Kreen-Akrore: Paul McCartney si schiera dalla parte della tribù amazzonica

Kreen-Akrore: Paul McCartney si schiera dalla parte della tribù amazzonica

Una sera, nel triste periodo che porterà allo scioglimento dei Beatles, Paul McCartney guarda in tv, un documentario su una tribù del Brasile: The Tribe That Hides From ManLa popolazione selvaggia vive nella foresta amazzonica, si chiama Kreen-Akrore ed è osteggiata dall'uomo bianco. Il giorno dopo Paul McCartney, evidentemente molto toccato dalla visione, si reca ai Morgan Studios sotto lo pseudonimo di Billy Martin e realizza una bozza di una traccia strumentale suonando le percussioni. Il suo tentativo è quello di rendere in musica una battuta di caccia della tribù. Alla ritmica primitiva, sovraincide, in un secondo tempo, chitarra, basso, piano, organo, versi di animali e rumori della foresta. Utilizza arco e freccia per rendere l'incisione più veritiera e rompe l'arma durante il tentativo. Accende il fuoco ma non ingloba il crepitio nella registrazione, limitandosi a registrare il rumore dei ramoscelli spezzati. Impiega poi le custodie degli strumenti come percussioni. Insieme a Linda provvede ai vocalizzi, talvolta ansimanti, e confeziona così il brano più strambo di un ex membro dei Beatles.

Pubblicata come lunga ultima traccia dell'esordio da solista, "Kreen-Akrore" non è l'unico strumentale del disco. Scritto e registrato in solitaria, in una dimensione domestica e dimessa dopo anni di clamori planetari, McCartney ha un fascino tutto suo, di opera minore e al contempo di LP ricco di stile ineguagliabile e di spunti interessanti. I brani acustici e appena abbozzati come "The Lovely Linda" si alternano a pezzi tirati ed elettrici come "Oo You" e a canzoni roboanti, da repertorio maggiore, come "Maybe I'm Amazed". In mezzo si contano altre quattro tracce strumentali, oltre al brano dedicato agli Indios, spesso improvvisate per provare il registratore casalingo Studer a quattro piste: “Valentine Day”, “Hot as Sun/Glasses”, “Momma Miss America” e “Singalong Junk”. In molti casi, McCartney gioca con la giustapposizione tra la dolcezza delle chitarra acustica e la sporcatura di quella elettrica su un tappeto ritmico essenziale e minimale. Nessuno dei pezzi però può vantare il carattere evocativo ed esotico di "Kreen-Akrore", che ancora oggi resta un piccolo esperimento dimenticato. 

É lontano da "Kreen-Akrore" il virtuosismo del Ginger Baker di "Toad" o del John Bonham di "Moby Dick", i due principali esempi di assolo di batteria del periodo. Meno distante invece la semplicità del Ringo di "The End". Paul, attanagliato dalla sua paradossale ma distintiva schizofrenia tra diabetico creatore di canzoni d'amore zuccherine, rude rocker da "buona la prima" e raffinato sperimentatore in sala d'incisione, riesce in questo caso a osare senza paura. Nel prosieguo immediato della sua carriera sfogherà la sua passione per l'avanguardia impiegando in modo massiccio la tecnica del collage. Ram e Band On the Run, le due opere maggiori di Macca, si giovano, a volte in modo eccessivo, dell'utilizzo creativo dei nastri, dell'impiego di dissolvenze incrociate e di una massiccia sovraproduzione. I brani si intersecano, vengono ripresi una seconda volta e spuntano all'improvviso nel bel mezzo di una traccia successiva. Quando il gioco riesce a dovere, si ritrova la perfezione formale di Abbey Road, quando il trucco è palese, svanisce la magia e si sconfina nella più artificiosa e stucchevole easy listening. 

In un episodio poco noto del suo disco minore del periodo, Red Rose Speedway, si ritrova almeno in parte la follia di "Kreen-Akrore". Il pezzo in questione, "Loup (1st Indian on the Moon)", è uno strumentale in qualche modo debitore a certe tracce dei Pink Floyd post-Barrett. Il basso pulsante e la chitarra pungente, la tastiera evanescente e il coro lugubre, delineano un panorama fantascientifico, un paesaggio lunare, come da titolo. Durante l'incisione di Red Rose Speedway negli stessi studi di Abbey Road i Pink Floyd stanno registrando The Dark Side of the Moon e Paul e Linda partecipano, pur in modo marginale, alle sessions dei colleghi. Ma a fianco dell'ispirazione intergalattica mutuata da Roger Waters e compagni, "Loup (1st Indian on the Moon)" conserva un elemento indiano, anch'esso citato nel nome della traccia: il brano incarna una sorta di versione siderale di "Kreen-Akrore", anche al netto degli effetti della giungla, così ancorata a terra. E questa lontana ascendenza pellerossa è alla lunga attribuibile a certi strumentali della seconda metà degli anni '50, influenzati dalla ritmica dei nativi americani.

 

 

 

Il documentario The Tribe That Hides From Man è realizzato da ATV e va in onda nel 1970 sul canale ITV. Paul McCartney pubblica l'album McCartney, con la traccia "Kreen-Akrore", sempre nel 1970.

 

 

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