Il naso di Dio: John Baldessari prima del rogo

Il naso di Dio: John Baldessari prima del rogo

John Baldessari nel 1970, nell'ambito dell'operazione concettuale Cremation Project, dà alle fiamme i pezzi della sua produzione pittorica rimasti all'epoca invenduti. Della sua prima fase, collocabile tra il 1953 e il 1966, restano intonse le opere acquistate da collezionisti o regalate ad amici, prima della cremazione. Tra questi rari lavori superstiti spicca God Nose del 1965, una rappresentazione pop del naso di Dio in mezzo ad un cielo terso. Passato alla storia per le sue opere d'arte concettuale, spesso frutto dell'accostamento di parole e immagini, e per le sue performance, sovente documentate da serie fotografiche, John Baldessari ha collaborato, con il rogo dei suoi quadri giovanili, a far calare l'oblio sulla sua prima parte di carriera. 

Per quanto il Cremation Project abbia rappresentato un tassello importante nel percorso di Baldessari e dell'arte concettuale tutta, è un vero peccato che siano andate distrutte per sempre tele simili a God Nose. Il dipinto, a campiture uniformi, mostra il naso di Dio, ritratto di tre quarti e sospeso nel cielo. La bianca porzione del volto divino sembra una fetta di torta alla panna fluttuante in un blu irreale, da cartellonistica pubblicitaria. La forma dell'organo olfattivo ricorda anche una goccia d'acqua, in caduta libera verso terra. Se la narice è disegnata secondo la classica iconografia religiosa, il dorso del naso, come il reticolo in Roy Lichtenstein, mostra il trucco: il pezzo del volto pare ritagliato da un cartonato raffigurante Dio. 

Più che il naso di Dio in "persona", God Nose rappresenta in effetti una parte dell'immagine canonica della divinità. Non è Dio a celare il resto volto per magia o a spuntare solo un poco dal paradiso, è l'artista a selezionare una porzione della figura standard del Creatore e a porla in maniera isolata nel suo contesto classico: il cielo. Il dettaglio anatomico, insignificante e ridicolo soprattutto se riferito ad un essere eterno e onnipotente, viene così ingigantito e posto al centro dell'opera come un oggetto qualsiasi. Se il resto della raffigurazione del volto di Dio rimane eluso o cancellato, in alto a sinistra una nuvola arcuata assomiglia ad un possibile sopracciglio bidimensionale del Padreterno. Si tratta però solo di una suggestione.

L'intento dell'opera è senza dubbio ironico e iconoclasta ma il piglio candido e naïf pone la tela in rapporto diretto alla pop art e soprattutto alla proposta fumettistica di Roy Lichtenstein e agli oggetti ingigantiti di Claes Oldenburg. Nella produzione di Andy Warhol e dei suoi compagni d'avventura, la carica irriverente e sovversiva viene pareggiata, se non totalmente mitigata, da un amore assoluto per le immagini e gli oggetti della società dei consumi, che si sbeffeggia e si celebra contemporaneamente. E qui John Baldessari, prima della svolta puramente concettuale, sotto il velo dello humour, sembra nutrire lo stesso innocuo trasporto verso la rappresentazione a tinte forti del suo soggetto: poco importa se si tratti di Dio, di una nuvola o di un naso. 

Un'altra opera giovanile di Baldessari, scampata alla performance incendiaria, è Falling Cloud, sempre del 1965. Il dipinto ha per tema sempre il cielo: in questo caso una piccola nuvoletta si distanzia da una grande e spumosa nube e cade verso il basso. Una linea tratteggiata segna, in modo ironico e surreale, la sua parabola discendente. La tarda produzione di Baldessari ha visto riemergere due temi della sua giovinezza: le nubi simili a cervelli stilizzati e i particolari somatici, resi avulsi dal loro contesto anatomico. Nasi e nuvole tornano quindi, a decenni dal Cremation Project, protagonisti del lavoro dell'artista grazie a cicli di opere dedicati ai due temi, accantonati ma mai dimenticati. O più probabilmente riscoperti da Baldessari stesso grazie all'esposizione dei due quadri, ritenuti perduti, in una retrospettiva a lui dedicata a Vienna. 

 

 

 

God Nose, anche chiamato God Knows, e Falling Cloud sono due dipinti di John Baldessari del 1965, talvolta datati 1966 o 1967. Cremation Project è una performance, sempre di Baldessari, del 1970.

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