My Love: Paul McCartney cerca di realizzare la sua Something

My Love: Paul McCartney cerca di realizzare la sua Something

George Harrison ha sempre lamentato un trattamento di sfavore nei Beatles, per quanto riguarda lo spazio e la cura riservate in studio e su vinile alle proprie canzoni. Ad Harrison viene concesso poco tempo per incidere i suoi brani e pochi solchi per ospitarli sugli LP. Include una o due composizioni ad album per arrivare alle tre tracce di Revolver e alle quattro del White Album. Lo spessore creativo di George aumenta con più lentezza rispetto a quello dei precoci compagni e solo nella seconda metà degli anni '60 la sua maturità autoriale giunge a compimento. Proprio durante le sedute del doppio album bianco, Harrison scrive e incide una prima versione di "Something", ispirandosi alla prima strofa di "Something in the Way She Moves" di James Taylor e pensando alla voce di Ray CharlesHarrison dapprima vuole assegnare il pezzo a Jackie Lomax e poi opta per Joe Cocker. Prova a registrare la canzone con i Beatles, durante le turbolenti sessions di Get Back, pensa di pubblicarla in un album da solista e infine ripropone la canzone per Abbey Road: in quel contesto, per la prima volta, il brano viene trattato come un episodio maggiore, si giova di decine di esecuzioni e arriva ad occupare il posto di prestigio sul lato A di un 45 giri. 

Per John Lennon, "Something" è la canzone migliore di Abbey Road, per Paul McCartney è la canzone migliore in assoluto di George HarrisonMcCartney, colpito particolarmente dalla raffinatezza di "Something" di Harrison, cerca di replicare all'amico con "My Love". Come "Something" in Abbey Road, "My Love" in Red Rose Speedway si colloca sul primo lato, come seconda traccia, e come il brano di Harrison si caratterizza per un arrangiamento di archi e la preminenza della chitarra elettrica. "My Love" viene incisa nel 1973, in una serie di take, dal vivo con l'orchestra diretta da Richard Hewson, lasciando a Henry McCullough il privilegio di improvvisare l'assolo chitarristico. Per il resto Paul si concentra al piano e alla voce, sorretto da Denny Laine al basso, Denny Seiwell alla batteria e Linda ai cori. Al contrario, "Something" eseguita anch'essa numerose volte dai Beatles al completo con Billy Preston all'hammond, si giova della duplice sovraincisione della sezione orchestrale approntata da George Martin e dello stesso contributo di Harrison. A prescindere dal metodo di registrazione, "My Love" è una buona composizione, vittima però di un melodismo stucchevole lontano dallo splendore assoluto di "Something".

Per il resto, il tentativo malriuscito di risposta a "Something", si colloca in una sorta di replica sfortunata di Abbey Road. Il McCartney solista, in compagnia di Linda o degli Wings, alterna album con semplici canzoni registrate in modo spartano, a progetti più elaborati, con brani collegati tra loro senza soluzione di continuità. E così a McCartney segue Ram e a Wild Life succede Red Rose Speedway: mentre i primi due dischi in solitaria risultano validi ed efficaci, la coppia di album degli Wings mostra difetti e incertezze. Se la rozzezza di Wild Life amplifica l'assenza di qualità compositiva, la complessità di Red Rose Speedway non riesce ad arginare la pochezza creativa. Come in Abbey Road, nel secondo capitolo della saga degli Wings, si affianca ad un primo lato di canzoni, un secondo con un medley di brani frammentari fusi assieme. L'operazione non va in porto con successo e non si rinverdiscono i vecchi fasti ma si offre una prova confusionaria e autoindulgente, costruita in maggioranza da pezzi anonimi e scialbi, con qualche modesta eccezione. Il "Medley" finale è, senza dubbio, l'episodio paradigmatico di un'involuzione artistica superata soltanto a fine anno con Band on the Run, l'album più blasonato degli Wings

 

 

 

"My Love" viene pubblicata nel 1973 su Red Rose Speedway e su 45, con "The Mess" sul lato B, a nome Paul McCartney & Wings

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