Il dark surf dei Centurions e la mancata svolta della musica strumentale

Il dark surf dei Centurions e la mancata svolta della musica strumentale

Nell’estate del 1963 il surf è sulla cresta dell’onda. Nata intorno al 1960 con Ventures e Dick Dale, a seguito del declino del primo rock’n’roll, la musica strumentale californiana è riuscita, nel corso dei primi tre anni del decennio, ad ottenere attenzione crescente. La versione vocale del genere messa in campo da Beach Boys e Jan & Dean è quindi controbilanciata da una serie di strumentali ispirati al rock’n’roll di Link Wray e Duane Eddy ma anche all’r’n’b di Bo Diddley. Proprio nel 1963 Duane Eddy pubblica l’album Surfin’ e Bo Diddley dà alle stampe Surfin' With Bo Diddley: entrambi i dischi, con un surfista in azione in copertina, sono un omaggio, sentito o calcolato, alla nuova moda. Link Wray non riconosce in modo esplicito un’adesione alla cultura dei suoi figli spirituali ma continua ad incidere strumentali in linea con la musica surf. Dopo l’uscita di scena momentanea o definitiva di Elvis Presley e Jerry Lee Lewis, Buddy Holly e Eddie Cochran, Chuck Berry e Little Richard un genere minore come quello di Eddy e Wray diventa un fenomeno di massa di pari dignità rispetto alla classica forma canzone.

Tra la fine del 1963 e l’inizio del 1964, l’esplosione in Inghilterra della beatlemania e la pianificazione della british invasion incrinano fortemente le sorti del surf. I Beatles, i Rolling Stones e gli altri gruppi inglesi, dapprima conquistano il pubblico in terra d’Albione e poi sbarcano nel nuovo continente rivoluzionando gusti e mode. Il surf regge ancora nel corso del 1964 per poi declinare nel biennio successivo, sotto i colpi della trasformazione quasi naturale di beat, garage e folk-rock in psichedelia. La passione per la tavola da surf, le automobili hot rod e le feste in spiaggia viene spazzata via dall’onda della nuova scena britannica. Ma è soprattutto la musica californiana a patire il colpo, eccezion fatta per il caso unico e irripetibile dei Beach Boys. Gli strumentali scompaiono dalle classifiche e si trasformano nuovamente da forma espressiva maggiore a fenomeno minoritario. L’uscita di scena di Dick Dale, a metà anni ‘60, lascia al meno noto Davie Allan, ispirato dai Ventures quanto dagli Shadows, lo scettro di leader della musica strumentale, in un’epoca ormai dominata da altri stili e da altri gusti.

Il mutamento in atto tra la fine del 1963 e l’inizio del 1964, vede due macabri precedenti all’omicidio Kennedy. Nel giugno del 1963 l’attivista per i diritti civili Medgar Evers viene ucciso dai razzisti a Jackson in Mississippi e il serial killer Zodiac commette, con molta probabilità, il suo primo duplice delitto a Gaviota in Californa. Se la morte di Evvers è presto oscurata dalle aggressioni fatali a Malcolm X e Martin Luther King, la carriera criminale di Zodiac è eclissata dal delirio assassino di Charles Manson, a fine decennio. Zodiac è uno strano serial killer: descritto con un cappuccio simile a quello del Ku Klux Klan, firma con una specie di croce celtica una serie di rebus cifrati inviati alla polizia in gesto di sfida. La caratteristica operativa di Zodiac consiste nella barbara uccisione di giovani coppie appartate, in una sorta di folle lotta alla felicità altrui. Responsabile di cinque omicidi acclarati ma sospettato di altri trentadue delitti, rimane ad oggi di identità ignota. La morte di Evers e l’esordio di Zodiac rappresentano i primi sintomi della perdita della supposta purezza della società americana.

Una settimana prima dell’omicidio di Evers, gli studenti Robert Domingos e Linda Edwards vengono uccisi mentre si trovano in una spiaggia isolata a Gaviota, in California. Quel giorno di giugno i due ragazzi di 18 e 17 anni stanno festeggiando il "Senior Ditch Day", una tradizione della Lompoc High School grazie alla quale è concesso agli alunni saltare un giorno di scuola. Invece di partecipare ad una festa in spiaggia con i propri compagni, probabilmente all’insegna della surf music, decidono di appartarsi per restare in intimità ma vengono raggiunti da un killer che li lega con una fune e li uccide, rispettivamente con 11 e 9 colpi di una calibro 22 semiautomatica. Nonostante l’azione criminale non sia rivendicata da Zodiac e non gli venga imputata con certezza dalla polizia, le modalità dell’esecuzione sono le stesse degli omicidi perpetrati dal killer tra il 1968 e il 1974. Se le stragi del Ku Klux Klan si pongono contro l’avanzare dei diritti civili, le aggressioni di Zodiac si ergono a contrasto della nascente richiesta di libertà sessuale. Nel complesso risulta già incrinato l’ipocrita sogno americano.

Nello stesso mese del dramma di Gaviota, i Centurions pubblicano per la casa discografica Del-Fi, SurfersPajama Party, un album sintomatico del sopraggiunto clima di tensione, composto da brani originali e da pezzi provenienti dal repertorio di Revels e Sentinals. Il disco, per una ragione inspiegabile, riporta lo stesso numero di catalogo, lo stesso titolo e la stessa copertina del coevo lavoro della Bruce Johnston Surfing Band, il gruppo del futuro Beach Boys. I Centurions, fondati a Newport Beach in Sud California nel 1958, sono composti da Dennis Rose alla chitarra e al basso, Joe Dominic alla batteria, Ernie Furrow al basso e alla chitarra, Jerry Dicks alle tastiere, Pat Gaguebin al sax e all’armonica, Jeff Lear al basso e Ken Robison al sax, al flauto e al clarinetto. La copertina raffigura una festa danzante ma l’immagine a colori è incorniciata da una grafica nera che trasforma le risa dei giovani in macabri ghigni. Il pigiama party, al quale si allude nel titolo, sembra una cerimonia funebre così lontana dal divertimento sfrenato della California del periodo. In qualche modo aleggia lo spirito di Zodiac.

In effetti il surf proposto dai Centurions nel disco almeno in parte si caratterizza per un’atmosfera tenebrosa e angosciosa, estranea alla maggior parte dei colleghi. In quello stesso periodo, all’interno del genere, si fanno strada band con un panorama horrorifico come Trashmen e Deadly Ones, capostipiti di quel sottogenere che prenderà il nome di surfabilly. I Centurions non giocano però, in modo tutto sommato gioioso, con gli stilemi di b-movies e fumetti, ma impiegano in maniera marcata e ficcante toni lugubri e oscuri. La musica dei Centurions non consiste quindi in una divertita parodia dell’immaginario fantascientifico ma in una vera e propria versione dark del surf, animata da una reale propensione alla cupezza. Scostandosi dalla spensieratezza proverbiale del genere musicale, la band dà così alle stampe interpretazioni scure di “Vesuvius” e “Comanche”. Ancora più paradigmatico risulta il pezzo più celebre del lotto “Bullwinkle, Part II” impiegato non a caso in una scena di tensione di Pulp Fiction, a vent’anni dall’ultimo utilizzo di un pezzo dei Centurions in un film: “Intoxica” in Pink Flamingos.

“Bullwinkle, Part II” è in realtà il seguito funereo del più consueto “Bullwinkle”, pubblicato sempre nel 1963 nella raccolta Surf War dalla Shepherd Records, insieme ad altre tacce incise in precedenza. Nello scarto tra la prima e la seconda versione del brano si può comprendere il cambio stilistico dei Centurions, da band consueta di surf a gruppo precursore del dark. Pur senza rinunciare a brani più classicamente solari, il gruppo rielabora la propensione alle tonalità basse, marchio di fabbrica di Duane Eddy e imprime al twang del maestro un connotato macabro, grazie ad un impiego del suono cavernoso del basso. In un campo simile si spingono in quel periodo Jet Harris in Inghilterra, dentro e fuori gli Shadows, e Jack Nitzsche in America, in compagnia di Ray Pohlman il bassista dei Pacific Surfers di Richie Allen, altra band che si aggira in quei mesi nella medesima direzione ma con meno convinzione. Distanti dal successo planetario dei precursori Ventures e Dick Dale ma anche dalla fama più ridotta degli epigoni Chantays e Surfaris, i Centurios regalano un contributo personale e innovativo al settore.

Il 45 giri risulta essere il formato più congeniale alla musica surf, genere segnato da una gran quantità di singoli di successo ma da pochi LP rilevanti. Nonostante la freschezza e la brevità delle semplici accoppiate di brani rappresentino la caratteristica vincente del surf, i Centurions si limitano a pubblicare un unico LP senza 45 giri di contorno, concentrando le loro forze su un formato più esteso ma gestito in modo organico. Il tono cupo della musica e la scelta univoca del supporto avrebbero potuto preludere ad una svolta del surf, ad un’evoluzione dark e e ad una maturità stilistica. Ma l’interessante proposta di SurfersPajama Party resta soltanto un primo passo verso una direzione non percorsa. L’ipotesi di sviluppo viene infatti sbaragliata dalla british invasion e dal cambio di gusto dettato dall’ascesa dei Beatles. Nel giro di qualche mese gli strumentali da protagonisti indiscussi divengono rare bizzarrie e i Centurions, ribattezzati Centurians solo nel 1967 per motivi legali, svaniscono nel nulla. Il rock americano deve attendere proprio quell’anno per vedere la comparsa del tetro repertorio dei Doors.

Nonostante LP non sia preceduto e seguito da nessun altra pubblicazione a nome Centurions, occorre ricordare la collaborazione della band all’incisione dell’album Zip-a-Dee-Doo-Dah di Bob B. Soxx & the Blue Jeans pubblicato sempre nel 1963. Il disco prodotto da Phil Spector rappresenta una tappa importante nella delineazione del Wall of Sound e nello sdoganamento dell’effetto fuzz della chitarra. È una delle prime occasioni in cui Spector impiega la sua squadra di musicisti, la cosiddetta wrecking crew, per realizzare dall’inizio alla fine un progetto unitario giovandosi delle ultime tecniche di registrazione a disposizione. Il carattere tradizionale del repertorio, in bilico tra soul e r’n’b, è controbilanciato da una serie di trucchi tecnici all’avanguardia in ambito pop e in anticipo sulla futura psichedelia. A prescindere dalle innovazioni in cabina di produzione, la peculiarità del disco sta proprio nell’accostamento della black music alla surf music e nell’impiego pioneristico della distorsione da parte dei Centurions sul singolo “Zip-a-Dee-Doo-Dah”, coevo del più celebrato “2000 Pound Bee” dei Ventures.

I Centurions pubblicano SurfersPajama Party nel 1963 per la casa discografica Del-Fi, con lo stesso numero di catalogo, lo stesso titolo e la stessa copertina dell’LP coevo della Bruce Johnston Surfing Band. Nello stesso anno i Centurions partecipano con alcuni brani alla raccolta Surf War-The Battle Of the Surf Groups della Shepherd Records. I Bob B. Soxx & the Blue Jeans, con la partecipazione dei Centurions, pubblicano Zip-a-Dee-Doo-Dah sempre nel 1963, dopo aver dato alle stampe il singolo omonimo l’anno precedente.

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