Il misteriosissimo codice di Luigi Serafini

Il misteriosissimo codice di Luigi Serafini

Cosa sia il Codex Seraphinianus nessuno lo sa. Sembra difficile se non impossibile provare a spiegare qualcosa di irrimediabilmente oscuro e misterioso. Proviamoci ugualmente. Il Codex Seraphinianus è una sorta di enciclopedia di un mondo parallelo, dell'universo interiore dell'autore. Luigi Serafini accosta a figure fantastiche, solo in parte legate alla natura umana e terrena, didascalie e testi in un linguaggio apparentemente sconosciuto e di fatto inesistente. Il risultato è un volume enigmatico e indecifrabile ma allo stesso tempo incredibilmente seducente. Un libro unico nel quale il lettore, non potendo svolgere il suo ruolo, si perde come in un labirinto di alfabeti alieni e figure implausibili. Sembra quasi che sia un extraterrestre a dettare telepaticamente a Serafini il contenuto dell'opera, compilata a Roma tra il 1976 e il 1978 e pubblicata per la prima volta a Milano solo nel 1981 ma ristampata in varie edizioni nonostante le sue caratteristiche paradossali. 

La caratteristica particolare del Codex Seraphinianus è la sua struttura enciclopedica, dalle caratteristiche para-scientifiche. Nel testo vengono trattate tutte le branche del sapere, dalla zoologia alla botanica, dall'architettura alla tecnologia. Ogni ramo della scienza serafiniana ha però come oggetto esseri e materiali inesistenti in natura. In qualche modo, il Codex sembra una miscela, originale e inedita, di tanti progetti di Bruno Munari: I libri illeggibili, Scritture illeggibili di popoli sconosciutiCodice ovvio, Good Design e Supplemento al dizionario italiano. Luigi Serafini infatti, con un piglio tecnico, realizza un'opera pseudo-accademica, scritta in una lingua illeggibile ma con una coerenza d'insieme e un'unitarietà di fondo degna di un dizionario. In poche parole una stramberia assoluta architettata con cura maniacale. Un raptus di follia pianificato a tavolino. L'entusiasmo di intellettuali del calibro di Italo Calvino e Roland Barthes è facilmente comprensibile.

 

 

 

Pubblicato per la prima volta, nel 1981, da Franco Maria Ricci a Milano in un'edizione in due volumi, il Codex Seraphinianus è stato composto a Roma tra il 1976 e il 1978. Nel periodo più buio degli anni di piombo, l'eccentrico Luigi Serafini se ne stava a casa, in Via Sant'andrea Delle Fratte, a scrivere e a disegnare in compagnia del suo gatto.

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