La Madonna che ride di Gino De Dominicis

La Madonna che ride di Gino De Dominicis

Massimo Troisi, in una famosa gag del film Scusate il ritardo, si lamenta del fatto che, durante le apparizioni, la Madonna pianga sempre e non rida mai. In fondo, sostiene il comico, se Maria ridesse si tratterebbe ugualmente di un fenomeno miracoloso. Nel sovvertire gli stereotipi della credenza popolare italiana e in special modo partenopea, Troisi riecheggia, consciamente o meno, un'opera alquanto dimenticata di Gino De Dominicis, personaggio solitario e irregolare. Dieci anni esatti prima della registrazione del film, l'artista produce una scultura che ritrae la madre di Gesù mentre sghignazza di gusto: Madonna che ride.

Nelle classiche statuette in gesso, solitamente la Maria Vergine viene ritratta con un'espressione triste o leggermente sorridente. Il riso della Madonna di De Dominicis invece non è pacato e rassicurante ma gioioso e dirompente. Per il resto, la riproduzione rispetta alla lettera l'iconografia tradizionale: il velo sul capo, le vesti bianche e celesti e le mani aperte. La statua Madonna che ride viene creata nel 1972 ed esposta proprio nella Napoli di Troisi alla Modern Art Agency di Lucio Amelio nel 1973. L'opera viene in seguito distrutta dallo stesso autore e da allora resta una foto a testimonianza della sua breve esistenza. 

La polaroid Opera unica–Unica immagine della statua inesistente, scattata sempre nel 1973, è quindi oggi la sola creazione artistica sul tema a firma De Dominicis. Mai come in quest'opera l'ascendenza duchampiana si sente così marcata: la riflessione sul primato del concetto rispetto alla materia, con la distruzione della statua stessa, si unisce alla focalizzazione dell'artista su un prodotto di artigianato popolare, in qualche modo standard come un oggetto, creato ex novo ma idealmente modificato in un unico dettaglio. La Madonna di De Dominicis, a metà tra un "ready made rettificato" e una scultura convenzionale, è apparsa e scomparsa come per miracolo.

Un'immagine bidimensionale resta quindi a cristallizzare la risata della madre di Gesù, come solo certe foto in bianco e nero testimoniano la prima versione di alcuni "ready made" di Duchamp. Talvolta il maestro ha replicato nel corso degli anni gli originali perduti di oggetti come Fontana ma per quanto riguarda l'opera del 1919 Readymade Malheureux si è affidato alla sola documentazione fotografica. L'allievo De Dominicis segue quest'ultima strada e eterna così l'idea irriverente della Madonna sghignazzante grazie ad una semplice polaroid. L'apparizione è quindi oggetto di fede: si può credere o meno all'artista e alla sua prova. 

 

 

 

Gino De Dominicis realizza nel 1972 la statua in gesso Madonna che ride. A seguito della sua distruzione per mano dell'autore stesso, resta una foto a documentazione della stessa: Opera unica–Unica immagine della statua inesistente, datata 1973. 

Gino De Dominicis firma la palla nell'attimo in cui rimbalza

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Gino De Dominicis prova a volare e a formare quadrati nell'acqua

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