Il primo 45 giri di Nico: tra Bob Dylan e Brian Jones prima dei Velvet Underground

Il primo 45 giri di Nico: tra Bob Dylan e Brian Jones prima dei Velvet Underground

Nel 1964 a Parigi, Bob Dylan conosce Nico e la frequenta per un breve ma intenso lasso di tempo. Il celebre cantautore americano è reduce dal successo dei suoi primi dischi, The Freewheelin' Bob Dylan e The Times They Are a-Changin' e per il suo stile musicale e il suo impegno civile viene considerato l’erede di Woody Guthrie e Pete Seeger. La meno nota modella e attrice tedesca può vantare la partecipazione a La dolce vita di Federico Fellini e una discreta fama nel mondo della moda ma al momento vive, sul piano artistico, una situazione di stallo. Dal punto di vista personale invece, in quel periodo, Dylan sta attraversando una fase travagliata della sua relazione con Joan Baez e Nico si è lasciata alle spalle il rapporto burrascoso con Alain Delon, da cui ha avuto un figlio Christian Aaron Boulogne detto Ari. I due artisti compiono, poco dopo il loro primo incontro parigino, un viaggio in Europa, spostandosi prima in Germania e poi in Grecia. Durante la vacanza Dylan scrive gran parte del materiale del suo disco successivo, Another Side of Bob Dylan: l’opera in questione è frutto di un netto cambiamento stilistico e vede un vistoso ripiegamento sulla sfera intima. La rottura con il cantautorato engagé dei primi tempi è appena iniziata e si concretizzerà appieno solo nella successiva trilogia elettrica. Eppure Another Side of Bob Dylan, ancora totalmente acustico, rappresenta il punto di svolta della carriera dell’artista. E la sottaciuta vicinanza di Nico ha senza dubbio giocato un certo ruolo nel mutamento della cifra compositiva di Dylan.

Tra le creazioni del periodo, Dylan dedica alla sua amante “I’ll Keep It With Mine” e le propone di interpretarla. Il brano, ispirato a Nico e a suo figlio Ari e pubblicato per la prima volta da Judy Collins, risulta inciso da Dylan in tre occasioni, durante le sedute di registrazione di Another Side of Bob Dylan, Bringing It All Back Home e Blonde on Blonde ma viene sempre scartato dall’artista dalla scaletta definitiva. Nel 1965 è Jones a frequentare Nico: il musicista inglese invita la cantante tedesca a Londra e organizza l’incisione del suo primo singolo “I’m Not Saying/The Last Mile”. Per il 45 giri di debutto, nel quale si alternano alle chitarre Jones e Jimmy Page, il produttore Andrew Oldham scarta la canzone dylaniana e preferisce far incidere a Nico un pezzo del cantautore canadese Gordon Lightfoot e una composizione originale scritta insieme a Page. Il demo di “I’ll Keep It With Mine”, con Nico alla voce accompagnata dall’autore al pianoforte, rimane nei cassetti e, per il momento, non viene reinciso in maniera professionale. Dopo la pubblicazione del singolo, Dylan invita la cantante a New York con la promessa di una facile carriera ma è Jones ad accompagnarla nella grande mela e a introdurla alla Factory di Warhol: si gettano così le basi per la collaborazione con i Velvet Underground e per la realizzazione dell’album Velvet Underground & Nico. Intanto Dylan nel brano “I Want You” esterna la sua forte passione per Nico e la sua animosa rivalità con Jones, descritto come un uomo con le vesti cinesi, il flauto dolce e il “tempo dalla sua parte”.

D’altra parte il colore dei capelli di Jones, Nico e Anita Pallenberg, nuova amante del chitarrista, ispirano, insieme alle chiome platinate di Andy Warhol e Edie Sedgwick, il titolo del disco Blonde on Blonde. I biondi che si sovrappongono uno sull’altro sono quindi quelli del chitarrista dei Rolling Stones, del guru della Pop Art e delle rispettive muse. Warhol, che nel 1963 ha tentato di creare una band con alcuni suoi colleghi, adora il mondo del rock’n’roll e vede in Nico una sorta di suo alterego femminile da collocare in seno ai Velvet Underground, la band della Factory. Lou Reed e John Cale accettano non senza riserve e riluttanze la collaborazione con la cantante tedesca, venerano Jones ma detestano Dylan. Nonostante risulti innegabile nella formazione dei Velvet sia il rock della scena inglese quanto il folk della controcultura newyorkese, Reed e Cale vogliono prendere le distanze dal Greenwich Village. Per questa ragione non amano il pezzo di Dylan che la cantante porta in dote alla Factory e sono recalcitranti all’idea di reinterpretarlo. Nel corso della parabola discendente con la band, Nico finalmente registra, senza i Velvet, “I’ll Keep It With Mine” per il suo esordio a 33 giri Chelsea Girl del 1967: in quel periodo, mentre Dylan è in convalescenza per la famigerata caduta dalla moto, Nico assiste insieme a Jones al Monterey Pop Festival. La cantante non dimenticherà mai il chitarrista degli Stones e alla sua morte dedicherà all’amico scomparso così precocemente una sentita elegia in musica, “Janitor of Lunacy” in Desertshore.

Il 45 giri “I’m Not Saying/The Last Mile” è stato inciso da Nico nel 1965 con Brian Jones, Jimmy Page e Andrew Oldham.

I Druds di Andy Warhol: il gruppo rock dell’artista pop

I Druds di Andy Warhol: il gruppo rock dell’artista pop

L'amicizia tra Brian Jones e Bob Dylan e la jam perduta durante il blackout energetico di New York

L'amicizia tra Brian Jones e Bob Dylan e la jam perduta durante il blackout energetico di New York