Jeu de Marseille: i tarocchi dei surrealisti

Jeu de Marseille: i tarocchi dei surrealisti

In fuga dai nazisti e dai collaborazionisti, un gruppo di surrealisti si ritrova a Marsiglia, prima di riuscire ad espatriare in America. E' il 1941 e per ingannare il tempo André Breton e i suoi amici vanno spesso in un bar al porto vecchio della città, Au Brûleur de loups. Lì vedono alcune persone giocare ai tarocchi di Marsiglia e decidono di realizzarne una loro versione: Jeu de Marseille. Nel Gioco di Marsiglia i fanti lasciano il posto ai maghi, le regine alle sirene e i re ai geni. I 4 semi classici vengono sostituiti da ruote, serrature, fiamme e stelle, a simboleggiare rivoluzione, conoscenza, amore e sogno. Archiviati picche, fiori, cuori e denari vengono destituiti di potere anche i vertici della classica gerarchia, rimpiazzati da personaggi storici e letterari come Baudelaire, Freud o Alice, quella del paese delle meraviglie. Il jolly è il Pere Ubu di Alfred Jarry. L'idea è quella di ribaltare tutto, di rovesciare le regole del gioco, di contestare la realtà dalle fondamenta. Il sogno dei surrealisti è un'età dell'oro da declinare al futuro, con Charles Fourier come faro e motore a scoppio. Un'utopia purtroppo infranta. 

 

 

 

Il mazzo di carte Jeu de Marseille verrà pubblicato, a New York, nel 1943 sulla rivista "VVV." 

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