George Brecht e Robert Filliou fanno il solletico alla cediglia

George Brecht e Robert Filliou fanno il solletico alla cediglia

A Villefranche-sur-Mer, nel 1965, George Brecht e Robert Filliou aprono una sorta di incrocio tra un comune negozio e una galleria d'arte: La cédille qui sourit. Anche se Filliou lo definisce il primo “Centro internazionale di creazione permanente”, il locale è spesso chiuso. I due artisti infatti trascorrono gran parte del tempo nel caffé di fronte ed è lì che accordano appuntamenti ai visitatori. La cediglia che sorride è un Fluxushop, punto vendita delle edizioni d'avanguardia di Fluxus, Something Else Press e MAT- MOT. Organizza mostre di artisti americani ed europei all'interno del locale e performance nelle strade adiacenti. Gli autori ospitati sono perlopiù membri di Fluxus, Nouveau Réalisme e École de Nice, tre parrocchie adiacenti nella storia dell'arte del secondo '900.

L''ironia è l'elemento cardine di quest'operazione, tesa ad assottigliare la differenza tra arte e vita. Nel negozio-galleria si possono vedere opere d'arte accanto ad oggetti comuni e alla più banale paccottiglia: “qualunque cosa che abbia o non abbia una cediglia nel suo nome francese”, secondo le parole di Brecht. George e Robert poi non vivono arte ed esistenza come due questioni separate e a sé stanti. Non appongono una cesura netta tra il loro ruolo intellettuale e le bevute al bar. Se Rimbaud aveva proclamato "L'io è un altro", i due sembrano dire "L'arte è altrove". Il locale viene chiuso nel 1968 e l'anno successivo i due artisti realizzano, come multiplo contenente il materiale documentario sull'esperienza, un' enorme scatola di fiammiferi, anch'essa intitolata La cédille qui sourit.

 

 

 

La cédille qui sourit inizia l'attività nell'ottobre del 1965 e chiude i battenti nel marzo del 1968. Il locale si trovava nei pressi di Nizza, a Villefranche-sur-Mer, al 12 di rue de May. Nel 1969 Brecht e Filliou realizzano, in 440 copie, una grande scatola di fiammiferi intitolata La cédille qui sourit, che contiene parte del loro materiale. Risulta paradossale che creino una sorta di souvenir pubblicitario della loro boutique-sala espositiva proprio quando il locale ha cessato di esistere. La scatola è un multiplo e allo stesso tempo il catalogo della mostra allo Städtisches Museum di Monchengladbach in Germania, curata da Johannes Cladders. In quell'occasione i due "non artisti" raccontano al pubblico tedesco la loro strana tipologia di attività, o meglio di inattività.  

 

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