Bob Watts dipinge i vinili

Bob Watts dipinge i vinili

Nella variegata produzione di Robert Watts, trovano posto anche alcuni vinili prodotti nel 1964 e presentati nello stesso anno, per la prima volta, al Fluxstore di Canal Street. Watts non realizza classici dischi, non incide musica propriamente detta: i suoi Phono Records, inizialmente, sono semplici vinili in commercio, dipinti di vernice dall'artista. Posti sul giradischi, durante la performance, iniziano a suonare mano a mano che la puntina, girando sull'album, elimina lo strato di vernice. A distanza di qualche anno cambia strada e dal 1969 crea dischi ex novo con vari materiali, metallici, plastici e naturali, diversi per profondità di solco, spaziatura e giri al minuto. Li considera ritratti sonori del macchinario usato per produrli, per lo più il tornio della Rutgers University del New Jersey, e si dimostra interessato alla peculiarità dei suoni generati nei differenti casi. I Phono Records sono debitori della lezione di John Cage, in piena assonanza con l'esperienza Fluxus.

Per Watts non è importante la composizione o l'interpretazione, ma il processo che conduce all'emissione sonora. Negli stessi anni altri artisti, gravitanti o meno intorno a Fluxus, compiono ricerche simili, sia sulla manomissione dei vinili sia sulla creazione di dischi di materiali inconsueti. Milan Knížák, Timm Ulrichs, Tomas Schmit, Arthur Köpcke e Braco Dimitrijević però conducono i loro progetti in un'ottica espressionista e poverista, giocando sulla rottura di vinili già esistenti, sulla compromissione della loro superficie o sulla produzione di dischi nuovi realizzati con materiali abrasivi come la carta a vetro. Se durante l'avanguardia storica, si era presentata una differenza tra l'ala tedesca e quella americana del movimento Dada, così nel dopoguerra si palesa uno scarto analogo tra il coté teutonico di Fluxus e quello statunitense. A fronte dell'enfatizzazione della violenza e della tensione dei suoi colleghi europei, Watts mantiene nella sua produzione uno spirito ludico e divertito.

 

 

 

I primi Phono Records, in vinile dipinto, sono realizzati da Bob Watts nel 1964. La prima performance, nella quale vengono fatti "suonare", avviene quell'anno al Fluxstore di Canal Street. La seconda serie di Phono Records inizia ad essere elaborata nel 1969 e viene realizzata in metallo, plastica, argilla, latex e legno. La maggior parte degli esemplari è frutto della lavorazione al tornio della Rutgers University del New Jersey.

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