James Rosenquist e la serie di opere dedicata ai chiodi

James Rosenquist e la serie di opere dedicata ai chiodi

Nel tentativo di reazione nei confronti dell'espressionismo astratto di Jackson Pollock, i New Dada Jasper JohnsRobert Rauschenberg e Jim Dine si ricollegano all'esperienza Dada e pongono al centro della creazione l'oggetto. I combine painitngs e le sculture a tema oggettuale si allontano però dall'elaborazione concettuale del ready-made di Marcel Duchamp per approdare ad una versione estetizzante del duchampismo. Le sculture metalliche raffiguranti le lattine Ballantine di Johns o gli assemblage con elementi pittorici di Johns, Rauschenberg e Dine non hanno tanto a che fare con la scelta, la firma e l'esposizione di un solo manufatto quanto con la creazione del "Merzabu" da parte di Kurt SchwittersLe opere neodadaiste consistono perlopiù in agglomerati di arnesi di varia natura, accostati ad interventi pittorici. Se il movimento New Dada reintroduce la tematica dell'oggetto all'interno della sfera dell'arte tradizionale, la corrente della Pop Art torna di fatto alla produzione bidimensionale, sfornando quadri raffiguranti oggetti. 

Andy Warhol, il pittore simbolo del nuovo corso, si concentra su prodotti specifici come le lattine di Coca-Cola, le confezioni della Brillo o le lattine di zuppa Campbell. Gli articoli del supermarket diventano quindi soggetti delle serigrafie, esattamente come i volti di celebrità del mondo dello spettacolo, o modelli per sculture iper-realiste come gli scatoloni di detersivo. Il ripiegamento della rivoluzione dada nel mondo classico dell'estetica è quindi ancora più avanzato. Viene mantenuta parte della freddezza di Duchamp, nella selezione degli oggetti da innalzare ad opere d'arte, grazie all'impiego del metodo serigrafico e del lavoro d'equipe alla Factory. Più vicino al realismo pop di Tom Wesselmann e di Allan D'Arcangelo rispetto alla proposta para-concettuale di  Robert Indiana e Ed Ruscha, James Rosenquist realizza tele importanti sia a soggetto umano sia a tema inanimato. I volti di John Kennedy e Joan Crawford, la guerra in Vietnam e cinema di Hollywood, gli spaghetti e i rossetti sono alcuni dei protagonisti principali dei quadri di Rosenquist.

Dal 1972 al 1975, James Rosenquist realizza una serie di opere raffiguranti chiodi: dipinti ad olio o serigrafati, colorati o in bianco e nero, i piccoli oggetti metallici sono sempre raggruppati in blocchi da cinque, replicati più volte in posizioni simili. Molto spesso su quattro chiodi posti verticalmente è appoggiato un quinto in diagonale, con la capocchia in alto a destra, la punta in basso a sinistra e il gambo a sovrapporsi trasversalmente sugli altri. Talvolta questo particolare ordine, ispirato ad una fotografia ritagliata da un giornale, viene minimamente sovvertito, per generare piccole varianti o radicalmente mutato, per creare forme inedite. In "Ten Days" del 1973 invece i cinque chiodi, posti nella posa standard, sono accostati da altrettante forcine per capelli, collocate nella medesima sequenza, mentre in "Pulling Out" del 1972 la testa di un martello sovrasta l'immagine. Il soggetto tornerà ciclicamente nell'opera di Rosenquist, rappresentando allo stesso tempo un tema ideale e uno schema visivo, da riproporre e alterare in nuovi contesti figurativi. 

 

 

 

La serie di opere, pittoriche e serigrafiche, con i chiodi come soggetto vengono realizzate da James Rosenquist tra il 1972 e il 1975.

 

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