La nascita di sampling, interpolation, loop, collage, mash-up e remix

La nascita di sampling, interpolation, loop, collage, mash-up e remix

Nel corso del secondo '900 alcune tecniche sono state scoperte per caso, altre sono frutto di ricerca ma tutte vedono una contaminazione tra musica colta e musica popolare. Cerchiamo di effettuare una carrellata dagli anni '50 agli anni '70 di alcune delle principali manipolazioni di nastri. Il mash-up è la tecnica che prevede l’accostamento di parti musicali registrate da altri musicisti per creare un brano nuovo. L’origine del mash-up viene fatta risalire solitamente alla seconda metà degli anni ’50 e in particolare alla composizione “The Flying Saucer” di Bill Buchanan e Dickie Goodman. I due autori hanno creato un collage con alcuni frammenti dei brani più in voga del momento, l’epoca d’oro del rock’n’roll, e il racconto parlato di una fantascientifica invasione aliena. Non si tratta, come era solito fino a quel momento, di una serie di citazioni ma di sampling ovvero dell’impiego creativo di materiale sonoro altrui nella sua versione originale. In realtà l'uso di sampling di altri brani era già diffuso nella novelty music, genere di canzone tra il commerciale e il non-sense alla quale appartiene la composizione di Buchanan e Goodman. L'anno successivo alla pubblicazione di "The Flying Saucer", il rocker Larry Williams incide “Short Fat Fannie” un brano che nomina i titoli delle maggiori hit del genere: in questo caso non si tratta di mash-up e sampling ma di un classico pastiche citazionistico. Larry Williams canta tutto il testo e, insieme ai suoi musicisti, suona tutte le parti strumentali: le melodie delle canzoni menzionate non vengono neppure evocate in modo allusivo. Alcuni dei brani citati da Larry Williams sono, per puro caso, gli stessi campionati da Buchanan e Goodman.

Nella coda finale di “All You Need is Love” i Beatles del periodo floreale cantano invece una parte di una loro canzone degli esordi: “She Loves You”. Adattare un testo o una musica preesistenti ad una nuova composizione si configura come interpolazione, in inglese interpolation. E in questo caso rappresenta pure un’autocitazione. Già l’anno prima, in Revolver, i Fab Four, sotto la supervisione di George Martin, avevano inserito i primi tape loops in una canzone pop: “Tomorrow Never Knows”. Nello stesso periodo Frank Zappa in “The Return of the Son of Monster Magnet” e i Fugs in “Virgin Forest” avevano iniziato a giocare con i nastri e a creare collage sonori, ma i tape loops sono qualcosa di più complesso: sono pezzi di nastro incisi e saldati ad anello in modo da essere ripetuti ciclicamente. Nella loro sperimentazione i Beatles si dichiarano estimatori di Karlheinz Stockhausen, Frank Zappa si professa erede di Edgard Varèse ma Ed Sanders non tributa omaggio a Pierre Henry, nonostante rappresenti il terzo nume tutelare possibile in questo ambito di competenza: la sua versione avanguardista del classico garage “Louie Louie”, “Psyché Rock”, è frutto ad esempio di un montaggio collagistico.

Molto probabilmente, però, l’impiego dei tape loops non viene introdotto nel rock tramite le incisioni dell’avanguardia colta ma da alcuni esperimenti compiuti privatamente da Brion Gysin e William Burroughs, due noti esponenti della beat generation che impiegano il metodo dadaista del cut-up, sia a livello letterario che musicale. Il cut-up consiste in una sorta di “taglia e incolla” di materiale proprio o altrui, prima spezzettato e poi riaccostato in una nuova forma. Questo percorso viene battuto ad inizio anni '60 da Daevid Allen, seguace dei beat e futuro leader dei Gong, con un frammento della linea del contrabbasso di Charlie Haden in “Lonely Woman” di Ornette Coleman e da Terry Riley, minimalista d'avanguardia, con una porzione di un’esecuzione dal vivo di “So What” di Miles Davis, interpretata da Chet Baker. Terry Riley prosegue la ricerca con continuità e si spinge verso uno slittamento della sincronicità del loop: si accorge che manovrando i registratori gli anelli di nastro possono accumulare ritardo e creare nuove prospettive. I primi brani pubblicati composti interamente da tape loops sono però “Come Out” e “It’s Gonna Rain” di Steve Reich. Una semplice frase viene ripetuta ad libitum grazie alla creazione di un nastro ad anello ma a mano a mano che la composizione procede si verifica una sfasatura tra le due identiche incisioni, inizialmente sovrapposte all’unisono e progressivamente prive di sincronicità: l’effetto di discrepanza sonora viene chiamato phasing ed è stato impiegato sia nella musica colta che in quella popolare.

Daevid Allen prima di fondare i Gong partecipa, brevemente, all'esperienza dei Soft Machine e proprio i Soft Machine, orfani dell'australiano, si cimentano nell'impiego di collage soprattutto nel terzo album. L'influenza di Daevid Allen si somma a quella di Frank Zappa, amico e collaboratore di Robert Wyatt. Nello stesso periodo, in Germania, Holger Czukay, bassista e membro dei Can, con il suo primo album, Canaxis 5, inventa la world music e realizza una pubblicazione di musica quasi interamente campionata. Czukay taglia e incolla porzioni di una cassetta di musica tradizionale vietnamita e vi effettua sovraincisioni. Qualche tempo dopo, sempre in ambito kraut, i Neu! non avendo i soldi necessari per terminare le registrazioni del loro secondo disco, decidono di remixare e alterare la velocità ai pochi brani già finiti. In questo modo riescono ad avere materiale sufficiente per dare alle stampe Neu! 2. Per restare nel perimetro del rock teutonico, i Faust impiegano massicciamente la tecnica del collage, nello strano incrocio di influenze tutto tedesco tra Frank Zappa e Karlheinz Stockhausen.

Nella terra di mezzo tra pop e avanguardia, ad inizio anni '70, Brian Eno in compagnia di Robert Fripp e influenzato dall'opera di Steve Reich e Terry Riley, realizza in No Pussyfooting una particolare incisione di chitarra. Eno impiega due registratori Revox a nastro: il primo incide il suono, il secondo si limita a leggere il nastro e rimandare il segnale, creando quindi una stratificazione sonora. La tecnica cosiddetta Time-lag accumulator è in realtà la stessa impiegata da Terry Riley, quasi dieci anni prima, nella fase pionieristica del montaggio di nastri. Debitore di questa ricerca è anche Alvin Lucier che in “I am Sitting in a Room” incide un testo, riproduce le sue parole, ne registra il suono una nuova volta e così via fino a quando restano impressi su nastro solo rumori: Lucier in questa opera si concentra quindi anche sulla risonanza ambientale.

Nel frattempo Captain Beefheart reinterpreta la ripetizione della frase “Come Out to Show Them” della composizione di Reich nel suo brano “Moonlight on Vermont”: si tratta, come nel caso dei Beatles, di interpolazione. Il verso viene adattato alla melodia del brano e slittato di senso in “Come Out to Sodom”. Sempre nello stesso brano viene incorporato parte del testo del tradizionale gospel "Old Time Religion" celebre nella versione dei Caravans e parte di quello di "Moonlight in Vermont", classico pop interpretato tra gli altri da Frank Sinatra e Louis Armstrong. L'accostamento di una citazione d'avanguardia e di due riferimenti "popolari" crea un effetto tanto straniante quanto moderno.  Proprio da Beefheart la Edgar Broughton Band decide di prelevare una porzione di “Drop Out Boogie” per mischiarla con il tema strumentale di “Apache” degli Shadows. Non si ha a che fare con un mash-up di registrazioni originali ma con una reinterpretazione incrociata dei due brani. Stesso discorso vale per “Rumble” nella versione dei Brownsville Station: il brano di Link Wray, citato nella sua edizione del ’68 con tanto di armonica, viene sovrapposto alla cover strumentale di “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin. In questi ultimi due casi si è al cospetto di due mash-up suonati che non vedono l’impiego di sampling. Infine gli Who: prima in Sell Out utilizzano sampling pubblicitari e stacchetti radiofonici, poi impiegano la tecnica di Terry Riley in “Baba O’Riley” e “Won't Get Fooled Again" in Who’s Next, divulgando il verbo minimalista al popolo del rock. Ma nei primi anni '70 la stessa opera di Riley inizia ad essere diffusa fuori dal circuito d'avanguardia e la collaborazione con John Cale dei Velvet Undeground suggella l'uscita del minimalismo dalla nicchia intellettuale. 

 

 

 

"Old Time Religion" è una canzone gospel tradizionale di origine ottocentesca nota nella versione dei Caravans è del 1954. “The Flying Saucer" di Bill Buchanan e Dickie Goodman è una composizione novelty creata con frammenti dei maggiori successi del 1955 e del 1956 e con una parte parlata. La canzone viene pubblicata nel 1956, divisa sui due lati di un 45 giri in “Part 1” “Part 2”.  Larry Williams pubblica “Short Fat Fannie” nel 1957 su 45 giri. Il materiale sonoro frutto di cut-up di nastri operati da Brion Gysin e William Burroughs verrà pubblicato soltanto molti decenni successivi in dischi come Recordings 1960-81 del 1996.  Il brano di Daevid Allen composto con un sample di “Lonely Woman” di Ornette Coleman non è stato mai pubblicato e forse non è stato mai inciso. Terry Riley incide molto materiale nei primi anni ’60 tra cui la composizione di tape loop di Chet Baker che suona “So What” di Miles Davis, pubblicata su Music for the Gift nel 2000. “Come Out” del 1966 e “It’s Gonna Rain” del 1965 di Steve Reich sono pubblicati rispettivamente in New Sounds in Electronic Music del 1968 e in Live/Electric Music del 1969. Nel 1966 Frank Zappa e i Fugs pubblicano rispettivamente “The Return of the Son of Monster Magnet” e “Virgin Forest” su Freak Out e The Fugs. “Tomorrow Never Knows” e “All You Need is Love” dei Beatles   sono state pubblicate rispettivamente in Revolver nel 1966 e su 45 giri nel 1967. “Psyché Rock” viene pubblicato su 45 giri da Pierre Henry nel 1967. “Moonlight on Vermont” è un brano di Captain Beefheart presente in Trout Mask Replica del 1969.  “I am Sitting in a Room” di Alvin Lucier è un’opera del 1969, pubblicata su disco soltanto nei decenni successivi. Edgar Broughton Band e Brownsville Station pubblicano rispettivamente "Apache Drop Out "e "Rumble", la prima su 45 giri e la seconda sull’album No BS, entrambe nel 1970. Gli Who pubblicano Sell Out nel 1967 e Who’s Next nel 1971. Sempre nel 1971 John Cale e Terry Riley realizzano su LP la loro collaborazione: Church of Antrax. Il disco No Pussyfooting inciso da Brian Eno e Robert Fripp, viene pubblicato nel 1972.

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