Nesta Kerin Crain: un viaggio spirituale verso l'estremo oriente a colpi di gong

Nesta Kerin Crain: un viaggio spirituale verso l'estremo oriente a colpi di gong

Tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70, il gamelan, la musica percussiva indonesiana, colpisce l’immaginario di molti artisti americani. Musicisti diversi tra loro come John Cage e Harry Partch, John Fahey e Don Cherry risultano influenzati dall’orchestra di gong dell’estremo oriente. Il piano preparato di Cage e gli strumenti autocostruiti di Partch, i collage sonoro di Fahey e le contaminazioni etniche di Cherry risentono infatti della tradizione musicale dell’altro capo del pianeta. Anche i minimalisti, da Steve Reich a Philip Glass, restano affascinati dal gamelan e fanno propri alcuni elementi di quella lontana cultura. In un ambito di ricerca affine si inserisce l’esperienza della misconosciuta percussionista Nesta Kerin Crain, esperta suonatrice di gong. L’artista inizia l’incisione del suo primo e unico LP LP Gongs - An Audio-Mystical Trip to the Orient, nell’anno in cui La Monte Young e Marian Zazeela danno alle stampe l’album per gong soprannominato The Black Record e porta a termine il lavoro nell’anno in cui Rhys Chatham compone la pièce minimalista Two Gongs.

Nesta Kerin Crain, nel suo personalissimo percorso musicale, si ispira alla tradizione tibetana e non al gamelan indonesiano, come gran parte dei suoi colleghi. Il disco Gongs - An Audio-Mystical Trip to the Orient, pubblicato a regime di autoproduzione nel 1971, rappresenta non solo la sua opera principale ma l’unico lascito della sua sparuta produzione. L’evocativo lavoro si colloca a metà strada tra l’eccentricità di Moondog e Partch e la ripetitività di Chatham e Young/Zazeela e riesce a ritagliarsi uno spazio nella preistoria della new age. Il sottotitolo del disco “An Excellent Aid For Meditation” esplica con chiarezza la finalità dell’incisione: il raggiungimento della calma spirituale necessaria alla meditazione. Gongs viene registrato tra il 1969 e il 1970 presso il Temple of the New Dawn di New York, un’associazione religiosa collegata al Philosophical Research Society, centro studi fondato dall’esoterista Manly Palmer Hall a Los Angeles. La Crain, per l’occasione, si giova dell’aiuto delle assistenti Doris Herzog e Janet Morriale, e della direzione tecnica di Richard Bruce Morriale.

Proprio due dei suoi collaboratori, Richard Bruce e Janet Morriale, sono responsabili di un altro LP misterioso: l’album per chitarra e voce a tema mistico Original Philosophical Songs Of Brotherhood & Spirituality del 1969, ristampato lo stesso anno a nome Dick & Jan come Soul of the Sixties, con sei brani aggiuntivi. L’esperimento di Bruce e Morriale non si configura come un caso isolato. In quel periodo artisti affermati come Jeremy Spencer dei Fleetwood Mac e Pete Townshend degli Who realizzano album devozionali per la propria setta o il proprio guru. Tra la fine dei ‘60 e l’inizio dei ‘70, sulla scia del movimento hippie, la spiritualità pervade gran parte della scena musicale, da John Coltrane a Terry Riley passando per George Harrison. In questo contesto culturale va collocata la pubblicazione di Gongs di Nesta Kerin Crain, un’opera scarna e affascinante, mistica e minimale. La musica della Crain, tra suoni gravi e scampanellii acuti, accompagna l’ascoltatore in un viaggio virtuale verso l’estremo oriente e al contempo lo spinge ad affrontare un percorso spirituale dentro se stesso.

Nesta Kerin Crain ‎probabilmente realizza il nastro Lost Gongs nel 1969 ma i vaghi dati dell’incisione vengono riportati solo da rateyourmusic. Pubblica l’LP Gongs - An Audio-Mystical Trip to the Orient nel 1971 e dà alle stampe un 45 giri dimostrativo “The Story & Magic of the Gongs”, non datato. Il vero nome del The Black Album di La Monte Young e Marian Zazeela del 1972 è  31 VII 69 10:26 - 10:49 PM / 23 VIII 64 2:50:45 - 3:11 AM The Volga Delta.

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