L’Harlem Cultural Festival: la Black Woodstock dimenticata

L’Harlem Cultural Festival: la Black Woodstock dimenticata

Durante i pomeriggi di sei domeniche, tra il 29 giugno e il 24 agosto del 1969, presso il Mount Morris Park di New York, si tiene l’Harlem Cultural Festival, ribattezzato in seguito Black Woodstock. L’obiettivo della manifestazione consiste nel celebrare la cultura nera, a poco più di un anno dall’uccisione dell’attivista per i diritti civili Martin Luther King. Al cospetto di centomila spettatori e sotto la vigilanza delle Black Panther, si esibiscono Nina Simone, Stevie Wonder, Staple Singers, Sly & the Family Stone, Mahalia Jackson, Chambers Brothers, Gladys Knight & the Pips, Fifth Dimension, B.B. King, Hugh Masakela, Max Roach, Babatunde Olatunji e molti altri artisti di black music e di latin jazz. Il produttore Hal Turchin filma gran parte dei concerti, raccogliendo più di cinquanta ore di girato ma il materiale non viene pubblicato, ad eccezione di alcune esibizioni singole.

Nonostante l’Harlem Cultural Festival inizi prima e duri più a lungo del Woodstock Music & Art Fair non entra nell’immaginario collettivo accanto ai grandi festival di Monterey e Isola di Wight. Rispetto a Woodstock vanta un numero di partecipanti più ridotto e una copertura mediatica imparagonabile: il fatto che non vengano realizzati un film e un album nel giro di un anno condanna la manifestazione newyorkese al dimenticatoio. A prescindere da molti grandi nomi di blues e jazz, soul e rock’n’roll, il grande assente della manifestazione è Jimi Hendrix, presente invece alla più celebre tre giorni di pace, amore e musica. Al contrario, Sly & the Family Stone, non accreditati in cartellone, sono gli unici musicisti a esibirsi sia ad Harlem che a Woodstock. Ed è grazie alla risonanza di Woodstock se la produzione innovativa di Jimi Hendrix e Sly Stone giunge al grande pubblico.

Per quanto riguarda i due festival del 1969 è da segnalare infine una strana coincidenza. Angus MacLise, il primo batterista dei Velvet Underground, già membro dei Theatre of Eternal Music/Dream Syndicate, partecipa come spettatore al festival di Woodstock e suona e danza, con sua moglie Hetty, tra il pubblico. Babatunde Olatunji, il percussionista più amato dalla seconda batterista dei Velvet, Maureen Tucker, partecipa al festival di Harlem e qualche giorno dopo il suo brano “Jin-go-lo-ba" viene interpretato dai Santana a Woodstock. Il gruppo più lontano dalla cultura hippie e più emancipato dalle culture popolari, in realtà vanta in organico due batteristi, fortemente dediti all’arte percussiva tradizionale africana. Se Maureen Tucker risente marcatamente dell’influenza del diddley beat, Angus MacLise effettua ricerche da campo in ambito Gnawa e Jilala, in Marocco.

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