Nick & the Jaguars: una band da guinness dei primati

Nick & the Jaguars: una band da guinness dei primati

I Cramps hanno costruito la loro carriera setacciando una miriade di registrazioni stravaganti del rock’n’roll dei primordi, per poi farsene ispirare o per rileggerle in chiave nuova. Alcuni grandi artisti invece sono partiti, nell'elaborazione di una parte particolare della loro produzione o dell’intera proposta musicale, dall'ascolto di un solo oscuro 45 giri degli anni ’50. Pensiamo a quanto abbia contato “I Need A Hundred Dollars” di One String Sam per Captain Beefheart , “The Beat Generation" di Bob McFadden per Richard Hell e “Cherokee Dance” di Bob Landers e Willie Joe Duncan per Mark Sandman. Il primo brano ha ispirato a Beefheart uno dei suoi dieci comandamenti per i chitarristi; il secondo ha rappresentato lo spunto per Richard Hell nella composizione del manifesto punk, “Blank Generation”; il terzo ha spinto Mark Sandman ad impiegare un basso con una sola corda al debutto con i Morphine. “Ich-I-Bon #1/Cool and Crazy”, l’unico singolo dell’oscuro gruppo Nick & the Jaguars, è invece una registrazione importante per i Gories. Anche se la cover di “Ich-I-Bon #1” viene posta sul lato B rispetto a “To Find Out” dei Keggs nel 45 giri tributo alle due band di Detroit, sembra che Mick CollinsDan Kroha e Peggy O'Neill siano maggiormente debitori a Nick & the Jaguars. I Gories, come i Cramps, non hanno di certo difettato in passione per gli archivi, scovando decine di band oscure della stagione d'oro del surf e del garage, di cui effettuano cover o si lasciano influenzare. Ma i motivi dell’originalità della proposta di Nick & the Jaguars sono numerosi e altrettanti sono i punti di contatto con la band di House Rockin'.

Nick & the Jaguars è la strana sigla di una band composta da tre studenti di Pontiac, sobborgo di Detroit, a fine anni ‘50. Prima di scegliersi il nome definitivo, svolgono il ruolo di backing band per i Ferros, band vocale, in "Come Home My Love/Tough Cat" e incidono un 45 giri di rockabilly strumentale a nome Biscaynes, "Mis-Beat/Out Of Order". Il doo wop di "Come Home My Love", il  rock’n’roll di "Tough Cat" e i due strumentali rockabilly dei Biscaynes, con chitarra e  sax in prima fila, non spiccano certo per bellezza e originalità. Ma per quello che riguarda il singolo a nome Nick & the Jaguars il discorso cambia e cambia pure la musica. Il Nick della ragione sociale è Nick Ferro, il batterista, e i due “giaguari” sono i chitarristi Marvin Weyer, probabilmente alla solista, e Johnny Ferro, fratello del leader e compositore dei brani. Ci troviamo quindi al cospetto di una formazione senza basso ma con due chitarre oltre alle percussioni. Hound Dog Taylor & The Houserockers, il trio blues che solitamente viene citato come primo esperimento di band con due chitarre senza basso, esordirà su disco più di dieci anni dopo. La stessa tipologia di formazione verrà adottata, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, proprio dai Gories e dalla Jon Spencer Blues Explosion. Ma sembra che a Nick & the Jaguars spetti il primato di questo power trio suis generis. Non è l’unico record: è la prima band bianca che pubblica per la Tamla, la casa discografica della black music. E il curriculum da guinness non si esaurisce qui: “Ich-I-Bon #1 è uno dei primi brani surf ad essere dato alle stampe, prima ancora che Dick Dale delinei il suo stile inconfondibile. 

Il lato A, “Ich-I-Bon #1”, si apre con il titolo del componimento, “numero uno”, urlato dai membri della band in giapponese e in inglese. E di questa scelta non si hanno spiegazioni plausibili se si eccettua il vago sapore orientale del pezzo. La band si avventura poi in uno strumentale surfeggiante con una chitarra squillante ad intessere la melodia e l’altra cavernosa a sostituire il basso. Il lato B, “Cool and Crazy”, vede invece la chitarra ritmica più in evidenza mandare a saturazione l’ampli e la chitarra solista inserirsi successivamente a disegnare uno standard blues, strutturalmente convenzionale. In entrambi i brani la ritmica della batteria è scarna e sostenuta dal battimani, ma in “Ich-I-Bon #1” Nick effettua un vistoso cambio di velocità: dopo un introduzione lenta, preme il pedale dell'acceleratore. Il singolo sembra una vera e propria eccentricità nel catalogo r’n’b e soul della Tamla e, forse in virtù della sua stranezza, Berry Gordy, o chi per lui, decide di identificare il vinile con una numerazione a sé stante, che inizia e finisce con quella pubblicazione. In realtà i due brani non sono incisi sotto la supervisione della casa discografica ma sono stati registrati in precedenza e proposti alla Tamla, come un prodotto già confezionato. Pare sia stato Gus Ferro, padre dei due ragazzi, il gancio con i produttori. In ogni modo il disco non entrerà in classifica, non sarà seguito da nessun altra uscita per la Tamla e Nick & the Jaguars non otterranno il contratto per la Motown. La loro carriera come band finisce quindi tristemente con il loro disco d’esordio. Ma, come abbiamo visto, la loro formula farà proseliti.

 

 

 

Il 45 giri “Ich-I-Bon #1/Cool and Crazy” di Nick & the Jaguars viene pubblicato dalla Tamla nel 1959 e ristampato su vinile dalla Third Man Records nel 2015. La particolarità della stampa originale è data dal fatto che il singolo, identificato con la cifra 5501, viene pubblicato secondo una numerazione particolare, iniziata e terminata con questo prodotto. Il gruppo ha svolto anche il ruolo di backing band per i Ferros in "Come Home My Love/Tough Cat" del 1958 per la Fortune Records: doo wop il lato A e rock’n’roll il lato B. Ha pubblicato poi a nome Biscaynes un 45 giri per la Ridge Records: "Mis-Beat/Out Of Order" del 1959, due strumentali rockabilly con saxofono. L’unico componente della band che sembra aver continuato ad occuparsi di musica, come chitarrista rockabilly, è Marvin Weyer. I Gories registrano la cover di “Ich-I-Bon #1”, trasformando il titolo in “Ichiban” come lato B di “To Find Out” dei Keggs. Il singolo dei Gories è pubblicato dalla Giant Claw nel 1992 e nello stesso anno la cover di Nick & the Jaguars compare nel terzo disco della band, Outta Here, per la Crypt Records.

 

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