May the Circle Remain Unbroken dei 13th Floor Elevators:  Roky Erickson e la psichedelia della tradizione

May the Circle Remain Unbroken dei 13th Floor Elevators: Roky Erickson e la psichedelia della tradizione

I 13th Floor Elevators e i Red Crayola rappresentano i principali gruppi della pischedelia texana. Lontani dalla controcultura progressista della California ma immersi nel conservatorismo reazionario del Texas, Roky Erickson e Mayo Thompson riescono a realizzare alcune dei lavori maggiormente rilevanti del nuovo genere musicale. Se i Red Crayola danno alle stampe l’opera più radicale del periodo, The Parable of Arable Land, i 13th Floor Elevators pubblicano il disco più influente della stagione, The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators. A Erickson e compagni viene spesso accordato il merito di impiegare per primi il termine “psichedelico” nel titolo di un disco: il primato in realtà è da assegnare ai Deep di Psychedelic Moods, seguiti a ruota dai Blues Magoos di Psychedelic Lollipop e solo in terza battuta dai 13th Floor Elevators di The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators. Ai 13th Floor Elevators spetta il merito, ben più profondo, di aver saputo plasmare in anticipo sui tempi e in modo maturo, l’arte psichedelica a prescindere dalla superficiale questione linguistica.

I 13th Floor Elevators nascono a Austin nel 1965 a seguito del rimescolamento di tre gruppi preesistenti, gli Spades, i Lingsmen e i Conqueroo. La band infatti è composta dal chitarrista e cantante Roky Erickson degli Spades, dal chitarrista Stacy Sutherland, dal bassista Benny Thurman e dal batterista John Ike Walton dei Lingsmen e da Powell St. John e Tommy Hall dei Conqueroo. Questi ultimi hanno un ruolo particolare: il primo compone alcuni brani ma non suona alcuno strumento mentre il secondo si esibisce ad un jug elettrificato riempito di marijuana e insieme alla moglie Clementine tira le fila della band. Nonostante siano i coniugi Hall a scegliere il riferimento al “tredicesimo piano” della ragione sociale e impiegare il termine “psichedelico” nel titolo del disco del’esordio, è Erickson a delineare il suono della band e a scrivere gran parte del nuovo repertorio. Se la coppia è responsabile dell’afflato spirituale e della filosofia lisergica del gruppo, Erickson porta in dotazione dagli Spades il pezzo “You're Gonna Miss Me”, il brano simbolo dell’intera psichedelia texana.

Le dottrine orientali e il consumo di LSD influenzano la band tanto quanto la black music di metà anni ‘50 e il beat inglese di inizio anni ‘60. Se i dischi di Little Richard e James Brown, Kinks e Yardbirds aiutano la band a compiere la propria formazione e a creare una ricetta originale, il consumo spasmodico di stupefacenti e le strane teorie fantascientifiche condizionano la breve storia della band: in particolar modo Roky Erickson, Tommy Hall e Stacy Sutherland subiscono una serie di arresti e ricoveri e vengono di volta in volta trattati da pazzi o da criminali. Il resto della formazione si adatta a fatica ai guai giudiziari e alle degenze ospedaliere dei tre membri principali della band. Nel corso di una manciata di anni, Benny Thurman viene sostituito da Ronnie Leatherman, Dan Galindo e Duke Davis mentre John Ike Walton viene rimpiazzato da Danny Thomas. Tra il 1968 e il 1969 la band va definitivamente in frantumi ed Erickson, Hall e Sutherland escono di scena, inseguendo i propri demoni personali e lasciando in eredità tre LP dal valore storico e artistico differente ma complementare.

L’esordio The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators del 1966, registrato ai Sumet Sound Studios di Dallas, è il capolavoro della band, in bilico tra garage e psichedelia con il jug elettrificato a tenere il ritmo insieme a basso e batteria. Il secondo disco Easter Everywhere del 1967, inciso ai Walt Andrus Studios di Houston, è meno roboante e più rilassato e pone in secondo piano il jug elettrificato. Il terzo album Bull of the Woods, realizzato ai Gold Star Studios di Houston, è sfilacciato e disomogeneo e per la prima volta vede primeggiare la personalità di Sutherland su quella dei due ingombranti colleghi. Nel disco più canonico e normalizzato, Erickson piazza però uno dei suoi brani più evocativi e affascinanti: “May the Circle Remain Unbroken”, canzone già pubblicata l’anno precedente su singolo insieme a “'I’m Gonna Love You Too”. Si tratta di una reinterpretazione straniante del brano tradizionale “Will the Circle Be Unbroken?”, un inno devozionale cristiano con un’eco dell’idea orientale di storia circolare. Per ironia della sorte, il pezzo chiude un ciclo di Erickson nei 13th Floor Elevators.

“May the Circle Remain Unbroken”, brano sincretico a livello religioso e musicale, riesce a essere al contempo tradizionale e innovativo e incarna, in modo esemplare, una certa attitudine della psichedelia. Dal singolo degli Spades “You're Gonna Miss Me/We Sell Soul” del 1965 alla pubblicazione su singolo di “May the Circle Remain Unbroken” nel 1968, Roky Erickson compie infatti un tragitto speculare al percorso di Syd Barrett, dall’altra parte dell’oceano. Dall’incisione del 45 giri rimasto inedito “Lucy Leave/King Bee” del 1965, all’inserimento di “Jugband Blues” in A Saucerful of Secrets nel 1968, Barrett dimostra di voler sviluppare il discorso sperimentale mantenendosi ancorato al blues rurale di Pink Anderson e Floyd Council attraverso l’esempio urbano di Bo Diddley e Rolling Stones. Il modello ritmico e chitarristico di Diddley e Stones è alla base della proposta dei 13th Floor Elevators come dei Pink Floyd e la parabola artistica e umana di Erickson è analoga a quella di Barrett: entrambi nel biennio ‘68/’69 escono dalle loro band e imboccano una strada tortuosa e sofferente.

Dopo essere stato estromesso dalla sua band nel 1968 a causa dei suoi problemi psicofisici e aver dato alle stampe due dischi di eccentrico cantautorato nel 1970, The Madcap Laughs e Barrett, il fondatore dei Pink Floyd si ritira a vita privata. Nonostante cerchi invano di tornare nel mondo della musica, nel 1972 con gli Stars e nel 1974 in solitudine, da quel momento Barrett concentra sempre di più la propria creatività nella pittura. Il membro dei 13th Floor Elevators viene invece arrestato nel 1969 per possesso di marijuana ma viene ricoverato prima all’Austin State Hospital e poi al Rusk State Hospital perché ritenuto malato di mente. Erickson, negli anni di degenza, continua a scrivere e a incidere canzoni senza riuscire a pubblicarle ma conservando il materiale per gli anni a venire. Dimesso dalla definitivamente dalla degenza ospedaliera, nel 1972 prova a riformare senza successo i 13th Floor Elevators e nel 1974 crea con maggior fortuna il suo novo progetto, i Bleib Alien. Al contrario del suo collega britannico, Erickson riesce con difficoltà e discontinuità a far ripartire la sua carriera.

Ma Barrett ed Erickson non hanno in comune solo il difficile destino personale: i due artisti rivestono un ruolo analogo nella psichedelia del proprio paese. Anticipatori di un’intera scena sperimentale sono legati entrambi al genere tradizionale del jug band. Il jug band è un strano ibrido tra blues e jazz sviluppatosi nel sud degli Stati Uniti tra gli anni ‘20 e gli anni ‘30 soprattutto grazie all’attività instancabile della Memphis Jug Band di Will Shade e dei Cannon's Jug Stompers di Gus Cannon. In questo strano contesto musicale vengono usati principalmente strumenti fatti in casa: accanto a chitarre, mandolini, banjo, armonica e scacciapensieri si fanno posto washtub bass, washboard, kazoo, stovepipe e jug. Con una certa propensione al gusto del comico, i musicisti suonano quindi secchi, assi per lavare, pettini, tubi della stufa e giare inglobando nel loro armamentario anche le posate. Nel corso degli anni ‘50/’60 si verifica un revival di questo genere musicale, in America in maniera più convenzionale e in Gran Bretagna, con il nome di skiffle, in maniera più semplificata senza il jug in dotazione.

Nella scena inglese Lonnie Donegan e Alexis Korner importano la tradizione d’oltreoceano e formano un’intera generazione di nuovi artisti, capitanati da Beatles e Rolling Stones. Nella scena americana Even Dozen Jug Band e Jim Kweskin Jug Band riportano alla ribalta la musica di Will Shade e Gus Cannon per i giovani cresciuti nel dopoguerra. Dai Lovin' Spoonful ai Grateful Dead, dai Country Joe & the Fish alla Nitty Gritty Dirt Band, molte band statunitensi degli anni ‘60 hanno un forte legame con il jug band e i Creedence Clearwater Revival arrivano a realizzare nel 1969 un tributo al vecchio genere con l’album Willy and the Poor Boys. Se il retroterra culturale di Erickson sia fondamentalmente figlio del rock’n’roll, è il contributo di Hall alla giara amplificata e ricolma di marijuana a trasformare i 13th Floor Elevators nella più originale band di jug della psichedelia. Nello stesso periodo Barrett, nel realizzare l’ultimo atto in seno ai Pink Floyd, si riallaccia alla stessa cultura musicale americana, approntando una rilettura del jug diametralmente opposta a quella dei colleghi.

Se il soffio nel jug di Hall si sovrappone ad allucinati brani a trazione chitarristica, “Jugband Blues” si allontana dalle acidi divagazioni dello stesso esordio dei Pink Floyd, per approdare a lidi più convenzionali e pacati. In questo caso non viene impiegato lo strumento cardine del jagband ma kazoo, tin whistle e fiati veri e propri grazie alla partecipazione all’incisione della International Staff Band dell’Esercito della Salvezza. Barrett quindi a differenza di Erickson non si giova di uno strumento rudimentale ma degli ottoni del dixieland: decade così il tratto distintivo del genere, il tentativo di imitare la tuba con una giara. In questo senso Barrett ha senza dubbio ripensato alla sua amata Ma Rainey, protagonista della prima ondata di jug band, attraverso i Rolling Stones di Between the Buttons. In due brani di quel disco, “Cool, Calm and Collected” e “Something Happened to Me Yesterday”, Brian Jones si destreggia tra banjolele, kazoo e armonica e una serie di ottoni, trasportando i suoi ex trascorsi skiffle e trad jazz verso la psichedelia e anticipando il ripensamento della tradizione ad opera di Barrett.

I 13th Floor Elevators pubblicano “May the Circle Remain Unbroken” nel 45 giri “May the Circle Remain Unbroken/I'm Gonna Love You Too” nel 1968 e lo inseriscono nell’LP Bull of the Woods nel 1969.

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