La mozzarella in carrozza di Gino De Dominicis

La mozzarella in carrozza di Gino De Dominicis

In occasione della mostra collettiva alla galleria L'Attico di Roma nel 1970, Gino De Dominicis partecipa con una strana opera: Mozzarella in carrozza. Non si tratta del tipico antipasto napoletano, con il latticino in mezzo a due fette di pane, ma di una mozzarella appoggiata sui lussuosi sedili di un'antica carrozza. Il gioco di parole tridimensionale è di per sé spiazzante: un'espressione metaforica per designare una ricetta tradizionale viene presa alla lettera e trasformata in realtà fisica. La stramba installazione porta con sé, però, anche un secondo significato più profondo e meno scontato. 

Mozzarella in carrozza consiste in una presa in giro degli artisti di ambito concettuale, così in voga all'epoca. Tra gli eredi ortodossi di Marcel Duchamp, nel corso del dopoguerra, si è diffusa l'idea che il contenitore espositivo, galleristico o museale, abbia maggior peso della qualità tecnica della singola opera. Qualsiasi oggetto collocato su un piedistallo in una sala aperta al pubblico, diventa un'opera d'arte a prescindere da ogni altro tipo di valutazione. De Dominicis, pur figlio della provocazione duchampiana, si prende gioco dei colleghi che hanno reso innocua la rivoluzione del ready made. 

Una mozzarella, infatti, pur essendo appoggiata sull'elegante sedile di una raffinata carrozza, resta un umile e banale alimento. Per analogia, molti oggetti, considerati artistici in virtù della prassi duchampiana della firma, non sono, in realtà, che semplici manufatti industriali o artigianali. Il titolo Mozzarella in carrozza è quindi allo stesso tempo un calembour e una descrizione oggettiva e didascalica, come consueto nella produzione di De Dominicis. L'immediata e superficiale allusione all'alimento, lascia spazio quindi ad una più ironica e radicale beffa nei confronti del concettualismo imperante. 

Nello stesso periodo, Marcel Broodthaers conduce, da un differente punto di vista, una riflessione sullo stesso tema con il suo Musée d’Art Moderne, Département des Aigles. L'artista belga nel 1968 ha aperto a Bruxelles un museo fittizio proprio per ragionare sul rapporto tra opera e mondo espositivo: non è più l'artista a tramutare un arnese comune in un capolavoro estetico ma un ente museale, complesso e articolato, ad innalzare il valore monetario e spirituale di una serie di manufatti. Due artisti diversissimi per lingua, cultura e personalità, riflettono quindi sullo stesso tema nel medesimo periodo. 

L'obiettivo ironico primario di De Dominicis è però del tutto estraneo a Broodthaers: l'Arte Povera. Gino si trova a muoversi, nella seconda metà degli anni '60, in un ambiente artistico progressivamente dominato dagli esponenti della corrente artistica appoggiata dal critico Germano Celant. L'utilizzo della mozzarella come materia umile e degradabile è quindi una parodia dell'impiego di lattuga, fieno o terra da parte dei poveristi. Ancora più evidente l'altra installazione di De Dominicis dello stesso anno: Zodiaco. In questo caso rende concreti i dodici segni zodiacali, con oggetti, animali e persone fisiche. 

Nella stessa galleria l'anno prima Jannis Kounellis aveva legato dodici cavalli nel celebre evento Senza titolo, trasformando la sala espositiva in una stalla e al contempo innalzando ad opera d'arte dodici animali. De Dominicis, al contrario, declassa simboli metaforici a realtà materiali, facendo scendere dal cielo le allegorie astrologiche e trasformandole in esseri viventi e oggetti inanimati. Se in Mozzarella in carrozza, nel più canonico stile parodico, si muove nella stessa direzione della prassi poverista, in Zodiaco il procedimento impiegato dall'autore è l'esatto contrario di quello sbeffeggiato.

 

 

 

Gino De Dominicis realizza Mozzarella in carrozza, con una vera mozzarella e una vera carrozza, nel 1970 nell'ambito della mostra collettiva alla galleria L'Attico di Roma.

Le banconote astratte di Bruce Conner

Le banconote astratte di Bruce Conner

Gino De Dominicis firma la palla nell'attimo in cui rimbalza

Gino De Dominicis firma la palla nell'attimo in cui rimbalza