La lampadina nell'arte concettuale

La lampadina nell'arte concettuale

Nel corso del ‘900 molti artisti hanno utilizzato il neon nelle loro opere: tra questi, Mario Merz, Maurizio Nannucci, Bruce Nauman, Dan Flavin, Pierpaolo Calzolari e Joseph Kosuth. Più recentemente Marco Lodola ha impiegato in maniera diffusa l’energia elettrica nei suoi quadri luminosi. Ma la lampadina è stata anche al centro di  proposte puramente concettuali, al netto dell’impiego del neon in ambito minimalista o per la creazione di parole tridimensionali e sgargianti. Ben Vautier nel 1962 firma una lampadina collegata alla presa: Light Bulb. Robert Morris nel 1963, con Metered Bulb, è autore di un’opera tautologica e ridondante: una lampadina illumina un contatore che segna il consumo della lampadina stessa. Alighiero Boetti nel 1966 crea Lampada annuale, una lampadina che si accende una sola volta all'anno. Nel 1973 Bob Watts realizza un kit, il Light Flux Kit, con lampadina e presa. Diverse invece opere come Light Bulb di Jasper Johns, realizzate in molte versioni dal 1958 in poi ma consistenti in sculture metalliche ad imitare la forma dell'oggetto. La lampadina, simbolo della trovata creativa nell'immaginario fumettistico, ha ispirato non poco gli artisti concettuali di Fluxus e similia.

 

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