"Saltare lo squalo": quando le serie tv e le saghe cinematografiche giocano la carta sbagliata

"Saltare lo squalo": quando le serie tv e le saghe cinematografiche giocano la carta sbagliata

Nel mondo dello spettacolo esiste un'espressione particolare per designare l'inizio della curva discendente di una serie tv o di una saga cinematografica: "Jumping the Shark". Cosa c'entra la strana immagine del salto di uno squalo con la perdita del successo di pubblico e la diminuzione della qualità del girato? La definizione, coniata da Sean J. Connolly e resa celebre da Jon Hein, nasce da un episodio della quinta serie di "Happy Days": Fonzie, un nuovo James Dean? parte terza. La famiglia Cunningham al completo, Potsie e Ralph Malph lasciano provvisoriamente Milwaukee per accompagnare Fonzie a Los Angeles. Qui Fonzie cerca di diventare una star di Hollywood e, nella puntata in questione, dimostra il proprio coraggio cimentandosi con lo sci d'acqua e saltando, per l'appunto, uno squalo. Il tutto indossando il proverbiale giubbotto di pelle.

Secondo la teoria chiamata "saltare lo squalo", raggiunto l'apice della celebrità, una serie tv non può che iniziare il declino e spesso, in quel delicato frangente, gli sceneggiatori, privi di idee valide e attanagliati dalle scadenze produttive, optano per espedienti narrativi implausibili. Questi patetici escamotage non fanno che dimostrare la crisi creativa degli autori e sancire l'allontanamento di una più cospicua fetta di ammiratori. Con la sequenza in cui Fonzie si dedica ad uno sport acquatico e sfida un animale pericoloso continuando ad indossare la sua classica giacca invernale, si sacrifica quindi la verosimiglianza. Ma c'è un altro elemento importante: la focalizzazione del racconto su un personaggio inizialmente comprimario. Fonzie da amico di Richie diventa infatti il protagonista. E anche questo cambio di prospettiva non giova alla tenuta del racconto. 

Per assurdo, in questo caso, l'eccentricità assegna al prodotto artistico una patina di mediocrità e invece di attirare l'attenzione, fa perdere consenso. Così Fonzie vestito da "Gioventù bruciata" nella California delle "Good Vibrations" durante l'anno del "No Future" genera spaesamento e delusione anche negli spettatori più affezionati. In verità la serie non si è interrotta dopo quella puntata e non ha visto un tracollo di ascolti ma ha smarrito appeal e credibilità. "Happy Days" piaceva ai più per la sua natura provinciale e domestica, confezionata ad hoc per innescare il rimpianto degli anni dell'innocenza. Lo sradicamento, pur provvisorio, dei protagonisti dal contesto rionale e familiare di Milwaukee, li sottrae all'Eden e all'età dell'oro. Emergono le contraddizioni e svanisce l'illusione. La trovata stravagante a volte è quindi più un colpo di coda che un colpo di genio. 

 

 

 

La serie "Happy Days" è andata in onda dal 1974 al 1984 su ABC. L'episodio nel quale Fonzie salta lo squalo è Hollywood: Part 3 del 1977. Sean J. Connolly inventa l'espressione "Jumping the Shark" nel 1985 e Jon Hein solo anni più tardi realizza il sito JumpTheShark.com per raccogliere i casi più clamorosi di espedienti narrativi implausibili. 

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