Quei mattacchioni dei Camper Van Beethoven

Quei mattacchioni dei Camper Van Beethoven

Il reggae gitano dei caraibi russi, lo ska balcanico degli urali messicani e il country hawaiano del peloponneso cinese potrebbero essere i tre generi immaginari di Telephone Free Landslide Victory dei Camper Van Beethoven. Colonna sonora perfetta per un film di Quentin Tarantino ambientato nei quartieri giamaicani di Sarajevo durante un'ipotetica invasione della ex-Jugoslavia da parte delle truppe cinesi di Mao in guerra con i russi. Miscelando scelleratamente l’ironia folleggiante di Fugs e Holy Modal Rounders con l’esotismo internazionalista dei Kaleidoscope americani passano alla storia per la più stramba mistura di musica giamaicana e slava, con il folk americano come punto di partenza e le cineserie come approdi più lontani.

Meno punk dei Violent Femmes e meno pop dei They Must Be Giants, meno dadaisti dei Butthole Surfers e meno noise degli Half Japanese, possono essere accomunati ai Sun City Girls. Sia i Camper Van Beethoven che i Sun City Girls, non a caso, vantano una collaborazione con l'eccentrico Eugene Chadbourne il vero anello di congiunzione tra il freak rock e il weird folk degli anni '60 e la rielaborazione attualizzata degli anni '80. Ma se i Sun City Girls sono più dispersivi e free form sulla scia dei Ya Ho Wa 13, i Camper Van Beethoven riescono ad essere efficaci e quadrati come i Kaleidscope di Side Trips, di cui realizzeranno coerentemente una cover di "Oh Death". Alla versatilità contaminatrice dei maestri, i Camper Van Beethoven uniscono però un'ironia unica e irripetibile.

 

 

 

I Camper Van Beethoven pubblicano l'LP Telephone Free Landslide Victory nel 1985. 

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