La carriera da solista di Pete Best dopo l'allontanamento dai Beatles

La carriera da solista di Pete Best dopo l'allontanamento dai Beatles

Il ruolo di quinto Beatles è associato, a seconda dei casi, a Stu Sutcliffe il bassista carismatico, George Martin il produttore geniale o Brian Epstein il manager paterno o più di rado ai collaboratori Derek Taylor, Mal Evans o Neil Aspinall. Ma il più gettonato tra i membri aggiunti risulta essere Pete Best: all'anagrafe Randolph Peter Scanland, batterista della band dal 1960 al 1962, rimpiazzato da Ringo Starr. Nel 1959, Mona Best, intraprendente mamma di Pete, allestisce il Casbah Coffee Club, nello scantinato di casa a Hayman's Green a Liverpool. All'inaugurazione del locale suonano John Lennon, Paul McCartney e George Harrison insieme al chitarrista Ken Brown. Per l'occasione rispolverano la sigla Quarrymen, gruppo di skiffle di John, ormai arrivato al capolinea. Successivamente Ken Brown mette assieme la band Blackjacks con Best alla batteria, Bill Barlow al basso e Charles Newby alla chitarra solista, mentre Lennon, McCartney e Harrison assoldano Stu Sutcliffe al basso e iniziano a farsi chiamare Beatles, con una serie di varianti della ragione sociale e di percussionisti.  

L'anno successivo, nel 1960, i Beatles devono partire per la trasferta ad Amburgo ma sono senza un batterista e allora chiedono a Best di entrare nel gruppo. Pete rimane in formazione per due anni durante i quali, con gli altri componenti della band, incide My Bonnie con Tony Sheridan, partecipa alle audizioni Decca e Emi e ad uno spettacolo radiofonico della BBC. Il periodo di Best nei Beatles però si caratterizza per l'attività live, soprattutto all'Indra ad Amburgo e al Cavern Club a Liverpool. Sono varie le ricostruzioni del suo licenziamento, associate principalmente alla tecnica limitata e al carattere introverso. In verità a Liverpool gode di buona fama dietro ai tamburi: dai primi passi della band il suo drumming rumoroso è stato soprannominato atom beat e ha ispirato gli altri batteristi della scena. George Martin, dopo alle audizioni all'EMI, probabilmente non ne rimane entusiasta ma tenterà di sostituire in studio anche Ringo con il sessionman Andy White. La mancanza di ironia è invece il punto dolente del carattere di Pete: schivo e taciturno non riesce ad amalgamarsi veramente con il resto della band.

Secondo altre voci invece sarebbe stata la gelosia di Lennon, McCartney e Harrison a causare l’espulsione di Best dai Beatles. Inizialmente il primo batterista è infatti il più amato dalle ragazze e arriva ad oscurare, in virtù della sua prestanza fisica, le figure dei colleghi. Pete non adotta il look moptop e mantiene un taglio di capelli e un abbigliamento legato agli anni '50. A differenza di John e gli altri, non ride mai e non si perde in chiacchiere. L'aspetto misterioso da bello e tenebroso genera quindi una vera ossessione da parte delle fan che, prima dell'esordio discografico della band, venerano Best come loro pupillo. Occasionalmente la batteria viene addirittura posta in proscenio durante i live dei Beatles, per concedere a Pete il ruolo principale. Considerando la dipendenza da alcol e droga solo una cattiveria costruita ad arte, resta l'ingerenza invadente della madre Mona come ultima possibile motivazione per l'espulsione di Best dalla band. Di fatto viene messo alla porta da Brian Epstein e sostituito con il simpatico ma poco avvenente Ringo, batterista dei Rory Storm & the Hurricanes. 

Pete Best, dopo l'allontanamento dai compagni, viene avvicinato proprio da Rory Storm & the Hurricanes: il gruppo, ferito dal tradimento di Ringo, vuole vendicarsi assumendo l'ex Beatles e restituendo polemicamente la cortesia ai rivali. Best declina però l'offerta e, tornato nella sua città, a seguito di un periodo di riflessione e depressione, vende la batteria madreperlata con la scritta "The Beatles" e diventa batterista di Lee Curtis & The All Stars con i quali registra solo un 45 giri rock'n'roll "Let's Stomp/Poor Unlucky Me" nel 1963. Dietro all'operazione si cela Brian Epstein: per restituire parte del maltolto a Best e lenire il senso di colpa, prima tenta invano di farlo diventare il batterista degli esordienti Merseybeats e poi facilita il suo ingresso negli All Stars. A seguito di una tourné europea, le sorti di Lee Curtis e della sua band si dividono. In quel momento, Best prende le redini della formazione, la ribattezza Pete Best Four e prova ad assestare una ripartenza alla sua carriera. Il gruppo, pubblica un solo 45 giri beat nel 1964: “I'm Gonna Knock on Your Door/Why Did I Fall in Love With You”.

La band è composta da Pete alla batteria, Tony Waddington alla chitarra solista e alla voce, Wayne Bickerton al basso e Tommy McGurk, sostituto di Frank Bowen, alla chitarra ritmica. Il produttore è invece Mike Smith ovvero l'artefice del mancato contratto della Decca ai Beatles nel 1962. Nonostante lo stile della band consista in un merseybeat canonico, l'ambizione iniziale di Best, è quella di rivaleggiare con i Fab Four. Il manager scelto per questa ardita operazione è la volitiva mamma del musicista, Mona, che nel 1963 chiude i battenti del Casbah per dedicarsi anima e corpo alla carriera del figlio. Nel periodo in cui la mania per i Beatles è già un fatto sociale, l'impresa di Best sembra destinata a fallire sul nascere e I'insuccesso del singolo lo fa ripiombare nella depressione. Nel 1964 partecipa allo spettacolo televisivo americano I've Got a Secret e incide, insieme al suo gruppo e sotto la supervisione del produttore Joe Meek, misterioso materiale rimasto inedito. 

Sempre nello stesso anno McGurk lascia la band e al suo posto entrano due fiatisti, Trevor Browne e Bill Burton: l'ingresso dei nuovi membri costringe Pete Best a cambiare il nome della band da Pete Best Four a Pete Best Combo. Il gruppo, dopo aver finito il tour europeo, si sposta in pianta stabile a New York insieme ad un'altra band di Liverpool: gli Undertakers. Nella metropoli americana, il batterista e i suoi musicisti, con la produzione di Bob Gallo, registrano un buon numero di canzoni: nel 1965, escono infatti una manciata di 45 giri, a nome Pete Best, ma nessuno dei singoli entra in classifica, nonostante il richiamo costante all'ingombrante passato nei Beatles. In questo periodo Best spreca la seconda occasione della sua vita: diventare un membro dei Monkees. Sebbene si stabiliscono contatti tra la produzione della band americana e l'ex Beatles, il progetto non va in porto. D'altra parte, anche nella sua misera carriera discografica, il nome di Best viene impiegato principalmente come specchietto per le allodole e il musicista svolge unicamente il ruolo di percussionista.

La composizione e l'interpretazione dei brani è opera, nel bene e nel male, di Tony Waddington e Wayne Bickerton, le due anime creative del Pete Best Combo. Il gruppo registra a New York, con l'aiuto dei concittadini Undertakers, un LP dall'ingannevole titolo Best of the Beatles. Il facile gioco di parole sul cognome del batterista, associato ad una foto dei Beatles ad inizio carriera con Best in formazione, sembra ai fan meno esperti di Lennon e soci un'antologia con le canzoni migliori della band più famosa al mondo. L'operazione truffaldina e ridicola rappresenta l'acme del tentativo di sfruttamento commerciale della celebre sigla e la pietra tombale alla carriera del batterista. Musicalmente poi il disco non è di certo memorabile, diviso a metà tra standard e brani mediocri a firma Waddington e Bickerton: i singoli e l'LP, in equilibrio tra beat e garage, non si giovano né di una particolare originalità stilistica né di una rilevante qualità compositiva. Nello stesso periodo Best, non sazio dell'iniziativa discografica opinabile, avvia una causa legale nei confronti dei Beatles per i torti subiti.

Dopo la tourné americana del 1966, scade il permesso di soggiorno per gli altri membri del gruppo e Best, che potrebbe restare sul suolo statunitense, non se la sente di lasciare i suoi compagni. Il batterista, tornato a Liverpool, scioglie la band, ormai ridotta a terzetto. Un nuovo periodo di depressione accompagna la certezza di aver fallito nel campo musicale e di dover ripartire da zero in un altro settore. Dapprima nel 1968 trova un lavoro in un panificio e poi, l'anno successivo, viene assunto in maniera definitiva in un ufficio di collocamento, diventando negli anni uno stimato funzionario amministrativo. Al contrario, i due storici collaboratori di BestWaddington e Bickerton non demordono: nel 1973 mettono in piedi la band Rubettes e l'anno successivo ottengono un successo insperato con il brano bubble gum "Sugar Baby Love". Ancora una volta, per lo sfortunato batterista, il destino è beffardo. Best vive così un'esistenza segnata dal rancore verso i Fab Four e dalla tristezza per aver mancato di un soffio la celebrità. E i reiterati tentativi di fare cassa grazie al suo passato non cancellano la ferita. 

 

 

 

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