Gli Earth spaziali di Pentastar: In the Style of Demons

Gli Earth spaziali di Pentastar: In the Style of Demons

Il progetto degli Earth è nato nel 1989 ad Olympia, nello stato di Washington, ed è condotto principalmente dal chitarrista Dylan Carlson. L’idea alla base degli Earth consiste nel coniugare la matrice doom e quella drone, l’hard rock di partenza e l’avanguardia di arrivo. Se nella prima parte di carriera, Carlson riesce a far convivere lo stoner ante-litteram dei Black Sabbath e il minimalismo pionieristico di La Monte Young, negli anni successivi emergono nella musica degli Earth dapprima richiami alle atmosfere tex mex di Ry Cooder e in seconda battuta le sonorità californiane di Neil Young. Progressivamente la componente hard si stempera nel calderone della classicità, riemergendo, in maniera nuovamente determinante, nei lavori più tardi. I brani da lunghissimi e monolitici si fanno più brevi e variegati e i dischi diventano via via più accessibili e godibili. Il tentativo di reinterpretazione in chiave hard del concetto di musica ambientale di Brian Eno lascia il posto ad un chiaro interesse per l’arte della sonorizzazione filmica di Ennio Morricone.

Si passa così dalla devozione ai Black Sabbath di Earth 2: Special Low Frequency Version e Phase 3: Thrones and Dominions all’omaggio a Neil Young in Angels of Darkness, Demons of Light I e II attraverso l’allusione a Ry Cooder in Hex; or Printing in the Infernal Method e The Bees Made Honey in the Lion's Skull. A prescindere dall’influenza esercitata dai maestri della musica dronica Tony Conrad e Terry Riley, Velvet Underground e Stooges, gli Earth sembrano subire il fascino di band a loro contemporanee come Melvins, Calexico e Thin White Rope, in qualità di reinterpreti degli elementi archetipali di Black Sabbath, Ry Cooder e Neil Young. Se all’inizio della loro carriera gli Earth si trovano, da sabbattiani anomali, in una terza posizione rispetto al grunge dei Nirvana e allo stoner dei Kyuss, è chiaro l’influsso della neopsichedelia degli Spacemen 3 sull’intera parabola della band. Sostanzialmente Dylan Carslon applica la ricetta, impiegata da Jason Pierce e Peter Kember in ambito pischedelico, all’hard-rock, approdando così ad una soluzione innovativa e inedita.

A conclusione della prima rigorosa e fragorosa fase, gli Earth nel 1996 pubblicano Pentastar: In the Style of Demons un album lontano dagli eccessi iniziali ma ancora distante dal futuro ripiegamento verso la tradizione. Il disco, solitamente considerato interlocutorio, da una parte fa emergere, in forma di canzone, l’ascendenza dei Black Sabbath, mediata dall’esempio dei Melvins, e la possibile rivalità con Kyuss e Nirvana, e dall’altra rende tributo allo space rock degli Spacemen 3. Da una parte, Carlson compone la canzone stoner “Tallahassee” e propone la rilettura doom di “Peace in Mississippi” di Jimi Hendrix, dall’altra Sean McElligot e Ian Dickson tratteggiano i trasognanti ed eterei pezzi strumentali “Crooked Axis For String Quartet” e “Charioteer (Temple Song)”. Il chitarrista Sean McElligot e il chitarrista e bassista Ian Dickson sono due collaboratori occasionali di Dylan Carlson: non prendono parte a nessun altro disco in studio degli Earth e solo Dickson partecipa ad altri progetti, registrando un paio di album con Executioners e con Pitching Woo.

Intorno ai due musicisti aleggia una certa dose di mistero e stupisce come siano stati in grado, con una sola coppia di brani, di allargare le prospettive degli Earth verso territori inesplorati all’epoca e trascurati in futuro. Se il batterista Michael McDaniel e l’organista Mike Deming non contribuiscono alla stesura dei brani, Carlson aggiunge al materiale la spaziale “High Command” e l’avanguardistica “Sonar and Depth Charge”, ponendosi in linea con l’operato dei suoi enigmatici collaboratori. L’iniziale “Introduction” e la conclusiva “Coda Maestoso in F (Flat) Minor”, muovendosi tra doom e drone, sfoggiano invece lo stesso tema e concedono al disco il senso di circolarità, così importante nel settore. Né originale come i primi lavori né piacevole come le opere successive, Pentastar dimostra una certa dose di classicità e traghetta certe aperture di Phase 3 verso la svolta di Hex. La foto in copertina di una Sassy Grass Green Plymouth Barracuda e l’allusione del titolo al logo della Chrysler ben spiegano il carattere di transizione del disco.

Gli Earth pubblicano Pentastar: In the Style of Demons nel 1996.

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