Le campane silenziose di Man Ray

Le campane silenziose di Man Ray

Una delle opere più misteriose dell'artista americano Man Ray è senza dubbio Square Dumbbells. Due oscuri oggetti metallici, identici tra loro, sono comodamente riposti in una scatola. Si tratta di due barre cubiche agli estremi e pressoché cilindriche in centro. Le smussature degli spigoli raccordano le parti squadrate a quelle curvilinee. Ma qual è il loro uso comune? Semplice, sono due pesi da ginnastica. In gergo tecnico si definisco manubri. E la forma particolare è dettata da ragioni ergonomiche: la mano umana impugna con più facilità una sbarra arrotondata. Ma perché Man Ray decide di firmare una coppia di questo genere di arnesi? L'arcano ha la sua soluzione nel termine inglese dumbbell. Il significato proprio è manubrio, peso. Ma, spezzato in due parole, dumb e bell, rimanda ad un'immagine ben più poetica: la campana muta. I due pesi sono quindi collocati in una scatola come una coppia di campane in un campanile. Sono però campane silenziose perché non hanno modo di suonare: non sono cave, non possono oscillare e non hanno il batacchio. Rappresentano paradossalmente l'esatto contrario degli strumenti idiofoni. Immobili e silenti, i pesi sembrano batacchi senza campane. Il titolo Square Dumbbells ha quindi due accezioni: "pesi quadrati" e "piazza delle campane mute", giocando anche sul doppiosenso della parola square. Se la prima espressione è descrittiva e autoreferenziale, la seconda allude ad una dimensione funerea. I pesi, d'altra parte, sono riposti in una custodia di legno nero rivestita internamente di velluto rosso simile ad una bara. Le campane tacciono a seguito di un lutto? Su questo aspetto il mistero resta fitto. Di certo l'opera non si configura come classico oggetto d'affezione, composto da manufatti provenienti da contesti diversi e accostati grazie ad un processo irrazionale, come il celebre ferro da stiro chiodato. In questo caso siamo di fronte ad un canonico ready-made, nello stile del suo amico fraterno Marcel Duchamp. Una pura appropriazione di un oggetto, firmato, datato ed esposto. L’omofonia del titolo rimanda però ad un’immagine poetica e le campane silenziose di Man Ray, anche dopo una sommaria spiegazione, conservano intatto il proprio fascino di figure magiche, di cubi che mutano in cilindri. I due pesi inscatolati, forme esemplari d'inespressività, stimolano nello spettatore il desiderio di batterli l'uno contro l'altro per farli finalmente risuonare. Ma allo stesso tempo il silenzio spettrale che propagano con la loro fissità ha qualcosa di macabro e paralizzante. 

 

 

 

Man Ray ha firmato due versioni di Square Dumbbells/Haltères, la prima del 1944 in legno e la seconda nel 1966, in 18 esemplari: 9 fusi in metallo nero e 9 in argento. Le scatole in cui sono custoditi i pesi sono di legno nero, ricoperte internamente di velluto rosso. 

 

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