Gino De Dominicis prova a volare e a formare quadrati nell'acqua

Gino De Dominicis prova a volare e a formare quadrati nell'acqua

All'inizio della sua carriera, l'artista Gino De Dominicis realizza due performance immortalate in video da Gerry Schum: Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno a un sasso che cade nell'acqua e Tentativo di volo. I titoli delle opere sono abbastanza esaustivi e didascalici. Nel primo caso l'artista viene filmato mentre lancia nel fiume una serie di pietre nel vano tentativo di generare nell'acqua quadrati al posto dei classici cerchi. Nel secondo viene ripreso mentre corre, piega le ginocchia e sbatte le braccia nella speranza malriposta di spiccare il volo. In entrambi i casi, lo spettatore vede De Dominicis di spalle. 

Francesco Caroli, nel suo libro Storia di artisti e di bastardi, racconta di aver partecipato alla prima performance, come responsabile alle riprese. Il critico, allora segretario dell'imminente mostra bolognese "Gennaio '70", spiega come inizialmente l'intenzione di De Dominicis fosse quella di riprendere alcune colombe uscire dall'acqua e volare nel cielo, a simboleggiare la tramutazione dei pesci in uccelli. Ma calate le gabbie con i volatili nel Tevere, le ali degli animali si sono presto inzuppate e le colombe invece di alzarsi in volo sono state portate via dalla corrente e celermente tratte in salvo da due collaboratori di De Dominicis.  

Letteralmente naufragato il progetto iniziale, De Dominicis in pochi minuti si trova costretto ad ideare il piano B per superare l'impasse. D'altronde l'impiego dell'attrezzatura ha un costo elevato e occorre realizzare un'opera in tempi brevi. In questo modo nasce la celebre performance dello strambo lancio di pietre. Ogni volta che il cerchio nell'acqua occupa lo spazio dello schermo, Gino tira un nuovo sasso nel fiume. L'intento dell'artista è quello di andare contro le leggi di natura, di ribellarsi ai diktat della fisica o perlomeno di prendersene gioco. Naturalmente la gravità è una norma universale ancora più stuzzicante da violare. 

E così, sulla falsariga della prima opera, la seconda azione è un atto di rivolta verso la teoria newtoniana. Il Tentativo di volo rappresenta il classico sogno leonardesco interpretato però dall'Icaro dell'arte italiana del dopoguerra. "Forse è perché so nuotare che ho deciso di imparare a volare" è la spiazzante ed enigmatica spiegazione di De Dominicis nel video. L'artista continua dicendo di aver provato per 3 anni a spiccare il volo senza risultati ma di voler continuare a provarci e trasmettere questa missione alla sua progenie. Il carattere paradossale della performance sottende però contenuti di stampo filosofico onnipresenti in De Dominicis

Il video infatti registra un movimento in potenza ma mai espresso realmente. L'azione di De Dominicis resta quindi perennemente cristallizzata e, sfuggendo alla dinamica temporale della sua realizzazione fattiva, diviene eterna. L'opera ricorda da vicino il fotomontaggio di Yves Klein Le saut dans le vide. Nello scatto ritoccato, l'esponente di spicco del Nouveau Réalisme è letteralmente sospeso nel vuoto. Ha ancora i piedi appoggiati sul cornicione di un piccolo edificio ma il suo corpo, quasi orizzontale, è già lanciato sulla strada sottostante. In entrambi i casi il mezzo di riproduzione meccanica cattura l'immagine prima dello svolgimento del moto.

 

 

 

Gino De Dominicis realizza le due performance filmate Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno a un sasso che cade nell'acqua e Tentativo di volo nel 1969/1970. La prima opera è anche conosciuta con il nome di Quadrati cerchi

La Madonna che ride di Gino De Dominicis

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La cremazione dei quadri di John Baldessari

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