Nicolas de Staël e il gioco del calcio: tra astrattismo e figurativo

Nicolas de Staël e il gioco del calcio: tra astrattismo e figurativo

Nel 1952 si svolge la prima partita in notturna allo stadio Parc des Prince di Parigi. Tra le decine di migliaia di spettatori dell’amichevole Francia-Svezia, siede in tribuna l’artista Nicolas de Staël, aristocratico scappato dalla Russia, a seguito della rivoluzione bolscevica. In quel periodo l’artista, reduce dall’insuccesso della mostra alla Matthiesen Gallery di Londra, cerca una nuova strada tra l’astrattismo e il figurativo. Deluso dall’accoglienza del suo lavoro e incerto sulla direzione da intraprendere, solo guardando l’incontro sportivo trova lo spunto per la svolta della sua carriera. I colori delle magliette, dei pantaloncini e dei calzettoni dei giocatori, nel turbinio del movimento agonistico e sotto l’illuminazione artificiale dei riflettori, gli ispirano una ventina di dipinti, realizzati a spatola su tela o cartoncino. Nelle opere divise in due serie a seconda della dimensione e intitolate “Footballeurs" e “Parc des Prince”, il giallo, il rosso e il blu delle casacche si scontrano tra loro e si stagliano sul verde del campo e sul nero della notte. Nello stesso anno, de Staël partecipa, con una nuova creazione, a un esposizione del Salon de mai e la sua scelta estetica genera un dibattito nell’ambiente culturale parigino: l’artista viene accusato di aver tradito l’astrazione per la figurazione e di aver imboccato un percorso retrogrado e sbagliato. In realtà solo in questa fase de Staël riesce a trovare la sua personale posizione nel mondo della pittura del ‘900 e alla dura critica del poeta André Breton segue l’incontenibile entusiasmo del gallerista Paul Rosenberg.

La partita amichevole Francia-Svezia svoltasi allo stadio Parc des Prince nel 1952 si conclude 0-1.

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