Loup (1st Indian on the Moon): Paul McCartney tra Pink Floyd e Shadows

Loup (1st Indian on the Moon): Paul McCartney tra Pink Floyd e Shadows

Nel 1973 Paul McCartney realizza Red Rose Speedway il suo quarto album da solista, il secondo accompagnato dagli Wings, con Henry McCullough in formazione assieme a LindaDenny Laine e Denny Seiwell. Fino a quel momento non è riuscito ad ottenere l'approvazione della critica e neppure il successo sperato: ha piazzato nelle posizioni alte della classifica sia singoli che LP ma senza il trionfo epocale facilmente preventivabile. McCartney e Ram, a posteriori le opere maggiori di Paul, sembrano all'epoca incarnare i vizi antitetici dell'ex Beatles: troppo sfilacciato e dimesso il primo, troppo artificioso e oleografico il secondo. Wild Life, il primo capitolo della saga degli Wings, rappresenta invece un fallimento sotto tutti i punti di vista: modesto dal punto di vista compositivo e trasandato sotto l'aspetto degli arrangiamenti viene stroncato dai giornalisti e snobbato dai fan. Non è un caso quindi se all'anonima copertina di gruppo di Wild Life, accreditato ai soli WIngs, fa seguito un disco a firma Paul McCartney & Wings, con il volto di Macca in primo piano nell'artwork dell'artista pop Edouardo Paolozzi

Purtroppo neanche Red Rose Speedway riesce a mettere d'accordo critica e pubblico e rappresenta un nuovo passo falso: ottiene successo grazie al singolo romantico e sdolcinato "My Love" ma non contiene nient'altro di enorme valore. Alcuni episodi buoni, perlopiù pescati tra gli scarti di Ram, in mezzo a brani minori, composti per l'occasione. Delude soprattutto il meddley finale che impallidisce in confronto al collage analogo di Abbey Road ma anche rispetto alla costruzione di Ram. Il progetto, inizialmente pensato come album doppio e ridimensionato per volere della casa discografica, viene minato soprattutto dall'auotoindulgenza verso il materiale scarso, dall'inconcludenza delle jam e dall'uso massiccio di marijuana. A differenza di Wild Life, scritto e registrato di getto e frutto di una complessiva sciatteria, Red Rose Speedway risulta più curato nella forma e nel contenuto, ma privo della qualità dell'ingombrante passato. Se le ballate pop sono sempre più diabetiche, i pezzi rock scarseggiano e progressivamente perdono la freschezza lo-fi dei primi giorni da solista per approdare ad un dolciastro power-pop. 

All'interno di un LP alquanto malriuscito, brilla l'idea di "Loup (1st Indian on the Moon)", l'unico strumentale del lotto. Paul si è già sbizzarrito nel primo album in ben cinque brani senza cantato e nell'approcciare il genere, fin dall'esordio sembra ricollegarsi almeno in parte alla produzione delle band rock'n'roll e surf di fine '50 e inizio '60. All'epoca della gavetta prima e del debutto poi, i Beatles non solo si confrontano con i grandi rocker come Elvis Presley e Buddy Holly, Chuck Berry e Bo Diddley ma anche con band e solisti dediti alla musica strumentale. Tra il '57 e il '63 molti artisti incidono brevi brani, di circa due minuti di durata, privi di intervento vocale. Il rock'n'roll strumentale di Link Wray apre le danze e ispira il surf americano dei Ventures e il rock inglese degli Shadows. Proprio ad un membro della band di accompagnamento di Cliff Richard, i primi Beatles dedicano un brano senza testo: "Cry For a Shadow". Scritto da John Lennon e George Harrison ha come controparte un buon numero di strumentali composti tra il '58 e il '59 individualmente o in coppia da Lennon e McCartney.

Se "Winston's Walk" e "Looking Glass" sembrano essere principalmente di Lennon, "Cayenne", "Catswalk" e "Hot As Sun" sono frutto della creatività di McCartney. Nel tentativo di tornare alle origini, attuato durante il burrascoso progetto di Get Back/Let It Be i Beatles provano molte canzoni del primo periodo, alcuni brani rimasti nei cassetti come "One After 909", finito poi sul disco definitivo, e alcuni pezzi di successo come "Please Please Me" e "Love Me Do". L'intenzione è quella di liberarsi di orpelli e fronzoli e ritrovare la spontaneità dei giorni giovanili, incidendo in presa diretta tracce semplici. La pianificazione del lavoro, prima viene sospesa e poi sbaragliata dall'abbandono di Paul e dal rimaneggiamento dei nastri da parte di Phil Spector. Ma durante le disordinate sessions vengono ripresi in mano due strumentali, "Cayenne" e "Hot As Sun" e si accenna brevemente a "Castwalk". Nelle registrazioni restano poi gli scambi di battute tra John e Paul che cercano invano di ricordarsi "Winston's Walk" e "Looking Glass", le due composizioni lennoniane cadute nell'oblio. 

Tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, il mondo giovanile si vede diviso tra l'amore per il mare e la passione per le macchine. L'immaginario adolescenziale dell'epoca, al netto dell'eterna attrazione per il mondo femminile, sembra attraversato da tavole da surf e automobili hot rod. Eppure in ambito discografico tra le tematiche principali spadroneggiano anche la cultura degli indiani d'America e la corsa allo spazio. E così a band dal nome evocativo come Astronauts e Spacemen si accostano brani dai titoli etnici come "Swanee" e "Comanche". I ritmi delle danze dei nativi americani si coniugano così alle atmosfere siderali, i riti di guerra dei pellerossa si sposano alle spedizioni missilistiche. Se gli Shadows vantano come maggior successo il pezzo "Apache", i Tornados, raggiungono la vetta della classifica con "Telstar". Il panorama dell'epoca, popolato di popoli selvaggi e satelliti artificiali torna prepotentemente in "Loup (1st Indian on the Moon)" attraverso l'operazione di recupero del passato di Get Back/Let It Be, in parte tracimata nel primo lavoro solista di Paul.

Lo sguardo indietro lanciato da Lennon e McCartney è devastante. I Beatles non riescono a tornare indietro per ripartire ma accelerano le forze disgregatrici. Cercando di andare a ritroso nel tempo dal 1969 al periodo di Liverpool e Amburgo, i Fab Four si confrontano con ambizioni e delusioni, trionfi e miserie e amplificano così i motivi di divergenza. Lo scavo attuato da John e Paul, in compagnia abbastanza defilata di George è Ringo, è una ricerca più psicologica che archivistica. Con l'uscita di Paul dalla band, John consegna a Phil Spector il materiale proprio per sconfessare l'idea del ritorno all'origine e dare alle stampe qualcosa di totalmente diverso rispetto ad un progetto revivalistico. L'apertura dei cassetti induce Lennon e McCartney a dare vita a progetti solisti con punti di contatto e motivi di distanza: entrambi inizialmente alternano un album più spartano ad uno più prodotto. E così ai ruspanti McCartney e Plastic Ono Band seguono i curati Ram e Imagine, nonostante Lennon resti più legato alla forma canzone e McCartney si dedichi anche a strumentali e medley.

Lennon, in Plastic Ono Band, interpreta la vocazione alla semplicità della pianificazione originale di Get Back, come un mezzo efficace per far emergere in musica i traumi infantili e le paure ataviche. Il suono spettrale dell'esordio viene controbilanciato dalla sontuosità di Imagine, l'album che tratteggia utopie future e attacca le storture contemporanee. Tra le storture si annovera il povero Paul, oggetto di strali in "How Do You Sleep?" per motivi umani ed artistici. Sorvolando sulle ragioni intime, John non apprezza la tendenza al pop zuccherino e alla artificiosità strutturale del collega. Se McCartney infatti sviluppa la semplicità del mancato Get Back verso la creazione di bozzetti talvolta acquarellati, Ram si ricollega al secondo lato di Abbey Road, l'episodio più complesso e ambizioso dai tempi del Sgt. Pepper. Non è un caso quindi se il maggior numero di strumentali si contino sul primo album, figlio della delusione per la fine della band e del naufragio del progetto finale: "Valentine Day", "Hot as Sun/Glasses", "Momma Miss America", "Singalong Junk" e "Kreen - Akrore".

In realtà i brani senza cantato non sono cinque ma sette perché "Hot as Sun/Glasses" e "Momma Miss America" sono composti da due pezzi a testa. "Valentine Day" e la seconda parte di "Momma Miss America" in linea con "Oo You", la canzone più sporca e grezza del disco inizialmente strumentale, sono due tracce chitarristiche molto tese e tirate, in una sorta di aggiornamento della moda di dieci anni prima. La prima parte di "Momma Miss America" è retto da una tastiera incalzante mentre "Singalong Junk" è la versione acustica ed esotica di "Junk". "Hot as Sun" è invece il vecchio strumentale dei Beatles, con chitarra acustica e organo a tratteggiare un'atmosfera polinesiana.  "Glasses" è costituita da un breve ed astratto di musica ambientale e un minuscolo brandello di "Suicide", altro pezzo d'archivio, datato 1956, uno dei tanti brani di inizio carriera reincisi nelle Get Back sessions e reintrepretato da Paul per l'album di debutto. "Kreen - Akrore" infine è un'improvvisazione tribalista ispirata ad una popolazione amazzonica che per la prima volta rispolvera la tematica dei nativi americani.

Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, la nuova generazione sembra distante anni luce dalle mode di dieci anni prima. Lontani i giubbotti di cuoio e i ciuffi impomatati, ma anche le canzoni breve e incisive del primo rock'n'roll. Con la nascita della psichedelia, la musica pop si è complicata, ha visto aumentare a dismisura la durata dei brani e ha inglobato influenze etniche, elettroniche e avanguardiste. Il 45 giri ha perso importanza rispetto all'LP e nel complesso si è iniziato a concedere più attenzione alle composizioni lunghe e dilatate, costruite secondo architetture strutturali impensabili nel decennio precedente. Artisti diversi tra loro come Tim Buckley e David Bowie, Jimi Hendrix e Marc Bolan, Sun Ra e Moondog fanno ampi riferimenti alla tematica spaziale nei propri lavori. Se i Funkadelic uniscono il vagheggiamento astrale al groove funk, i Gong traghettano il la pulsione interstellare in area canterburiana. Sono Hawkwind e Pink Floyd invece a codificare il genere dello space-rock, una musica affine al prog con allusioni fantascientifiche nelle liriche e nei suoni. 

In questo ambito i ruoli determinanti vengono interpretati da due figure particolari: Joe Meek e Syd Barrett. L'eccentrico produttore, alla fine degli anni '50, incide con i Blue Men I Hear a New World disco di space age pop ante-litteram e primo Ep a tema della storia. Il geniale chitarrista, a metà degli anni '60, fonda i Pink Floyd e determina la svolta dal blues dei primi giorni al rock cosmico, ben incarnato da The Piper at the Gates of Dawn e dai grandiosi singoli di contorno. Meek è responsabile della produzione di "Telstar", mentre Barrett è artefice non solo del debutto discografico della sua band ma anche delle atmosfere dei dischi successivi, così debitori al suo immaginario fantascientifico. Roger WatersRichard Wright, David Gilmour e Nick Mason, sviluppano la tematica testuale e sonora in un'altra direzione e con un'altra sensibilità, attraverso architetture più studiate e incisioni maggiormente curate. Attraverso una serie di dischi sperimentali e brani dilatati, i Pink Floyd arrivano nel 1973 a dare alle stampe The Dark Side of the Moon, il disco della consacrazione, fuori dal circuito underground. 

Durante la registrazione di Red Rose Speedway, Paul McCartney si trova a lavorare nello studio di Abbey Road accanto a quello impiegato dai Pink Floyd per il loro nuovo LP. Roger Waters e compagni vogliono registrare alcune interviste ad amici e collaboratori per avere ispirazioni e includere tracce parlate nell'album. Anche Paul e gli Wings partecipano a quest'operazione, ma il contributo dei coniugi McCartney viene considerato troppo artificioso: al contrario i Pink Floyd scelgono di inserire una risposta di Henry McCullough alla fine di "Money". La vicinanza con gli autori di The Dark Side of the Moon e la collaborazione con il loro ingegnere del suono Alan Parsons sicuramente influenzano "Loup (1st Indian on the Moon)". McCartney, diviso tra il ricordo di Shadows e Tornados, recupera lo stile strumentale del primo rock'n'roll nell'era più magniloquente del prog, e confeziona uno strumentale evocativo, retto da basso palpitante e chitarra acuminata, tastiera sognante e coro spettrale. Sul tappeto ritmico pellerossa si staglia un'atmosfera cosmica, così da conciliare i due ambiti teoricamente così lontani. 

 

 

 

Lo strumentale "Loup (1st Indian on the Moon)" viene pubblicato nel 1973 su Red Rose Speedway di Paul McCartney & Wings

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