La stella cometa dei Big Star

La stella cometa dei Big Star

I Big Star riescono a farti provare nostalgia per un'epoca che non hai vissuto, per viaggi che non hai fatto e per ragazze che non hai conosciuto. La loro storia è tanto incredibile quanto sfortunata. I loro dischi sembrano datati alla loro pubblicazione, legati nei primi anni '70 all'estetica di metà '60. Eppure, allo stesso tempo, avanti di decenni, freschi e attuali anche oggi. All'epoca totalmente trascurati, gradualmente riscoperti e tramutati in un fenomeno di culto. 

Nessuna propensione all'avanguardia, tranne per certe atmosfere rarefatte del terzo disco e pochi riferimenti alla tradizione folk e blues. Qualche accenno al rock'n'roll. Per il resto melodie cristalline, armonie celestiali, testi incantevoli. Gli anni '60 avevano avuto dei campioni di pop: i Beatles e i Beach Boys, i Byrds e i Love, i Kinks e i Moby Grape. Eppure se Lennon/McCartney da una parte e Brian Wilson dall'altra raggiungono una perfezione difficilmente eguagliabile, i Big Star vantano una carica emotiva imperiosa. 

Le loro canzoni hanno una potenza, un'energia empatica unica. Si dovrà aspettare Elliott Smith negli anni '90 per trovare un altro eguale, con buona pace di Teenage Fanclub, Belle and Sebastian e Wilco

Chi divide poi la storia del pop da quella del rock, la sfera di influenza dei Beatles da quella degli Stones, dovrebbe spiegarci un paio di cose capitate dal punk in poi. Già i Ramones avevano recuperato la melodia, pigliando il soprannome da McCartney e certe soluzioni melodiche dai Beach Boys. I Buzzcocks fecero il passo in più, fondendo il punk con il pop. Ma poi tutto l'indie degli '80, dai Mission of Burma in poi, cerca di coniugare la melodia e il rumore, il pop e il noise. Solo così si possono comprendere artisti diversi tra loro come Sonic Youth e Husker DuReplacements e PixiesMy Bloody Valentine e NiravanaJesus and Mary Chain e Spacemen 3

Come la mettiamo? Come si può dividere il pop e il rock in due settori differenti? In tutto questo i Big Star sono stati un punto di riferimento, come Beatles e Beach Boys. Hanno risalito le montagne russe del gradimento del pubblico (sia chiaro, sempre di nicchia), hanno invertito la rotta del bollettino borsistico della critica. Una band di perdenti che ottiene il giusto riconoscimento postumo. Magra consolazione. 

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