Jørgen Ingmann interpreta Apache e getta le fondamenta per l’apache beat dei Neu!

Jørgen Ingmann interpreta Apache e getta le fondamenta per l’apache beat dei Neu!

Jørgen Ingmann, nato a Copenaghen nel 1925, diventa, dagli anni ‘40 agli anni’70, uno dei musicisti più importanti della Danimarca. Nonostante si applichi con profitto allo studio di violino e pianoforte, Ingmann si dedica dapprima alla chitarra acustica e poi a quella elettrica. Ispirato da Charlie Christian e Les Paul, con il passare del tempo imbocca una strada intermedia tra il percorso battuto da Duane Eddy e la via intrapresa da Hank Marvin. In città frequenta il locale Blue Heaven del violinista Svend Asmussen e nel 1942 fonda l’Ingmann Quintet con i suoi amici Arne "Little Arne" Christensen al violino, Hans Henrik Ley alla chitarra, Arne Petersen al contrabbasso e "Bubi" alla batteria. Prima di dedicarsi dal 1953 in poi a una sequela di dischi strumentali a proprio nome, tra il 1944 e il 1945 si unisce brevemente alle orchestre di Roger Henrichsen e Bertrand Bech per poi entrare nel gruppo di Svend Asmussen. Con all’attivo una manciata di 45 giri, pubblicati nel biennio 1954-1955 e frutto della collaborazione con la vocalist Ulla-Britt Söderström, nel 1956 sposa la cantante Grethe Clemmensen e avvia con la sua compagna la seconda parte della sua carriera, che terminerà nel 1975 con il divorzio della coppia.

Tra gli esordi discografici nelle fila dell’orchestra di Svend Asmussen e la svolta commerciale in coppia con la moglie Grethe Ingmann, il chitarrista inanella una serie di album composti da scialbi strumentali, a metà strada tra l’easy listening e il rock’n’roll, tra la sonorizzazione filmica e la moda hawaiana. I brani, di volta in volta, influenzati dalla musica greca, slava, araba, giapponese, spagnola o italiana, oltre che dalla tradizione anglo-americana, sembrano semplici prodotti d’occasione privi di un particolare interesse estetico. Ingmann attinge con mancanza di coraggio dai repertori altrui e veste le canzoni dei colleghi con arrangiamenti consueti. Le sue innegabili doti tecniche non riescono a sopperire alla pochezza compositiva e il suo materiale sembra più una curiosità sociologica da contestualizzare che un tesoro artistico da riscoprire. Il chitarrista si giova però delle invenzioni dell’ingegnere Philip Foss dei Wifos Studios per quanto riguarda la registrazione in multitraccia e l’effetto del riverbero e si sbizzarrisce con le variazioni di velocità e l’effetto echo. Grazie a questa attenzione per la tecnologia, Ingmann si ritaglia un ruolo di una certa rilevanza tra i pionieri del rock sperimentale.

Il 45 giri “Apache/Echo Boogie” è allo stesso tempo il suo successo maggiore, sotto l’aspetto delle vendite, e la pubblicazione più rilevante, dal punto di vista artistico. In questa occasione Ingmann riesce a risultare fresco ed efficace, coraggioso e innovatore. La rilettura di “Apache”, strumentale scritto da Jerry Lordan e interpretato dagli Shadows, è significativa per l’impiego di un ritmo ossessivo e per l’inserimento di suoni elettronici di contorno. La parte percussiva, ispirata alla musica degli indiani d’America attraverso l’esempio degli Shadows e di Link Wray, è fonte di ispirazione primaria per il motorik dei Neu!, non a caso chiamato apache beat. Le innovazioni tecnologiche si sommano alle sonorità pellirossa e trasformano “Apache” in una sorta di precedente diretto del krautrock. “Echo Boogie” sfoggia invece, come anticipato dal titolo, la raffinata effettistica trasportando il boogie nei territori della psichedelia. Nel resto della sua produzione, Ingmann, equidistante dai toni bassi di Duane Eddy e dai suoni squillanti di Hank Marvin, non sconfina mai verso la distorsione in power chord di Link Wray e rimane ancorato ai classici standard del jazz e a certi stereotipi della muzak, senza approdare a uno stile originale.

Jørgen Ingmann pubblica il 45 giri “Apache/Echo Boogie” nel 1961.

Michael Rother scopre il bulbul tarang e traccia la strada verso oriente per Neu!, Cluster e Harmonia

Michael Rother scopre il bulbul tarang e traccia la strada verso oriente per Neu!, Cluster e Harmonia

Ti-Roro e Ti-Marcel suonano la percussioni voodoo di Haiti

Ti-Roro e Ti-Marcel suonano la percussioni voodoo di Haiti