini.

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